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Andrea Camilleri

Collana: La memoria
Anno edizione: 2009
Pagine: 271 p. , Brossura
  • EAN: 9788838923852

Sono sempre turbate, le notti di Salvo Montalbano. Continua a svegliarsi di soprassalto e a rigirarsi nel letto, a ricordare sogni e presagi. Anche il nuovo romanzo di Andrea Camilleri, il quindicesimo della serie dedicata al commissario di Vigàta, si apre con una visione onirica. Sogno a occhi aperti, o incubo, comunque un'immagine che porta sventura: il ballo di un gabbiano agonizzante. Il terrazzino di Montalbano ormai lo conosciamo mattonella per mattonella, con o senza la trasposizione cinematografica. Nella luce intensa di un'alba primaverile, dai colori freschi come un quadro appena dipinto, Montalbano stenta a credere che un uccello possa davvero morire in questo modo: contorcendo il collo in una smorfia innaturale, battendo le ali e ruotando su se stesso, emettendo urli rauchi, grida strascicate. A volte basta poco per rovinare una giornata perfetta, come la sensazione nitida che la morte è proprio lì, fuori dal nostro terrazzo, anche se non sappiamo vederla.
è così che si fanno più acuti i sensi di Montalbano, tanto da riuscire a decifrare quello che Catarella tenta di riferirgli con i suoi bisticci di parole, tanto da allarmarsi quando si rende conto che la situazione stavolta è davvero grave, perché il suo amico Fazio è finito nei guai. Alla notizia della sparizione del suo collaboratore più valido, il commissario parte alla ricerca di una traccia e finisce per dimenticare che Lidia lo sta aspettando a casa per pranzo. Fazio lo hanno visto per l'ultima volta al molo, a sua moglie aveva detto che aveva un impegno di lavoro, ma in realtà era stato un uomo misterioso a dargli appuntamento. Un tale Manzella, a detta di Catarella, aveva provato a mettersi in contatto con lui per tutta la settimana, forse lo aveva trovato, forse no. Forse aveva denunciato il "contrabbando" di cui era venuto a conoscenza, o forse voleva solo coinvolgerlo in una storia ancora più complicata.
Un rompicapo insomma, che mette a dura prova la mente sempre più brillante del commissario. La stanchezza che aveva dimostrato ne L'età del dubbio lascia il posto in queste pagine a una consapevolezza più lucida e matura. Qui il "primo Salvo" conversa con il "secondo Salvo", il suo alter ego impulsivo e sentimentale, per risolvere un caso in cui bisogna essere vigili, cogliere ogni particolare, perfino ignorare le profferte di una donna bellissima e pericolosa.
L'indagine è un giallo dal sapore classico; la prosa è un flusso incontrollato di immagini tratte dalla saggezza popolare, lo spirito torna fresco e brillante, proprio come quando Salvo Montalbano, ancora sconosciuto, ha esordito sui nostri scaffali.

Recensioni dei clienti

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    Chiara

    30/03/2016 11.03.59

    Montalbano invecchia, ma difficilmente delude. Camilleri ci presenta un buon intreccio e parecchia suspense in fase iniziale, a seguito della scomparsa di Fazio. Concordo con chi fa notare che il ricorso al dialetto è più marcato, ma è un tratto distintivo della prosa di Camilleri, personalmente non posso che apprezzarlo.

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    paolo

    10/08/2015 10.53.15

    Montalbano d'annata in un giallo di Camilleri del tutto convincente.

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    Fabio74

    23/04/2014 11.35.03

    Indagine numero 15 per il commissario Montalbano e anche questa volta non delude.Ben studiato l'intreccio della trama e poi sempre ben descritti i personaggi e i luoghi di Sicilia.Anche in questa occasione il commissario tira fuori il meglio nel finale dove c'e' tutto tra astuzia,rischio,azione.Consigliato.Ciao a tutti e al prossimo

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    Tiziana

    27/07/2013 20.02.04

    Indagine ben articolata e interessante; stavolta la vicenda riesce a coinvolgere fino in fondo e a creare il giusto equilibrio tra suspence e ironia, tipici del miglior Camilleri giallista

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    Leonello Vesentini

    02/02/2013 11.13.30

    Ad ogni pagina una sorpresa! Molto bello, mi è risultato veloce da leggere. Ogni volta che pensavo di aver capito l'orizzonte della trama, c'era un cambio di rotta e di ritmo.

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    Anna

    22/03/2012 12.14.26

    Camilleri e, di conseguenza, Montalbano hanno ormai perso il loro antico smalto: atmosfera malinconica non sempre sorretta da quel ritmo narrativo e quell'acume stilistico ai quali ci avevano abituati i primissimi romanzi.

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    umberto

    05/01/2012 00.36.33

    E' il 15° libro della serie del Commissario Montalbano, ed è il 15° che leggo, per cui, evidentemente, Camilleri mi piace, e tanto... Detto questo, devo anche dire che in questo libro, mentre - come nel precedente "L'età del dubbio"- l'umanità di Montalbano si allarga e domina a dismisura il testo, è la storia ad essere un un po' così, non particolarmente ispirata, e risolta in un paio di paginette, con accenni all'attualità (tra cui Zingaretti che interpreta Montalbano [!], e lo stesso Camilleri[!]) che non mi sembrano particolarmente felici, anzi decisamente fuori luogo...Comunque, tranquillo Commissario, ho già comprato sia "La caccia al tesoro", sia "Il sorriso di Angelica"...

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    pasquale

    07/03/2011 17.44.12

    Un Camillri tornato ad altissimi livelli. Voto 5 pieno !

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    Maunakea

    05/02/2011 10.08.44

    Un Montalbano doc, in cui la trama, questa volta diventa più protagonista di altri romanzi della seire in cui forse era il tratteggio dei personaggi e delle interazioni fra gli stessi ad esserne il fulcro. Interessante come da questo libro in poi Camilleri insista non poco sui primi acciacchi di vecchiaia del commissario (se non ho capito male fra i 56-57 anni, grosso modo) divertente la meta/cine/scrittura... non so quale sia il termine degli addetti ai lavori per definire i riferimenti al personaggio filmico Montalbano ed anche a quello del libro stesso attribuito appunto a Camilleri, all'interno del romanzo stesso, buffo, fa sorridere.

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    Piero

    01/10/2010 08.20.16

    Buon romanzo, attira subito l'attenzione, certamente uno dei migliori di Camilleri. Per quanti lo criticano molto, vorrei ricordare che non stiamo parlando di gialli scritti da uno scrittore internazionale, i romanzi di Camilleri sono diventati famosi con l'avvento del Montalbano televisivo.

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    Alecs

    31/08/2010 21.33.13

    Sempre affascinante e divertente. Ormai un classico. Tuttavia alcuni riferimenti assolutamente autoreferenziali (quelli alla serie televisiva o alla politichetta dei giorni nostri) mi sembrano le prime, forse inevitabli, smagliature nel consueto stile impeccabile del maestro Camilleri. Speriamo siano peccatucci, veniali e momentanei....

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    Luca

    30/08/2010 16.19.42

    Ho avuto modo di apprezzare, e molto, altri lavori di Camilleri, ma questo mi ha decisamente deluso. Il dialetto non è più usato come una divertente e caratterizzante nota di colore, ma è di fatto la "lingua" in cui è scritto il racconto, che risulta perciò difficile da leggere. Risibile l'interazione tra il protagonista Montalbano, il suo alter ego televisivo e l'autore stesso. La trama è avvincente, ma il finale è buttato lì, come se Camilleri non sapesse più che scrivere. Infine, vi è una scena di violenza gratuita e assolutamente fuori luogo, il cui unico fine sembra quello di dare a Camilleri il pretesto di descrivere il corpo di una donna nuda (ed umiliata). Mi avvicinerò come molta circospezione al prossimo romanzo di Camilleri.

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    Azzurra

    19/06/2010 17.59.40

    A me piace sempre Camilleri! Ci sono libri più belli e altri un pò meno, ma lo trovo sempre geniale, mai scontato. E ormai conosco Montalbano come se fosse il commissario della mia città. Avercene di scrittori così.

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    giorgio g

    19/11/2009 12.14.22

    Forse sarò un appassionato dei libri di Camilleri, ma ogni volta che ne leggo uno, e in particolare quando il protagonista è il Commissario Montalbano, provo due sentimenti contrastanti: il volerlo leggere tutto d’un fiato e bearmi del suo linguaggio, dei suoi intrecci, dei suoi personaggi e per contrasto il dispiacere di avvicinarmi alla fine che mi induce a centellinarlo, a postergarne il più possibile l’epilogo. Premesso questo, ritengo che “La danza del gabbiano” sia una delle migliori avventure del commissario. Camilleri e Montalbano sono come il vino: più invecchiano e più diventano buoni!

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    Raffaele

    16/10/2009 14.23.08

    l'ho letto troppo presto. non sono d'accordo con qualche lettore che sostiene che i libri di Camilleri sono economici. Sono troppo piccoli e quindi si leggono velocemente. Comunque bello. A volte ho riso per un pò e ho riletto la battuta.

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    Claudia

    23/09/2009 13.44.11

    Secondo me il più bello su Montalbano.

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    Zeno

    18/09/2009 21.03.43

    Il pessimismo di Montalbano è ormai quello realista, colui che sa che niente cambierà mai in Italia. Montalbano è ormai stanco, eppure non si vuole ancora arrendere. Alla fine vince ma sa di essere un perdente.

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    Alessandra

    17/09/2009 18.02.43

    Questa malinconia di Montalbano che pervade gli ultimi libri è l'elemento più affascinante. Si ride, come sempre, con Catarella e le strane situazioni che si verificano, ma si pensa (e molto) e Montalbano resta il poliziotto più umano mai descritto in un libro

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    Simona

    11/09/2009 19.11.25

    Camilleri e' sempre Camilleri. Impossibile perderne uno di Montalbano. Ultimamente pero' mi sembra abbia perso un po' di smalto, sebbene i dialoghi siano sempre sensazionali. Piacevole, come sempre.

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    Andrea

    10/09/2009 10.08.54

    Non sono un amante di Camilleri, il dialetto sicialian lo trovo un pò difficile e quindi ne ho letti pochi della serie di Montalbano. Ma questo mi è piaciuto molto, ho trovato un Montalbano più moderno e la storia (seppure semplice) è ben organizzata. Consigliato!

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