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Di cosa parliamo quando parliamo d'amore - Raymond Carver - copertina

Di cosa parliamo quando parliamo d'amore

Raymond Carver

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Traduttore: Riccardo Duranti
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 26 maggio 2015
Pagine: XI-134 p., Brossura
  • EAN: 9788806197841

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Di cosa parliamo quando parliamo d'amore

Raymond Carver

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Di cosa parliamo quando parliamo d'amore? Parliamo di un bicchiere di gin che si rovescia in una stanza dove discutono due coppie stanche. Parliamo di vecchi amici che forse per noia, forse per altro, commettono senza rendersene conto un delitto terribile. Parliamo di pasticceri a cui non hanno ritirato torte di compleanno. Parliamo di gesti che sembrano insignificanti, e invece sono in grado di restituire a ogni vita tutta la grazia nascosta dietro la banalità della cattiveria e della paura. I diciassette racconti che hanno reso Raymond Carver un autore di culto: l'espressione più limpida di una scrittura che con miracolosa semplicità arriva sempre al cuore delle cose. Prefazione di Diego De Silva.
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    Veronica

    26/06/2020 08:04:17

    Non sono una grande amante dei racconti e devo dire che questo libro è anomalo in tutti i sensi.. racconti confusi e senza una logica.. scritti bene ma il contenuto non mi ha entusiasmato!

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    Marilu

    17/05/2020 12:10:11

    Carver era un grande scrittore di racconti e Gordon Lish era un grandissimo Editor. Questa raccolta contiene i racconti che Carver aveva riunito sotto il titolo Principianti, prima di passarli al proprio editor per la loro pubblicazione. Gordo Lish è intervenuto pesantemente con la forbice, fino ad eliminare oltre il 50% del lavoro dell'Autore. Meglio la sua versione, meglio quella di Carver. Ognuno può pensarla come vuole, ma mai come con la coppia Carver-Lish il confronto tra Autore e Editor (così fondamentale nella letteratura a partire dalla seconda metà del 900) è stato così dirompente. Io comunque, alla freddezza glaciale delle versioni di Lish, preferisco la calda e straniante umanità di Carver. Per un confronto tra le versioni, consiglio la lettura del racconto "Una cosa piccola ma buona" nella versione contenuta in questa raccolta e in quella contenuta in Cattedrale.

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    Epica

    15/05/2020 21:38:28

    Diciassette racconti brevi di amori appena sbocciati, amori finiti, di dimenticanze, di ossessioni. E in tutti, la sensazione di essere sospesi. Sospesi a guardare un amore che è stato e che non può più tornare, un pasticcere con una torta prenotata, un uomo che espone i suoi mobili per venderli, e poi ancora tradimenti e perdono e infine sospesi a guardare l’indifferenza di un gruppo di amici che continua a pescare in un fiume dove galleggia un corpo di una ragazza. Sospesi in attesa che qualcosa accada, come abbandonati proprio sul più bello, sospesi in attesa di un finale che invece non arriva mai.

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    Veronica

    14/05/2020 08:54:51

    Primo approccio a Carver, è una raccolta che si divora in poco tempo. Nonostante uno o due racconti siano secondo me leggermente sottotono rispetto agli altri, è una lettura che consiglio caldamente, anche solo per conoscere l'autore. Carver prende la normalità e la presenta così com'è, senza abbellirla, anzi. Ho apprezzato particolarmente il racconto finale, la terza cosa che ha ucciso mio padre e distanza.

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    Sara

    12/05/2020 10:08:04

    Carver delinea nei suoi racconti brevi stralci di vita. Non importa che siano storie di fallimento o di delusioni, l'autore riesce a cogliere quelle sfumature in situazioni di vita quotidiana che spesso e volentieri diamo per scontato perché non è nel nostro interesse soffermarci su ciò che diamo per scontato.

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    Fra

    08/04/2020 15:29:15

    Un libro piccolo, ma dal contenuto intenso. Un racconto alternativo di un sentimento sempre presente e mail uguale. Consiglio questa lettura per una visione diversa.

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    Estela

    03/12/2019 13:40:31

    Una bellissima raccolta di racconti. Carver tenta di dare una risposta alla domanda che tutti ci poniamo sull'amore. "Che forma ha l'amore?" E se sono una coppia con una bimba appena nata o una che si sta lasciando, che siano poi quattro amici davanti al gin o due che escono al bar poco importa perché l'amore assume la forma della nostra intera vita. Una scrittura limpida, senza sbavature ma completa e complessa.

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    Simone

    02/12/2019 10:13:46

    Ho acquistato un libro di racconti per avere la possibilità di intervallare i libri più impegnativi con qualche racconto ben scritto e mi sono ritrovata a leggerli tutti di fila, ogni racconto di lascia qualcosa di indefinibile, ti emoziona sempre e ha voglia di leggere subito quello dopo. L' ho apprezzato molto e consiglio a chi comunque è alla ricerca di una scrittura emozionante!

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    giuse

    21/09/2019 01:14:21

    I racconti di Carver ci riportano alla nostra vita, le restituiscono la dignità di un’epica che non ha bisogno di grandi imprese o spazi lontani, ma che sta nella autentica sopravvivenza quotidiana, nell’oscuro e nel luminoso che non si vedono. Di molti libri si dice che sono fondamentali nella letteratura: in questo caso lo si può dire a ragione, con Cattedrale e Di cosa parliamo quando parliamo d’amore il racconto trovò un nuovo maestro.

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    Federica

    19/09/2019 14:27:00

    Il maestro della short story: e ora ne capisco davvero il motivo. Carver ci mette davanti a fotogrammi di vita reale, raccontandoceli come se li stessimo vivendo anche noi: percepiamo la tensione, l'incertezza, la tristezza e la paura. E cosa potremmo chiedere di più ad uno scrittore? Credo davvero niente di più.

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    Catello

    05/05/2019 23:14:10

    Devo essere sincero non mi ha entusiasmato al 100% ma quei racconti che mi sono piaciuti, mi sono piaciuti come pochi. E' un libro che parla.

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    Vale

    11/03/2019 07:44:09

    Raymond Carver è un autore che non lascia indifferenti. Il suo stile è ridotto all’osso e non confonde il lettore con inutili orpelli descrittivi. Di cosa parliamo quando parliamo d’amore è un’opera che rispetta il suo stile minimalista, ma questo non significa che il libro non sia ricco di significato, tutt’altro. Le situazioni raccontate da Carver sono di un realismo emotivo notevole e leggendo questo libro ci si ritrova a rivivere le emozioni, non sempre positive, che l’autore vuole richiamare. È da specificare che il titolo del libro è tratto da uno dei racconti in esso contenuti, non va quindi vista come un'opera tematica.

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    Antonella

    08/03/2019 19:33:53

    Carver non pretende di insegnare, di narrare, di autocelebrarsi, si limita semplicemente a fotografare nei suoi racconti quello che accade nella realtà quotidiana di persone diverse. Nei suoi bozzetti c'e' la vita che scorre mentre facciamo promesse, progetti, rinunce. La grandezza di Carver è che è moderno pur essendo semplice, spontaneo.

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    Leonardo

    08/03/2019 10:38:34

    Edizione molto carina che racchiude 17 racconti di Carver molto brevi ma ognuno incisivo e che potrà lasciarvi qualcosa di bello. Ottima l'introduzione di De Silva che permette di inquadrare alla perfezione l'opera nei suoi obiettivi e significati, permettendo dunque di massimizzare l'apprezzamento della lettura. Consiglio dunque la lettura di questo libro tramite questa edizione per comprendere l'importanza di Carver per la letteratura moderna

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    Sara

    07/03/2019 19:41:31

    Questi racconti brevi, alcuni decisamente corti, somigliano a dei fermo immagine, 'spazi' delimitati, angusti talvolta, in cui la vita prende forma o non la prende affatto, spesso per incapacità e ignavia. Le storie potrebbero avvenire ovunque e comunque accadono quasi sempre all'interno di case, intorno a un tavolo di cucina o davanti alla tv. Brevi istanti di presente dove tutto potrebbe succedere, ma invece non succede un bel niente. Vite sorprese in frammenti di un quotidiano qualunque ed in un tempo capace di mostrarsi eternamente attuale. Forse proprio quest'atemporalità e l'indeterminatezza che ne deriva, rendono l'immagine non tanto della disperazione, quanto dell'incuranza con cui i protagonisti attraversano i loro giorni. Appaiono indolenti, qualcuno piegato, tutti sicuramente provati. Sono persone comuni, poveri diavoli che non soltanto non sognano il successo, ma si saziano con la possibilità di pagare l'affitto. Con descrizioni ridotte al minimo e una prosa scabra, sono rappresentati mentre vivono la loro vita scialba, svolgendo lavori scialbi, in luoghi scialbi. E intorno il vuoto, che mette perfino malinconia perchè li dipinge piccoli, fragili, inconcludenti, figuranti ognuno nella propria esistenza, trascorsa nell'opaca illusione di impersonarne il protagonista. C'è una lucida visione del mondo, in tutto ciò. Un'umanità annichilita e dedita all'individualismo, una società alienata e oppressa dalla necessità di accaparrarsi e garantirsi uno stile di vita, ogni giorno uguale all'altro come in un loop persistente.

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    Matteo

    20/09/2018 00:34:42

    Sebbene, dunque, sia semplice pensare che quello raccontato da Carver sia solamente il nulla nel suo spaventoso rimbombare, a mio parere questo modo narrare secco, freddo e perfettamente distaccato, cela invece tutta la tensione che sta dietro ad una commovente e tragica capacità di analisi e di intuizione. È per questo che i racconti di Cosa parliamo quando parliamo d’amore lasciano in bocca non solo il sapore amaro della realtà, ma, trascinando il lettore in un viaggio all’interno dell’umanità più umana, lo inquietano e lo costringono a provare pena per sé stesso. Ma proprio quando il grigiore delle esistenze raccontate raggiunge il suo punto più abissale, quello dal quale sembra impossibile tornare indietro, ecco che, fugace ed improvvisa, appare quella scintilla di poesia che fa brillare il nulla, o il poco, delle incolori esistenze appena descritte. È qui che, per pochi istanti, la pena cede il passo alla tenerezza, è qui che i racconti di Carver colpiscono dritti al cuore.

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    Antonio

    20/09/2018 00:31:56

    Leggere questo libro è come leggere tanti libri diversi, uno per ogni racconto. Una strana esperienza, perchè alla fine si resta con una sensazione di sospeso, nel tentativo di riprendere il filo di quelle storie. Questa caratteristica è allo stesso tempo il punto di forza e il punto debole del libro: sembra che tutto ti passi davanti ma nulla si fermi. Tuttavia hai dentro una sensazione di aver vissuto qualcosa di significativo. Molto bravo Carver, è il suo primo libro che leggo ma sicuramente tornerò su di lui. Una scrittura pulita e asciutta ma intensa ed efficace.

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    Alessia

    19/09/2018 22:46:03

    Nei diciassette racconti di questo libro, il tema principale (come è chiaro dal titolo) è l'amore. L'amore in alcune delle sue infinite sfaccettature: quello sincero; quello appena sbocciato; quello che non sfiorisce nemmeno nella vecchiaia; quello passionale; quello possessivo che spesso sfocia nel violento e che può finire in tragedia. L'amore che è stato, ma che ormai è finito. Ma a quali di questi ci riferiamo quando parliamo d'amore? Qual'è l'amore autentico? Tutti. E nessuno. L'amore è un sentimento troppo grande e complesso: ingloba in sé molti altri sentimenti ed emozioni e questi ultimi non fanno altro che dargli una sfumatura diversa, rendendo impossibile tracciare i contorni. Non lo si può inquadrare pienamente, mai. Non ci riusciamo noi, e non ci riescono nemmeno i quattro personaggi di Carver che sono seduti attorno a un tavolo a bere gin tonic e a provare a dare una definizione a questo sentimento indefinibile. Dunque: "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore?" In fondo la risposta la conosciamo tutti, ed è: non lo sappiamo, e non lo sapremo mai. Ne parliamo e basta. L'amore è tutto e niente, è il più grande sentimento che proviamo, ma è anche il più grande mistero dall'alba dei tempi, ed è forse il suo essere così enigmatico ad attrarci tanto. Proviamo a sviscerarlo con la mente, ma arriviamo a capirne qualcosina soltanto quando lo sentiamo col cuore. E ogni volta non è mai uguale al precedente.

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    Andrea Peggion

    27/10/2016 08:53:31

    Questo libro è la versione tagliata dei racconti (bellissimi) di R. Carver, finalmente pubblicati in versione integrale nella meravigliosa raccolta "Principianti". Carver è stato uno dei più grandi scrittori americani: è inutile e forviante leggere i suoi racconti come li ha voluti il suo editor in questa antologia. Consiglio di lasciar perdere questo libro e gettarsi nello splendido "Principianti" dove, appunto questi racconti si possono leggere nella loro interezza e nel modo in cui sono stati, così mirabilmente, scritti.

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    cesare

    25/06/2016 16:01:50

    Di cosa parliamo quando parliamo d'amore * di Raymond Carver I racconti di Carver non sono interessanti , piuttosto insignificanti e molto bere soltanto. Pagg.134 giugno 2016

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  • Raymond Carver Cover

    Scrittore americano.Figlio di un operaio di segheria e di una cameriera, è nato a Clatskanie, nell'Oregon, il 25 maggio 1938 ed è morto nel 1988. È considerato uno dei maggiori scrittori americani di short stories del Novecento. Einaudi ha iniziato a ripubblicare le sue opere narrative nel 2009 con Principianti (ripubblicato in una nuova edizione nel 2010), la versione originale di Di cosa parliamo quando parliamo d'amore. Sempre nel 2009 ha pubblicato Vuoi star zitta, per favore? (ripubblicato negli ET Scrittori nel 2012), nel 2010 Se hai bisogno, chiama e Da dove sto chiamando e nel 2011 Cattedrale. Presso Einaudi Stile libero era uscito, nel 1997, Il mestiere di scrivere (ripubblicato in una nuova edizione nel 2008). Nel 2013 è uscito Carver Country... Approfondisci
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