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Curatore: A. R. Pupino
Editore: Liguori
Anno edizione: 2005
Pagine: 388 p. , Brossura
  • EAN: 9788820737382

Gli anni che tra il '91 il '93 d'Annunzio trascorse a Napoli e dintorni furono abbastanza densi. Con numerosi personaggi, spesso di notevole statura, egli strinse amicizia e instaurò scambi proficui: con Scarfoglio, con la Serao, con Di Giacomo, Masciantonio, Pica, Procida, van Westerhout ecc.; pubblicò con editori intraprendenti come Pierro e Bideri, e collaborò al "Corriere di Napoli", al "Mattino", al "Fortunio", a "Flegrea" ecc., oltre che con romanzi prose versi, anche con articoli nei quali, sicuro ormai delle tematiche simbolistiche, portò a definitiva maturazione la propria poetica. E se probabilmente la vicinanza di Verdinois, recente traduttore di Tolstoj, gli valse ad approfondire il romanzo russo, non si può nemmeno escludere che l'incontro con Nietzsche (alla cui fortuna italiana fu proprio d'Annunzio a dare l'abbrivio sul "Mattino" nel '92) sia avvenuto non solo per il tramite di traduzioni francesi, ma anche grazie al cenacolo che si raccoglieva attorno al "Fortunio", sul quale si prolungava la memoria di una figura non ignara del filosofo di Zarathustra come Antonio Tari. Tale, a grandi linee, il quadro di cui si offre un'analisi a più voci. Nessun momento o aspetto significativo della produzione legata a Napoli è rimasto inesplorato, né si è tralasciato di studiare l'atteggiamento dei critici napoletani più significativi nei confronti di d'Annun-zio. Sicché è forse questa la prima volta che si affronta l'argomento in modo così esteso e al tempo stesso approfondito.