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Claudio Magris

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2006
Pagine: 479 p. , Brossura
  • EAN: 9788811683124

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    Vincenzo Colaiacovo

    29/03/2016 18.10.49

    Ho attraversato con "Danubio" l'Europa che avrei conosciuto solo per immagini navigando lungo il fiume. Tutta la storia del continente è passata per quei luoghi senza lasciare il suo spirito; e, quindi, le citazioni, gli appunti, anche il parlare a se stesso, quindi il riflettere, sono indispensabili. Quale altro libro sarebbe stato scritto se il prof. Magris non avesse parlato di Canetti? se, vicino al luogo della relegazione di Publio Ovidio Nasone, si fosse fermato a parlare solo della Romania? "Danubio" mi ha trasmesso scenari che nessun libro di storia mi ha trasmesso; e mi ha immerso in ambienti che nessun testo di letteratura ha saputo suggerirmi. Mi ha dato la consapevolezza dell'esplorazione: dalla sorgente di Donaueshingen fino a Melk e poi al delta con la splendida citazione da Biagio Marin sull'indistinto confine del fiume con il mare. E mi ha fatto programmare di navigare al più presto da Melk al delta. Non è questa grande letteratura? Non è solo per questa via che si raggiunge la consapevolezza del viaggio?

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    Massimo Mazza

    08/12/2015 20.51.31

    Voto medio per il professor Magris. Ho imparato a conoscere molti scrittori ed intellettuali della Mitteleuropa grazie al suo "Danubio", tanto che mi sono appuntato alcuni titoli che mi riprometto di leggere. Non me ne voglia il prof, ma a pagine mirabili che mi hanno appassionato, si contrappongono pagine di impervie valutazioni e quasi incomprensibili citazioni; lo scrittore che dimostra di conoscere ed amare storia, storie e scritti dei popoli mitteleuropei si fa ostico e a tratti persino noioso quando indulge all'aulico stile del dotto accademico.

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    Monica

    04/08/2013 14.20.51

    Il viaggio della vita e la storia di un continente (Europa). Purtroppo, sembra che l'autore parli a se stesso. Non coinvolgente e pedante.

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    Andrea

    25/11/2010 02.46.52

    Romanzo-Saggio enciclopedico eccessivamente indulgente, o meglio auto-indulgente. Magris sarà pur vero che riesce a catturare frammenti di cultura e talvolta a sussumere, ma spesso ahimè rimane fine a sè stesso. Un vuoto esercizio di memoria culturale, pedante, dallo stile cordiale, ma in vero cattedratico, che sintetizza appunti e pensieri sparsi sul suo calepino. Un romanzo utile soprattutto per l'autore che con anti-narratività (e questo è pregio in casa mia) inasta questo grigio maquillage, ma che probabilmente risulta meno utile per un lettore scaltrito ed esigente.

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    aristos

    27/10/2008 13.29.50

    Ottimo e abbondante. Immagini, storie, pensieri. Un viaggio lungo il fiume, che e' anche un viaggio nella storia e nella cultura europea: lungo quella direttrice da personaggi piu' vicini, piu' noti, che ci appartengono, a storie di mondi e di libri lontani, sconosciuti, ma che di nuovo ci prendono e ci catturano, nelle spire di una lingua sapiente, adulta. Oggi e ieri si intersecano, si avviluppano in storie affascinanti e colte. Quello che il viaggiatore vede ora, quello che scopre del passato, quello che gia' conosce, tutto si tiene in questo libro magmatico e lineare al tempo stesso. Bisogna centellinarne la lettura per assaporarlo interamente; non farsi spaventare da luoghi e nomi ignoti, da considerazioni apparentemente astruse, perche' invece e' un viaggio nella nostra storia, e' un viaggio interiore, e' un viaggio nella cultura europea, e' un viaggio dei sensi, che colgono gli odori e le luci di quei luoghi, e' un viaggio del pensiero e del linguaggio, che penetra di storie e di senso la nostra interiorità, come il fiume penetra nella terra della nostra Europa. Sempre piu' c'e' bisogno d'Europa.

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    cinzia

    30/01/2007 13.24.57

    Viaggio di luoghi e dell'anima lungo il Danubio, grande fiume della MItteleuropa, nel cui torbido delta si depositano i disincanti per abbandonarsi all'abbraccio seducente e insidioso del mare.Così, conclude Magris, dovrebbe essere la morte, citando il poeta dialettale Biagio Marin:''fa che la morte mia Signor/la sia com'ol score del fiume/in tel mar grando''. LIbro da leggere e rileggere.

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    franca

    12/03/2006 08.36.12

    eccezionalmente efficace velato da una "maliconia" per il passato e dalla curiosità per il presente che è diventato. Ma l'aria e la luce di Trieste, le sue radici sono l'alimento base per la genialità di Claudio, un uomo che vive passando attraverso la vita senza possedere cose ed eventi, quasi in punta di piedi, ma attentamente. Baci Franca

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