Cuccette per signora - Anita Nair - copertina

Cuccette per signora

Anita Nair

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Traduttore: Francesca Diano
Editore: Neri Pozza
Collana: Le tavole d'oro
Edizione: 18
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 3 settembre 2009
Pagine: 334 p., Brossura
  • EAN: 9788873058373
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Akhila è una donna di 45 anni, single, che non ha mai potuto vivere la sua vita: sempre figlia, sorella, zia sino al giorno in cui compra un biglietto ferroviario di sola andata per un paese in riva al mare di Kanyakumary, in India, gloriosamente sola per la prima volta nella sua esistenza e determinata a essere libera da tutto ciò che l'aveva confinata sino a quel momento. Nell'intima atmosfera dello scompartimento del treno che divide con altre cinque donne, Akhila conosce le sue compagne di viaggio. Ascoltando le storie delle donne, Akhila entra nei più privati momenti delle loro vite, cercando in loro una soluzione alle domande che l'hanno accompagnata per tutta la vita: può una donna restare single e felice, o ha bisogno di un uomo per esserlo?
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    Chiara

    19/04/2015 14:41:41

    Bello questo libro che racconta delle esperienze al femminile così lontane geograficamente e culturalmente da noi...eppure universali. Mi ha scaldato il cuore, e allo stesso tempo è stato doloroso. Penso che ogni donna ci possa trovare qualcosa di sé, nel bene e nel male.

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    Simo

    14/01/2015 14:38:24

    Ho letto questo libro in pochissimo tempo, non l'ho trovato noioso, ma c'è qualcosa che non mi convince. Come se il racconto rimanesse incompiuto, e non nel senso della storia in sè, quanto nell'articolazione di essa. Insomma non mi ha coinvolta quanto credevo. Forse questo continuo desiderio di affermare la forza delle donne o la completa diversità delle protagoniste che si raccontano le loro vite nel breve volgere di poche ore li ho trovati un pò forzati. Vero è che la realtà delle protagoniste è molto difficile e trovare il coraggio di fare delle scelte impopolari non è così automatico, ma il racconto corale non mi ha entusiasmata, perchè il risultato l'ho trovato disomogeneo, sebbene dovesse concorrere ad un unico risultato, aiutare Akhila a credere in se stessa, nonostante avesse già preso la sua decisione, ossia vivere e non lasciarsi vivere. Scrittura scorrevole e decisa. Nel complesso lo consiglio ma senza trasporto.

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    Laura

    14/07/2014 12:11:26

    In un vagone letto si intrecciano le vite e le storie di sei donne. Akhila, la protagonista, una donna di 45 anni che ha preso in mano le redini della famiglia alla morte del padre, divenendo l'uomo di casa. Dopo aver rinunciato a realizzare la propria vita sente che è arrivato il momento di realizzare se stessa. Janaki, la più anziana, accompagnata dal marito, di cui è costante presenza da più di 40 anni. La giovanissima Sheela sconvolta dalla morte della nonna. Margaret Shanti, professoressa di chimica, che identifica e classifica le persone associandole ad un elemento chimico, vittima e succube del presuntuoso marito, ne diventa carnefice. Prabha Devi la figlia e moglie perfetta, che si scopre seduttiva e vivace, ma, a seguito di un increscioso episodio, ricaccia quel suo aspetto divenendo una particella di polvere grigia e inesistente. Solo nella sfida di imparare a nuotare ritrova se stessa. Infine Marikolanthu con una vita tribolata e terribile che ha scoperto sulla sua pelle che le "donne sono forti. Le donne possono fare tutto, bene quanto gli uomini. Le donne possono fare molto di più. Ma una donna deve cercare dentro di se' quel filone di forza. Non si manifesta naturalmente da solo". Intenso ritratto di donne, del loro incommensurabile e misterioso mondo interiore, e di un'India, piena di contraddizioni, moderna ed antica insieme. Il vero voto è un 4.5, manca la perfezione perché l'incontro e lo scambio di confidenze tra le sei donne risulta un po' forzato.

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    Tiziana

    23/09/2013 18:54:38

    Confessioni, riflessioni, pensieri intimi, rimpianti, analisi ben focalizzate; senza dubbio un libro che sviscera l'animo femminile e scende in profondità. Sebbene non sia sempre scorrevole, anzi a tratti persino lento, è un'ottima lettura; alcune parti e figure di donna sono più sfaccettate, variegate e fluide di altre, mitico il paragone tra i tipi umani e gli elementi chimici e poi le atmosfere che vengono evocate in modo tanto nitido da divenire visualizzabili. Per chi, come me, apprezza le letterature indiana, cinese e giapponese è una buonissima prova, una voce apprezzabile e da conoscere ancor meglio

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    Donatella

    20/02/2013 13:14:15

    A me è piaciuto proprio tanto. Belle storie di donne, con diverse esperienze di vita, raccontate in modo semplice e toccante. Brava Anita Nair. Leggerò senz'altro altri suoi libri.

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    chiara

    08/01/2013 22:49:28

    non sempre le rivoluzioni fanno clamore,soprattutto quando si tratta di donne,discrete,umili,scrupolose.ma ci vuole davvero un grande coraggio e un fortissimo amore per se stesse per guardarsi dentro e decidere di srtavolgere la propria vita.questa è la storia di Akhila e delle sue compagne di viaggio

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    simona proietti

    29/08/2012 17:31:41

    Scrittura scorrevole e testo ben tradotto. Ma il libro si finge un racconto multiplo che non è. L'esposizione di storie individuali di donne che si incontrano in un vagone letto......in fondo sono tutti racconti separati, messi insieme solo perchè collocati nello stesso -pretestuoso- spazio narrativo. Non so dire di preciso perchè non mi ha convinta, ma so per certo che non mi ha emozionata.

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    Roberta

    02/05/2011 11:41:38

    Premetto che e' il primo libro che leggo di un'autore indiano ed e' stato molto interessante, perche' attraverso il racconto delle vite delle protagoniste, ho conosciuto un lato sociale e culturale dell'India, di cui poco sapevo se non tramite alcune notizie lette sui giornali. Qui viene messo in risalto la condizione della donna, sposa sottomessa al marito e nella maggioranza dei casi costretta a matrimoni combinati. Le cuccette per signora sono state delle oasi femminili per le donne perche' hanno permesso di condividere, anche se per il solo tempo del viaggio, sogni e speranze che non avrebbero mai osato fare nella vita quotidiana.

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    Rain

    28/04/2011 11:42:39

    Un libro che parla di donne, delle loro vite, della loro psicologia, dei loro sogni, spesso infranti. Sono donne indiane, ma potrebbero essere (tolta la localizzazione e certi particolari) donne di qualsiasi luogo e non luogo, tanto alla fine è similare il loro sentire, il loro voler essere amate, rispettate, essere felici. Un libro delicato e da gustare, anche se preso un pezzetto alla volta. Consigliato.

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    Claudia

    06/03/2011 15:15:15

    Il racconto della vita di Akhila funge da cornice ad altri racconti di vita di giovani e meno giovani donne indiane, legate, nelle scelte positive o negative per la loro esperienza e per la loro famiglia, dalla spasmodica ricerca della risposta a questa domanda: può una donna essere tale, avere valore, riuscire a farcela nel mondo senza l'aiuto, l'appoggio, la protezione di un uomo? Senza per forza dover essere moglie e madre? E se è moglie e madre, può mantenere comunque una propria personalità, distinta dai suoi ruoli canonici? Nel nostro mondo occidentale la domanda suona così assurda che solo a scriverla sento una risatina ironica nella mia testa... ma nel mondo indiano non è così scontato e la donna, per quanto istruita e lavoratrice, è sempre legata a un ambiente familiare (d'origine o acquisito col matrimonio) che le impone un certo tipo di comportamento e certe rinunce. Akhila e le altre donne del romanzo però cercano il loro riscatto nella loro stessa forza, rispettando non solo le tradizioni, ma anche e soprattutto se stesse. Si incontrano su un treno e, senza mai essersi viste, si raccontano le proprie esperienze. I racconti, presi a sè, sono molto belli, spesso coinvolgenti, ma il rapporto tra le donne da cui tutto prende avvio è del tutto tralasciato: salgono sul treno, cercano la propria carrozza e le proprie cuccette, si siedono e cominciano a raccontare...il tutto appare un po' brusco e stona con un romanzo invece che lascia un sapore molto dolce...

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    Antonio

    10/03/2010 18:30:46

    I racconti si riferiscono a cinque donne diverse (se consideriamo anche la ragazzina) ma potrebbero tranquillamente parlare della stessa donna in diverse fasi della vita. Il libro è ben scritto, è scorrevole ma indubbiamente è indirizzato a un pubblico femminile (tant'è vero che alla fine vengono inserite delle ricette della cucina indiana!). Per questo motivo, da buon maschio adulto europeo, ho fatto un po' fatica a metabolizzarlo e ad entrare in sintonia con il modo di pensare dei personaggi: ad esempio poter mangiare un uovo sodo di gallina, oppure fare un bagno in piscina a noi europei sembrano cose ovvie, ma evidentemente in India non lo sono. Inoltre la fine, che non rivelo, mi ha lasciato un po' perplesso: è in "quello" che consiste la liberazione a cui tanto aspira la zitella protagonista?

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    alex

    28/10/2009 14:02:51

    In realtà il voto 3 è tendente al 4; direi una via di mezzo. Il libro è gradevole, molto dolce e non impegnativo; magari da acquistare quando esce in edizione tascabile.

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    Linda

    17/10/2009 11:48:40

    Questo libro contiente tanti buoni spunti, ma non mi è piaciuta la conclusione. Peccato anche che ho avuto la sensazione di leggere cinque storie slegate: nessun intreccio tra le cinque narrazioni, nè tra le protagoniste

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    Stefania

    29/05/2008 19:03:10

    Cinque donne si raccontano in un treno in India. Cinque storie vissute e consumate in Oriente, ma grazie al contenuto, diventano contemporanee come se fossero raccontate da cinque donne occidentali. Libro gradevole, ma sono troppi gli idiomi e le espressioni dialettali in lingua indiana che si impongono nelle righe dei capitoli. Alla fine del romanzo ci si pone l'eterna domanda:" Può una donna vivere senza un'uomo? ". Leggere per credere...!

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    Maunakea

    05/01/2008 20:30:24

    Bello, Ladies Coupé è del 2001, è il primo della Nair che leggo ma prenderò di certo anche gli altri. E' il terzo libro dell'autrice, che ha una capacità descrittiva notevole senza risultare mai noiosa. Lo consiglio anche per un regalo ad una ragazza.

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    Sherazade

    16/12/2007 10:58:08

    Bello. Scava nella psicologia di cinque donne molto diverse tra loro, senza mai cadere nel banale da stereotipo.trasmette poi senza fronzoli la profondita della cultura indiana dai piu piccoli particolari

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    enza

    02/11/2007 11:50:25

    MOLTO BELLO, E' DA LEGGERE

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    luigi

    04/12/2006 22:42:29

    In queesto libro c'è dentro tutta l'India moderna che ha i piedi più o meno nella storia. Le donne sono il pretesto ben riuscito per raccontare una faccia di un meraviglioso paese.

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    Francesca

    30/07/2005 18:01:08

    Cinque donne che si raccontano: in qualche maniera ti ci ritrovi, ti appassioni e condivi insieme a loro le esperienze e il significato delle stesse. Bello e si legge bene.

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    anna

    17/11/2004 19:44:54

    chi si accosta alla lettura di questo libro per la curiosità di scoprire quanto sia diversa la vita delle donne di un'altra etnia, scopre invece che a qualsiasi latitudine, in qualsiasi cultura, tutte le donne hanno una vita interiore comune. Desideri soffocati, umiliazioni subite per l'indifferenza dell'uomo, solitudini e sogni lasciati maturare nel corso di anni e anni di silenzi. E' un libro bellissimo che ci fa venir voglia di viaggiare con la protagonista e raccontarsi, per sentirsi non più sole.

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Romanzo abilmente costruito questo secondo di Anita Nair (di cui Neri Pozza ha già pubblicato Un uomo migliore 2001). All'interno di un racconto-cornice e nel pieno rispetto delle unità di tempo e di luogo si snodano le storie di vita di sei donne sei sconosciute che casualmente si ritrovano nello stesso scompartimento di un treno che nell'arco di una notte le porta da un capo all'altro del loro vasto paese l'India. Sono donne diverse per età casta fede religiosa situazione famigliare e livello di istruzione. E diversi sono i motivi che le hanno condotte su quel treno da cui tutte scenderanno in qualche misura cambiate forse meno "perbene" o "permale" e un po' più se stesse. È evidente l'intento dell'autrice di presentarci dei casi emblematici una sorta di repertorio delle felicità-infelicità femminili nel subcontinente con l'aggiunta di un pizzico di esotismo – quello che a torto o a ragione agenti letterari e scuole di scrittura ritengono gradito a palati occidentali – e un'appendice di ricette di cucina (buone per quanto la scrivente ha potuto sperimentare). È un romanzo scritto con garbo molto leggibile ma lascia perplessi l'insistenza nel ripercorrere strade già battute riproporre personaggi femminili già raccontati e con più alta penna in un universo immobile mentre invece nel subcontinente si registra un forte e agguerrito movimento politico femminile le donne si organizzano e discutono si battono contro gli ogm e le multinazionali che li producono prendono in mano e raccontano le proprie vite in spazi aperti assai più cruciali di uno scompartimento ferroviario (come dimostra la loro vivacissima presenza al primo Social Forum asiatico svoltosi a Hyderabad nei primi giorni di questo gennaio).
Anna Nadotti
  • Anita Nair Cover

    Anita Nair vive a Bangalore, in India. Il satiro della sotterranea. Racconti urbani e gotici è il suo primo libro. Nel 2001, ha pubblicato il suo primo romanzo, Un uomo migliore, che ha ottenuto un notevole successo di critica e di pubblico. Nel 2002, Cuccette per signora, il suo secondo romanzo, si è imposto come uno dei maggiori bestseller internazionali. Tra gli altri suoi libri ricordiamo: L'arte di dimenticare, La ferocia del cuore, Padrona e amante, Il custode della luce, L'ira degli innocenti.Neri Pozza e Guanda pubblicano i suoi libri in Italia. Approfondisci
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