Traduttore: D. Simini
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2005
Pagine: 254 p., Brossura
  • EAN: 9788807016882
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Di ritorno da un viaggio con i figli nati da un precedente matrimonio Aguilar ex professore universitario di Bogotà ritrova Agustina la sua giovane compagna in un'anonima camera d'albergo in preda al delirio completamente fuori di sé. L'uomo le vive accanto è abituato alla sua personalità eccentrica alle manie bizzarre da bimba di buona società così viziata e ribelle. Ma a partire da quel momento Agustina si fa distante imprevedibile nei suoi accessi scostante al punto di non riconoscerlo più. Di lì a poco bussa alla porta una tale Sofia che dice di essere zia della giovane. Senza molti preamboli la zia Sofi si installa nella casa e comincia con discrezione a prendersi cura della nipote e delle faccende domestiche.

Così il nuovo bizzarro trio comincia a muoversi tra le pagine del romanzo sperimentando originali strategie per venire a capo del terribile segreto che attanaglia le loro vite. Testimone degli eventi famigliari di casa Londoño Sofia finirà per rivelare indizi fondamentali per la ricostruzione del passato della nipote. Di fronte alla solitudine a cui la compagna lo ha relegato rinnegando ogni complicità Aguilar intraprende una disperata indagine volta a recuperare la tracce degli eventi che hanno sconvolto la sua mente. Turbato dal terrore di essere stato irreversibilmente messo da parte il protagonista vive la tragica esclusione dal nuovo delirante assetto di valori che la donna organizza giorno per giorno.

Le rocambolesche trovate attraverso cui Agustina mostra il suo disagio riescono a stemperare il dramma e a strappare il sorriso. Sparge in tutta la casa bacinelle colme d'acqua divide la casa in due parti e separa il suo territorio da quello dei due poveri coinquilini lasciandoli senza accesso alla stanza da bagno. A volte recita come un'indemoniata le parole di uno strano rito che nessuno sa interpretare. Ma più spesso è silenziosa come estraniata. Colpita con violenza da uno shock Agustina vive il dispiegarsi della forza del passato familiare che l'ha tenuta schiava di spettri sopiti come una malattia debilitante. Deve fare i conti con l'immagine di un padre amato e distante occupato a ribadire il suo status di capo famiglia e di potente latifondista alle prese con i traffici della mafia colombiana. L'oscuro male che la colpisce è una sorta di sindrome di famiglia: i più piccoli e fragili scontano al prezzo del loro equilibrio interiore le scelte sociali dei più forti. Su di essi ricade il ruolo di capri espiatori si regge il peso della mediazione.

L'officiazione del rito del silenzio serve a conservare l'equilibrio di una famiglia la cui apparente perfezione nasconde verità imbarazzanti e dolorose. Ma il sacrificio non basta all'espiazione e la sconfitta prende corpo nel senso di colpa e nella pazzia. La lotta di Agustina è inconsapevole e necessaria. La sua apparenza fragile nasconde una forza pari alla determinazione di Aguilar così ironicamente escluso da ogni possibile intervento eppure instancabile nel ruolo improvvisato e maldestro di detective. Due cammini di ricerca due strade parallele che solo apparentemente hanno segno opposto destinate a ricongiungersi solo se il desiderio che le unisce si rivelerà più forte del passato e della follia.

La pubblicazione di Delirio entra nel nostro panorama letterario come il riconoscimento di un fenomeno narrativo di ampio interesse. Laura Restrepo non è nuova al pubblico italiano che aveva già visto pubblicate e tradotte altre precedenti opere. Dolce compagnia (1995; Frassinelli 1997) si presentava sotto forma di testimonianza di una giornalista alle prese con un reportage ambientato tra le miserie di uno sperduto paese colombiano alla ricerca di un bambino ritenuto dai più un angelo disceso dal cielo. Questa prima traduzione presentava l'impostazione del romanzo come luogo per un'indagine dilatata attenta ai temi d'attualità e aperta a gradevoli note di equilibrato umorismo. L'autrice colombiana non ignara dell'insegnamento del conterraneo Gabriel García Márquez ne raccoglieva in quest'opera tutta l'eredità.

Gli altri due romanzi pubblicati in Italia trattenevano la consuetudine di Restrepo a intrecciare i temi e lo stile dell'indagine giornalistica con la componente narrativa. In queste opere erano gli ambienti più miseri della società colombiana a destare l'interesse dell'autrice i codici d'onore della gente di campagna dove prendeva vita la faida famigliare centenaria di Il giaguaro al sole (1993; Frassinelli 2000) e la commistione di miseria e di grazia di un misero quartiere di bordelli sulle rive del Río Magdalena in L'oscura sposa (1999; Frassinelli 2004). Come in Dolce compagnia anche in quest'ultima opera l'autrice sceglieva di affidare la narrazione degli eventi a una reporter che esponeva il percorso della sua inchiesta con un'evidente conseguenza. Il discorso metanarrativo veniva ad assumere un ruolo primario. La narratrice comunicava spesso le scelte o i dubbi sulla trattazione dei temi e dei personaggi. Questa modalità in divenire indica una scelta di stile ma suggerisce anche i segnali di apprendistato letterario non ancora completato.

Delirio sembrerebbe favorire l'avvio di una fase successiva. Vengono sacrificate le pagine dedicate al metodo di avvicinamento alle fonti della notizia. L'attenzione del lettore viene distolta dal percorso della creazione letteraria ma vengono utilizzati con profitto gli strumenti forniti dal mestiere editoriale. Il lavoro dell'inchiesta e i relativi dubbi vengono affidati a un personaggio Aguilar la cui forza espressiva risiede nella vivacità data dall'essere attore e al tempo stesso investigatore. L'intreccio abile delle voci che intervengono a dipanare il filo degli eventi mostra un eloquente ritratto della società colombiana e delle sue contraddizioni. Restrepo rende un'immagine controversa e molto verosimile delle vicissitudini di un paese in cui il potere politico ed economico sono legati a doppio nodo con il soggiacente mondo dell'illegalità. Ma l'aspetto più convincente del romanzo resta l'arte dell'autrice nel gestire i fili della trama con misura e ironia. Una lettura intensa e gradevole.


Eva Milano

Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    silvana

    29/09/2014 16:33:20

    Ho letto il libro in lingua originale e ora sto cercando una traduzione in italiano. A me è piaciuto tantissimo sia per i piani temporali che per le differenti voci narranti.penso che cercherò altri libri di questa scrittrice

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    Massimo F.

    03/12/2011 12:34:24

    L'obiettivo ed il contesto del romanzo sono assai convincenti. Molto meno lo è la realizzazione che genera una storia un po' farraginosa, che si fa fatica a seguire ed in molti tratti risulta decisamente noiosetta. Peccato.

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    Paolo A.

    12/09/2006 21:37:01

    In una colombia soffocata dal sole e dal narcotraffico, il delirio di augustina irrompe violento facendo emergere i drammatici conflitti di una famiglia "perbene", le piaghe dell'ipocrisia, le violenze indelebili e terribili. A mio parere: un bel libro. non sempre facile da seguire: lo stile narrativo è originale ed incalzante, senza dubbio lontano dalle scritture più codificate; ma anche per questo lascia a volte perplessi e rende non agevole la comprensione.

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    Laura D'Amico

    20/04/2006 12:45:35

    E' una sola storia, quella di Agustina e del suo Delirio, una treccia lunga generazioni spezzata negli anelli di catene diverse. E mi ritrovo con lei nello stesso interrogativo: a volte, come si può non diventare pazzi? A dispetto di molti che si chiedono sciocchi da dove arriva tutto questo delirio.

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    Eleonora

    15/02/2006 18:28:26

    nel flusso dei ricordi scorre la follia e l'amore e sicuramente molta molta energia, tipica dei paesi sudamericani! molto avvicente e ben costruito, a volte un po' prolisso, ma nel complesso soddisfacente!

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    ant

    24/11/2005 19:12:21

    La storia della Colombia e, purtroppo del narcotraffico, la saga di Augustina, le mille sfaccettature del carattere dei protagonisti prima del delirio, tutto questo insieme non decolla ... è troppo ingarbugliato!

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    Giovanni

    18/11/2005 20:12:46

    Semplicemente bellissimo...

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