Di libro in libro. Percorsi nella letteratura inglese e americana di Otto e Novecento

Francesco Rognoni

Editore: Vita e Pensiero
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 1 febbraio 2006
Pagine: XIV-426 p.
  • EAN: 9788834313183
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Descrizione
A studiare ed insegnare la letteratura, si rischia di dimenticare il gusto, l'entusiasmo, la curiosità, il piacere, su cui si fonda ogni autentica passione intellettuale. L'autore, specialista di letteratura inglese e anglo-americana, raccoglie in questo volume pezzi scritti nel corso di quasi un ventennio, disponendoli come le tessere di un mosaico. La figura che appare? Una rappresentazione ora stilizzata, ora dettagliata di due secoli di poesia, romanzi e saggi composti sulle due sponde dell'Atlantico.

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Francesco Rognoni scrive con competenza ed eleganza di letteratura inglese e americana. Formatosi a Pavia e Yale, non è secondo a nessuno quanto a competenza dell'immenso campo che va dai misteri di Shakespeare a quelli di Harold Bloom. Ha la passione dei libri, e con lui i lettori hanno la fortuna di parlare con qualcuno che conosce e ama come pochi altri poesia e narrativa e che, per quanto abbia il dono di una scrittura smagliante, non si lascia mai prendere dal vezzo di ritenere la sua biografia e i suoi gusti più interessanti degli argomenti trattati. Insomma, un figlio del miglior modernismo, che ha studiato a lungo Shelley, Wallace Stevens, F. Scott Fitzgerald, Robert Lowell, soprattutto Eliot, e ne ricorda/rivela i detti memorabili e anche la lezione di vita. Di libro in libro raccoglie un'abbondante messe di interventi di Rognoni, di diversa lunghezza, ma sempre misurati e ricchi di informazioni. È un volume-oggetto bellissimo (copertina di Guy Diehl), degno di un bibliofilo, che dedica numerose pagine alla storia del libro, dell'editoria e della libreria. È diviso in cinque sezioni: Prologo shakespeariano, Ottocento, Moderni (la passione per F.M. Ford e Cather, Frost e Auden), Narratori del secondo Novecento (da Cheever a Carver a McEwan, tutti numi del pantheon di Rognoni, lui stesso narratore in pectore), Nonfiction (e cioè critici scrittori e non, dall'amato René Girard allo svagato John Ashbery). I testi sono ora articoli ampi (ad esempio su Elizabeth Bishop a Washington in visita a Pound, o su Byron e Shelley fra Arquà ed Este), ora schede concise, ma con rare eccezioni nascono dal desiderio di comunicare una scoperta, un interesse sorvegliato ma accentuato, sicché presentano sempre un discorso serrato e convincente. Il fittissimo indice dei nomi è indispensabile per navigare nel mare del non vecchio marinaio Rognoni (classe 1960), che non manca di dedicare alcune pagine a Coleridge. E anche a De Quincey, a Hazlitt, a Pater. Che Rognoni sia un conversevole neoromantico a Milano? Comunque è un arricchimento averlo per interlocutore.
  Massimo Bacigalupo