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Gabriel García Márquez

Traduttore: A. Morino
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 208 p.
  • EAN: 9788804536543
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Recensioni dei clienti

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    angelo

    23/10/2016 14.53.01

    Ingredienti: una dodicenne selvaggia creduta indemoniata, un giovane esorcista ammaliato dalla ragazza, una società multietnica oscillante tra devozione alla chiesa, fiducia nelle superstizioni e rispetto della scienza, uno scontro finale tra una fede mortifera e un amore vivificante. Consigliato: a chi vuole osservare gli effetti nefasti di una spiritualità irrazionale, a chi cerca nel mondo tracce divine o diaboliche.

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    aledifra

    10/09/2014 16.56.57

    Una bella favola dalle atmosfere magiche. Davvero un libro piacevole da leggere. Consigliato

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    elda

    26/02/2012 21.31.07

    Trovo il romanzo godibile, ma non lo ritengo un capolavoro. Scorrevole e di facile lettura, sa avvincere il lettore dalla prima all'ultima pagina, ma, a mio parere, manca l'approfondimento psicologico dei vari personaggi anche se risulta facile lasciarsi trascinare nelle atmosfere torbide e misteriose degli oscuri tempi in cui dettava legge l'Inquisizione del Santo Uffizio.

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    anna

    10/05/2011 00.40.19

    Non mi ha convinto la storia d'amore tra Sierva Maria (una bambina di 12 anni) e il trentenne Cayetano. Quindi il libro non è riuscito a coinvolgermi.

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    C.U.B.

    05/11/2010 12.38.08

    Se non avete mai letto Garcia Marquez, questo e'un buon inizio. Intenso, poetico, l'amore estremo che si insidia e si aggrappa alle viscere di un uomo e di una donna. E una penna d'eccellenza, ovviamente...

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    Paolo

    23/10/2007 17.52.01

    Amore come demone e demone come amore nelle viscere dell'esorcismo e della più profonda umanità, lussureggiante favola d'altri tempi dove è cangiante il rispolvero delle paure primordiali tra sentimenti avversi all'ombra di belzebù; bello e magistrale.

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    Rosaria

    03/07/2007 23.48.40

    Mi sono avvicinata al premio Nobel con questo libro, ma non mi ha colpito quanto speravo. Non lo trovo un capolavoro. Bello sì, intrigante e scritto bene ma non unico. Credo che con questo scrittore mi fermerò qui...

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    Paolo

    26/06/2007 23.11.58

    ASSOLUTO CAPOLAVORO, IMPAREGGIABILE POESIA NARRATIVA, IMPERDIBILE. FRUTTO PREZIOSO DI UNO DEI PIU' GRANDE TALENTI LETTERARI MAI ESISTITI.

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    Renato

    01/06/2007 17.42.14

    Semplicemente magico, coinvolgente, emozionante fino alla fine. Un classico.

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    Roberto

    13/03/2007 00.05.16

    Insomma. Non ho davvero trovato nulla di sensazionale in questo libro, anzi. Una storia abbastanza surreale, con una trama passabile e uno stile a parer mio scarno. E' il primo libro che leggo di Marquez e, almeno per ora, non ne leggerò altri. Sarà che tutti i gusti sono gusti,e in particolare che questi non sono i miei gusti, ma essendo d' "autore" volevo leggerlo. Vabbè, pace a tutti coloro a cui piace e ben per loro, il mio voto è 2,5

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    Gaba

    07/12/2006 14.22.04

    +++ IL PIU' BEL LIBRO DI MARQUEZ +++ o meglio, il più facile, il più semplice, il più accessibile, lo consiglio sempre a chi vuol accostarsi allo stile del grande Gabo. Una storia d'amore, surreale, evocativa, come solo la penna di Marquez sa fare. Lascia la malinconia ad aleggiare sulle ultime pagine, ma un sorriso mentre si chiude il libro...

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    Roberta

    26/11/2006 19.03.45

    Questo è un romanzo semplicemente meraviglioso,avvolgente ed intrigante. Lo considero il grande capolavoro di Marquez.

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    Maria Grazia

    30/08/2006 14.06.25

    Questo libro fa capire come i pregiudizi alle volte possano essere vinti ma anche che questi possono distrugere la vita delle persone innocenti. Il rapporto tra Sierva Maria e Cayetano ci può insegnare molto e darci la forza per combatterli anche al giorno d'oggi.

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    Alberto Agostini

    12/04/2006 16.58.25

    un libro magico, non mi sovvengono altri aggettivi per definirlo. Una trama che si perde nelle leggende, nel misticismo proprio del continente latinoamericano. Ritengo che gabrièl Garcia Marquez ci regali, ad ogni lettura, non tanto una storia, pur essendo questa affascinante e coinvolgente, ma ci dia un assaggio di quella che è la variopinta cultura sudamericana. In questo, secondo me, nel patrimonio di leggende, rivive un po' quella civiltà distrutta dai colonizzatori prima e dai gringos poi.

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    giorgia

    07/03/2006 11.31.26

    Qualcosa di sinistro e allo stesso tempo parti di passionalità pervadono il lettore pagina dopo pagina fino ad una conclusione che riempie il cuore. Questo autore riesce a rendere palpabile l'infinita magia dell'amore.

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    sara

    28/09/2005 20.09.05

    meraviglioso.delle semplici parole non basterebbero a descrivere questo libro...lo consiglio a tutti!

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    Princess

    24/05/2005 10.41.42

    Una storia magica che è un mix di fantasia, credenze-demenze popolari, fede, eresia, mistero, passione... che riflette la realtà socio culturale di un'epoca in cui si mischiano colori, tradizioni e lingue diverse, raccontata da uno scrittore suberbo, con uno stile unico.

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    Serena

    13/04/2005 10.23.12

    Questo libro merita davvero il massimo dei voti, prima di tutto per lo stile dell'autore, assolutamente superbo, poi per l'originalità della storia che pur affondando le radici nella tradizione romantico/popolare riesce a riamalgamare gli elementi in maniera assolutamente inaspettata. E' il primo libro che leggo di Garcìa Màrquez e sono rimasta stupita dalla sua capacità di creare personaggi: su ognuno di loro si potrebbe scrivere un romanzo indipendente, non come in altri libri in cui tutto ruota intorno al protagonista e gli altri attori hanno senso solo in relazione a lui. Qui viene rispettata l'individualità di ognuno, anzi viene esaltata. La storia della bambina che tutti voglio come indemoniata anche se in fondo tutti sanno che così non è mi è piaciuta moltissimo, lei diventa il capro espiatorio dell'impatto tra due culture. GM ricostruisce attraverso l'individualità dei personaggi il panorama sociale di quel periodo passando tramite il microcosmo delle individiualità al macrocosmo socio/storico. Bellissimo!

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    Sofia

    19/03/2005 14.22.53

    Dell’amore e degli altri demoni di Garcia Marqèz è una favola. Una favola un po’ perversa e un po’ tenebrosa, fantastica e un po’ triste. Marquèz mostra il suo lato più fantasioso e ci fa entrare nel suo mondo tracotante di microstorie apparentemente confuse, di soli Sudamericani e di tradizioni meticcie. Questa volta mette in scena il momento mitico della storia dell’America latina in cui le tradizioni dei nobili europei si opposero e mescolarono con gli usi degli schiavi neri importati e degli indigeni. E così il cattolicesimo si mise di fronte alle danze stregonesche africane, diavoli si confrontarono con la vivacità e la promiscuità da umanità originaria e istintiva. In questo ambiente dai confini che si perdono nell’irrealtà, una bambina, Sierva Maria de Los Angeles, viene morsa da un cane affetto di rabbia. E’ ripudiata dalla madre, amata timidamente dal padre, temuta dalle suore, desiderata morbosamente da un giovane sacerdote. Tra la malattia, la prigionia e la pazzia, la bambina quasi adolescente vive in tensione, amore e tristezza i suoi ultimi giorni. Il pregiudizio, le religioni, il sovrannaturale naturale aleggiante in molti libri di Marquez uccidono i protagonisti che languiscono di Mal d’amore, come si sa dall’inizio della storia. Lo stile di Marquéz, chiamato dai critici “Realismo magico” si mostra qui più che altro come “Magia reale”. Un unico neo: il finale a “imbuto”, troppo frettoloso per l’abbondanza imbandita al lettore, per uno scrittore come Marquèz che ha saputo scrivere i più bei finali della storia letteraria di sempre. Ci lascia la bocca asciutta e un vago senso di malinconica insoddisfazione. Ma forse è esattamente come Gabito vuole che ci sentiamo…

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    Sonia

    28/01/2005 17.12.12

    un libro che fa riflette sugli aspetti che l'amore può assumere ai nostri occhi e a quegli degli altri, soprattutto se regole e pregiudizi ci fanno da paraocchi. Per imparare a guardare oltre le apparenze indipendentemente da ciò che ci è stato insegnato e perchè no, a volte, imposto.

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