Da Carosone a Cosa Nostra. Gli antenati del videoclip-From Carosone to Cosa Nostra. Anchestors of the music video

Michele Bovi

Traduttore: D. Giddings
Editore: Coniglio Editore
Collana: Zum Zum Zum
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 1 gennaio 2007
Pagine: 183 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788860630735
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Descrizione
I primi filmati musicali a colori, antenati del moderno videoclip, sono stati realizzati nel nostro paese alla fine degli anni Cinquanta. Così i primi apparecchi a selezione per proiettarli: si chiamavano Cinebox e scatenarono una guerra commerciale tra Italia e Francia combattuta prima sul territorio europeo e successivamente su quello statunitense. Una vicenda che abbraccia un decennio e che ha visto protagonisti tutte le popstar internazionali degli anni Sessanta, registi celebrati come Claude Lelouch, Francis Ford Coppola, Robert Altman, i nostri Vito Molinari ed Enzo Trapani, aziende italiane autorevoli come Ottico Meccanica Italiana, Innocenti, Lepetit-Ledoga, Gruppo Beretta, La Microstampa, Cinestabilimento Donato e che inoltre finì per destare l'interesse della mafia americana e conseguentemente della Commissione Anticrimine che faceva capo al senatore Robert Kennedy. A ricostruire questa storia è Michele Bovi, giornalista e autore della Rai, che è riuscito a rintracciare tutti i protagonisti e i testimoni viventi che hanno avuto a che fare con il Cinebox e il suo diretto concorrente francese, lo Scopitone. In questo libro, oltre al racconto e alle testimonianze, compaiono gli elenchi di quei filmati realizzati in tutto il mondo e una serie straordinaria di fotografie e documenti inediti che ritraggono sul set del Cinebox e nelle istantanee promozionali di quel leggendario apparecchio i nostri più famosi artisti di un'epoca irripetibile per genio e creatività.

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Recensioni dei clienti

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    paolo lumachini

    22/06/2008 10:32:12

    “Michele Bovi ne ha fatta ancora una delle sue” esordisce nella prefazione il Presidente della SIAE Giorgio Assumma. Una considerazione lapidaria, ma soprattutto significativa della particolarità del libro, caratteristica costante nelle opere di questo autore. Infatti con parossistiche ricerche e illuminanti intuizioni, in parte già divulgate attraverso i suoi dossier al TG2, Michele Bovi ha ricostruito la genesi dei primi filmati a colori, antenati dei moderni videoclip, avvenuta in Italia alla fine degli anni ’50. L’autore ripercorre le tappe di un fenomeno che ha visto i francesi emulare gli italiani nella corsa all’espansione del mercato videomusicale verso gli Stati Uniti, dove però alcune vicende legate alla mafia, insieme ad altre ragioni concomitanti e strutturali, causarono il declino del Cinebox italiano e dello Scopitone francese. Il testo, redatto in doppia lingua italiano/inglese, è altresì costellato di notizie su interessanti rarità, filmati inediti e succulente chicche che riguardano i maggiori big dell’epoca: Adriano Celentano, Gianni Morandi, Neil Sedaka, Paul Anka. Ed è questa l’occasione per osservare Mina tra una scenografia di pesci rossi, Loredana Bertè in un filmato per un brano di Edoardo Vianello, oppure uno streap-tease che fece scalpore: quello di una modella nel filmato girato per una canzone di Lilli Bonato. Un libro che se fosse stato edito da Mondadori o Rizzoli sarebbe in testa alle classifiche.

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    Rolando Giambelli

    02/08/2007 12:19:24

    La ricostruzione della avventurosa “preistoria” del videoclip musicale è frutto della ricerca appassionata di Michele Bovi, autore di indimenticabili, istruttivi e storici programmi televisivi di musica e di spettacolo, ma da tutti conosciuto come l'archeologo che ha scovato oltre mille filmati a colori dell’epoca, fotografie di scena, locandine promozionali per i mercati italiano, francese, inglese e americano di Cinebox e Scopitone. La prima pellicola a colori realizzata per la promozione di un brano musicale non è nata infatti a New York, a Hollywood o a Londra, bensì nel nostro paese nel 1959, grazie all’accordo di collaborazione capitolino-meneghino costituito da due romani, l’inventore Pietro Granelli e l’ industriale Paolo Emilio Nistri, direttore della Ottico Meccanica Italiana, e un imprenditore milanese, Angelo Bottani, braccio destro dell’allora presidente dell’Inter Angelo Moratti. Dal matrimonio d’affari tra i tre scaturì l’avventura del Cinebox, il juke-box ad immagini per il quale fu appunto concepito l’utilizzo del filmato a colori da circa 3 minuti che negli anni Settanta assunse il nome di videoclip. Il Cinebox era l’apparecchio italiano che agli inizi degli anni Sessanta fu presentato sul mercato mondiale come “la bomba cinemusicale del secolo”. Il Cinebox, come molti ricorderanno, si presentava come un Juke Box sulla cui sommità c’era un visore che, dopo aver selezionato i brani da ascoltare, mostrava l’interpretazione filmata di circa tre minuti a colori e bianco & nero mentre si potevano ascoltare le più belle canzoni di artisti come Renato Carosone, Don Marino Barreto Jr , Domenico Modugno, Peppino Di Capri, Nilla Pizzi, Tonina Torrielli, Wera Nepi, Luigi Tenco, Giorgio Gaber, Bobby Solo, Tony Renis, Little Tony, Fausto Leali, Gianni Morandi, ma anche Vittorio De Sica e tantissimi altri…

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    Gabriele Maestri

    02/08/2007 11:54:30

    Il volume racconta con precisione la storia delle «canzoni con vista», iniziata nel 1958 con l’incontro tra l’inventore Pietro Granelli e l’imprenditore Paolo Emilio Nistri e l’elaborazione di un’idea che accontentasse gli appassionati della musica (desiderosi di vedere “in azione” i loro beniamini) e colmasse lo spazio vuoto che la tv di stato non occupava. Fu la nascita del Cinebox (prima chiamato «fonografo visivo») che, nelle intenzioni degli iniziatori (ed in seguito di Angelo Bottani, che dal 1960 ricevette il testimone da Nistri) avrebbe dovuto ottenere un grande successo: negli anni furono realizzate più di 400 pellicole, con artisti famosi e meno noti (anche tra le star non tutti i brani hanno avuto la stessa fortuna), in gran parte italiani, ma con una significativa presenza di stranieri. Il libro dà poi conto della concorrenza spietata che dal 1960 oppose Cinebox e Scopitone, omologo apparecchio francese che si fece strada sul mercato europeo ed americano, impegnando fior di artisti e registi (da Claude Lelouche a Robert Altman): la sua avventura oltreoceano, tuttavia, fu bruscamente interrotta da indagini che misero in luce intrecci tra distributori statunitensi dello Scopitone e i boss di Cosa Nostra e finirono per mettere in cattiva luce anche il Cinebox. L’opera si avvale della prefazione dell’avvocato Giorgio Assumma, presidente della Siae, nonché di un testo di Pasquale Panella, posto a conclusione del volume. Con il suo fluire di parole, Panella accompagna il lettore in un percorso affascinante, che mescola ricordi ad immagini ed avvicina il Cinebox alle «scatole della musica» di Sorrento (i carillon): «Ho visto e sentito una concreta opera dell’uomo in quelle scatole – scrive verso la fine il funambolo della parola – come lo vidi nelle scatole intarsiate e imbottite come poltrone, e il carillon suonava nella scatola"

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    Andrea Del Castello

    02/08/2007 11:39:04

    "Michele Bovi ne ha fatta ancora una delle sue” esordisce nella prefazione il Presidente della SIAE Giorgio Assumma. Una considerazione lapidaria, ma soprattutto significativa della particolarità del libro, caratteristica costante nelle opere di questo autore. Infatti con parossistiche ricerche e illuminanti intuizioni, in parte già divulgate attraverso i suoi dossier al TG2, Michele Bovi ha ricostruito la genesi dei primi filmati a colori, antenati dei moderni videoclip, avvenuta in Italia alla fine degli anni ’50. L’autore ripercorre le tappe di un fenomeno che ha visto i francesi emulare gli italiani nella corsa all’espansione del mercato videomusicale verso gli Stati Uniti, dove però alcune vicende legate alla mafia, insieme ad altre ragioni concomitanti e strutturali, causarono il declino del Cinebox italiano e dello Scopitone francese. Il testo, redatto in doppia lingua italiano/inglese, è altresì costellato di notizie su interessanti rarità, filmati inediti e succulente chicche che riguardano i maggiori big dell’epoca: Adriano Celentano, Gianni Morandi, Neil Sedaka, Paul Anka. Ed è questa l’occasione per osservare Mina tra una scenografia di pesci rossi, Loredana Bertè in un filmato per un brano di Edoardo Vianello, oppure uno streap-tease che fece scalpore: quello di una modella nel filmato girato per una canzone di Lilli Bonato. O ancora, scoprire anche dei lungometraggi inediti, come “Gira che ti rigira amore bello” del ’73 (nell’immagine un fotogramma con un imberbe Claudio Baglioni) e che illustrava il primo album del cantautore romano, ma che allora non fu trasmesso perché – udite, udite – smarrito la sera prima della messa in onda. Questa e molte altre storie, dunque, in un avvincente libro integrato dai ricordi di Pasquale Panella e dalle testimonianze di registi, cantanti, tecnici, inventori, industriali e di tutti coloro che furono protagonisti di quell’intenso decennio di musica e palpiti.

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