Traduttore: G. Guerzoni
Editore: Codice
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 15 febbraio 2018
Pagine: 179 p., Brossura
  • EAN: 9788875787318
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Descrizione
Un ragazzino dodicenne, suo fratello maggiore e il loro padre, carismatico e manipolatore, hanno vinto quella che loro chiamano "la guerra": dopo il tribolato divorzio dei genitori, la madre ha perso la custodia dei figli. I tre lasciano il Kansas, di notte, e viaggiano verso ovest, verso la periferia brulla e desolata di Albuquerque, in New Mexico, per ricominciare una nuova vita insieme. All'inizio tutto sembra normale: i ragazzi vanno a scuola, giocano a basket e si fanno nuovi amici. Ben presto, però, la situazione precipita: strani personaggi vanno e vengono dal loro appartamento, e il padre da distratto si fa prima lunatico, poi imprevedibile e infine pericoloso. Magariel firma il ritratto di un bambino che lotta per cercare di tenere insieme i pezzi sparsi della sua famiglia, e descrive il legame feroce di due fratelli che si proteggono a vicenda da un padre di cui una volta si fidavano ma che ora non riconoscono più.

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Daniel Magariel, vedi alla voce: fratelli

Una famiglia in frantumi, un dramma comune, e un’avventura on the road, primo capitolo di una nuova vita che non si rivelerà migliore di quella precedente. Certi meccanismi emotivi e i loro equilibri che saltano non bastano a scrivere un ottimo romanzo. L’americano Daniel Magariel probabilmente lo sapeva prima di iniziare a scrivere Uno di noi (179 pagine, 14,50 euro), libro (con affascinante copertina realizzata da Alessandro Damin) finito nel catalogo dell’editore Codice, lo stesso, in sintesi; che ha lanciato Lauren Groff in Italia e non s’è lasciato sfuggire l’occasione di pubblicare Richard Mason, transfuga da Einaudi. Ed è riuscito, Magariel, a dare un altro passo alla storia raccontata, non certo unica o rara, con massicce dosi di empatia.

L’opera di Magariel – tradotta in modo cristallino da Gioia Guerzoni – è formalmente agile, ma è dura e potente. C’è un divorzio, ci sono due figli affidati a un padre, allontanati con l’inganno, in sede giudiziaria, dalla madre, due ragazzini che sono più soggiogati che amati (amati tantissimo a parole) dal genitore, come emerge in fretta: picchiati, manipolati, indotti a scegliere da un uomo tronfio, inadeguato, paranoico e tossicodipendente. La loro fuga dal Kansas alla periferia di una cittadina del New Mexico, tra motel e deserti, affratella ulteriormente i due giovanissimi, scaraventati in quello che di più marcio offre la vita, la loro unione contro il padre nemico potrebbe essere la chiave di tutto, a costo di sacrificare per sempre l’innocenza.

Vittime e prigionieri, ciechi fedeli del padre quanto lui lo è del crack, i due fratelli (il minore ha dodici anni ed è il narratore, il cui resoconto in certi passaggi non sembra quello di un dodicenne per le frasi che usa…), isolati dal mondo esterno, tutt’altro che spensierati, manipolati da paure e sensi di colpa, fanno del sostegno reciproco la roccia inattaccabile delle loro vite.Un libro piccolo solo nelle dimensioni che, schiettamente, analizza il cuore duro e i risultati devastanti di modelli distorti di virilità e di certi desideri autodistruttivi legati all’approvazione paterna.

Recensione di Giovanni Leti