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Enzo Neppi

Editore: Liguori
Collana: Letterature
Anno edizione: 2014
Pagine: VIII-367 p. , Brossura
  • EAN: 9788820764197
In questo studio, insieme genetico e comparatistico, di grande ricchezza e complessità, viene preso in esame il rapporto di tre successive stesure delle Ultime lettere di Jacopo Ortis con le loro due fonti principali: La Nuova Eloisa di Rousseau e I dolori del giovane Werther di Goethe. Già nella prima di queste stesure emerge l'importanza – inizialmente sottovalutata dalla critica – del modello rousseauviano rispetto al più evidente modello goethiano: se in Goethe la passione amorosa è analizzata come un "morbo", una condizione patologica da condannarsi, nel primo abbozzo foscoliano, proprio come nella Nuova Eloisa, l'amore è invece "l'essenza dell'uomo", il primo "bene" da cui derivano tutti gli altri. Nella successiva versione del 1798 Foscolo accentua il proprio pessimismo, e si distacca ulteriormente dai Dolori del giovane Werther per collegarsi all'"ethos settecentesco della sensibilità". Infine, nell'Ortis del 1802 le caratteristiche negative dell'eroe goethiano (debolezza, immaturità, ipertrofia dell'io) lasciano il posto all'impegno morale e politico di Jacopo che "si trasforma in progetto di resurrezione civile". L'analisi ravvicinata che Enzo Neppi porta avanti dei testi foscoliani posti a confronto con le pagine ispiratrici di Rousseau e di Goethe è preceduta da un panorama esauriente della letteratura critica sul tema, dal 1812 ad oggi. Al termine di questo percorso, che inquadra il romanzo di Foscolo nel suo contesto europeo, si disegnano potentemente, accanto ai motivi di derivazione rousseauviana e goethiana, gli aspetti più originali del pensiero che ispira l'Ortis. "Il suo pessimismo ontologico, la sua misantropia sistematica, i suoi interrogativi senza risposta intorno all'essenza dell'essere, fanno di Foscolo – conclude l'autore – un precorritore del nichilismo di Leopardi e dell'esistenzialismo novecentesco". Mariolina Bertini