Traduttore: M. Doni
Curatore: M. Robbins Dexter
Editore: Medusa Edizioni
Collana: Hermes
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 31 ottobre 2005
Pagine: 330 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788876980091

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    Tiziano

    29/10/2014 03:04:20

    Un ottima lettura per capire come poteva essere l'Europa preistorica prima dell'arrivo delle popolazioni patriarcali

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    cristina70

    27/02/2009 21:03:30

    Un libro complesso e ricco, scritto dall'archeologa e archeomitografa che più di ogni altro ha riportato semplicemente alla luce il culto alla Dea, la creatrice generatrice di vita e datrice di morte, adorata per migliaia di anni. La Dea è studiata in ogni aspetto, analizzata sulla base dei ritrovamenti aecheologici e dalla grande abilità di una studiosa, brava come pochi altri,nel far parlare ere a noi lontane. Per tutti coloro che non credono alle verità pre confezionate

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    martino

    11/11/2006 15:09:19

    Sono il traduttore che nel giudizio precedente è stato malmenato. Non intendo certo intavolare un dibattito o chissà cosa. Il voto alto va alla Gimbutas, non a me. Gli errori fanno parte dei tentativi, e ogni volta che leggo qualcosa che ho tradotto mi accorgo della perfettibilità infinita che contraddistingue l'esercizio che ci tocca. Quanto alla Tomba dell'Orco, certo, il lettore ha ragione, ma l'originale aveva proprio Orcus, non "ogre", e mi è parso preferibile attenermi alla scelta (discutibile) dell'autrice. Quanto alla mia inettitudine in materia di scienze umane, preferirei che non si saltasse subito alle conclusioni. La perfezione, in ogni caso (e vale anche per il libro della Gimbutas) è una gorgone paralizzante.

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    Marco

    03/04/2006 16:49:29

    Ricostruzione appassionata e appassionante della religiosità dell'Europa neolitica, questo libro farà la gioa di tutti i lettori interessati all' etnologia, alla mitologia, alla storia delle religioni. Nonostante qualche perplessità (soprattutto nel secondo capitolo sullo "script")e anche se certe volte si è pervasi da un senso di monotonia (è lecito supporre che la religione del Neolitico fosse ben piu' articolata rispetto all'onnippresente e ossessivo culto della "dea" e dei suoi attributi femminili, se non addirittura ginecologici) l'opera della Gimbutas rappresenta un importante capitolo dell'inesauribile fenomenologia di quella "religione cosmica" di cui Frobenius e Eliade ci hanno lasciato la nostalgia. Non manca qualche piccolo svarione nella traduzione: nel capitolo sulla religione etrusca ecco che la celeberrima "tomba dell'Orco" di Tarquinia diventa "tomba di Orcus", ma è risaputo che i libri di scienze umane ormai vengono tradotti da chi non ha la minima familiarità con l'argomento del libro stesso.

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