Dark Matter

Artisti: Lustmord
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: To&Go
Data di pubblicazione: 30 settembre 2016
  • EAN: 5027803110229
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Descrizione

La lunga gestazione di un'opera d'arte può dipendere non soltantoda un'ispirazione intermittente o dalla necessità di rivedere insistentemente ogni dettaglio,inseguendo una propria idea di "perfezione" e compiutezza. A volte quel che manca è un'adeguatamateria prima, elementi di base senza i quali certe suggestioni possono risultare falsate, al lorofautore più che a coloro che ne fruiranno in seguito.Per un maestro di lunga data della dark-ambient come Brian "Lustmord" Williams, elaborare unarappresentazione dell'immenso vuoto cosmico non poteva prescindere dalle seppur minime traccesonore rilevate e catalogate presso gli istituti astronomici, che hanno così aggiunto un preziosocorpus documentario al patrimonio scientifico dell'umanità.Gli strumenti della Nasa e di altri importanti osservatorii hanno reso percepibili diversi fenomenicosmologici che altrimenti non potremmo udire nel loro contesto d'origine, dove ogniequipaggiamento risulta essenziale per isolare il corpo dall'energia distruttiva delle particellesubatomiche. Le registrazioni custodite nei rispettivi archivi sono state effettuate tra il 1993 e il2003: Williams ha atteso diversi anni prima di poterle ascoltare e solo un anno fa vi ha messo manoper creare "Dark Matter", tra le uscite di punta della Touch per il 2016.Se in molti casi l'obiettivo ultimo della musica ambient è quello di stabilire un contatto empaticocon chi ascolta, ricercando più o meno direttamente certe sensazioni distensive o estatiche, lacorrente dark ottiene il proprio effetto perturbante con la negazione del suono armonico, dandoparadossalmente voce a un vuoto pneumatico che muova in direzione di un prosciugamento totale,di senso come di tratti estetici.È l'assenza di legami con la realtà percepita a generare l'orrore atavico e pervasivo di questi tre attiunici. E per dire la verità, se non ne conoscessimo la fonte, sarebbe difficile indovinare laprovenienza di questi suoni, foggiati alla stessa maniera dei primi esperimenti glaciali di ThomasKöner come anche della torbida "Blood Music" di Yen Pox, di segno opposto all'origine ma conapprodi convergenti nella stessa inumana desolazione.Il soundscape circoscritto da Lustmord è solo una possibile sintesi di ciò che intende rappresentare,ma è comunque sufficiente a farci immaginare una vastità in minima parte occupata da corpi solidi,talmente sproporzionata da sfuggire alla parola e annullare i termini di confronto con l'esperienzalimitata del nostro mondo.Ogni elemento di un siffatto scenario sembra suggerire che l'avventura si sia spinta oltre un limiteinvalicabile, troppo al di là della nostra comprensione: in "Subspace" risuonano i lamenti di radardispersi, fioche spie luminose che galleggiano nel nulla più profondo; "Astronomicon" (forse dallovecraftiano "Necronomicon"?) ne è l'epicentro impossibile, il crocevia di scie cosmiche che siintersecano esercitando attriti sinistri nella loro mancata collisione."Black Static" è un soffio continuo e opprimente che sembra trascinare con sé l'ombra di una formadi vita inconoscibile, un'immagine la cui statura abnorme è offuscata dagli anni luce che ce neseparano. La nostra ricerca è ancora agli inizi, e non sembra esistere un terrore abbastanzasovrastante da scoraggiarla.Prendete una bella boccata d'ossigeno prima di affrontare questa lunga traversata, sapendo che ilritorno potrebbe non essere un'opzione.