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Gianni Clerici

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2017
Pagine: 175 p., Brossura
  • EAN: 9788804677192
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Mi sorprendo, quasi ogni mattina, nel ritrovarmi nella chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, le chiese di Lezzeno, quella che divide simbolicamente a metà un paese lungo sette chilometri, sulla riva del lago di Como, che solo chi non vi abita chiama Lario.

Non pensavo di finire qui, nato a Como come sono, lo storico centro che sempre ha attirato quegli abitanti del lago che volessero sfuggirne la povertà, migliorare il loro status, insomma farsi più vicini a una società mercantile, lasciando quella che per secoli è stata contadina. I miei parrocchiani sono, tutti o quasi, vittime di una povertà che trae i suoi pochissimi alimenti dal lago, e dalle terrazze faticosamente costruite lungo i fianchi di un'erta riva che, diecimila anni fa, era compressa dal ghiacciaio che ancora non si era sciolto.

Recensioni dei clienti

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    virginio

    20/06/2017 16.12.16

    Se il contenuto è carino e originale dipingendo stralci di vita di un paese del lago, da parte del parroco, lo stile di scrittura usato è alquanto spigoloso, manca di armonicità e scorrevolezza, Si fa leggere, ma non coinvolge più di tanto

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    Loris

    16/06/2017 08.55.36

    La familiarità di luoghi e dialetto mi ha indotto alla lettura, insieme alla curiosità nei riguardi di un Clerici alle prese con una materia diversa dal tennis. Il romanzo si sviluppa intorno alla figura di don Giovanni, neo parroco di Lezzeno sul finire degli anni ‘40, animato da una vocazione che pare indirizzata soprattutto al sostegno e al conforto dei parrocchiani, lasciando in secondo piano la trascendenza e le certezze della fede. Il travaglio interiore però non assume toni drammatici e la narrazione si focalizza su vicende che ricostruiscono con efficacia il contesto sociale e storico. La guerra ha lasciato in eredità una povertà dilagante, cui i laghee si oppongono trasformandosi in sfrosador, contrabbandieri che valicano nottetempo il confine con la Svizzera. Ciò che è illegale non necessariamente è peccato, comprensione e disponibilità diventano le chiavi con cui don Giovanni entra in contatto con una comunità che altrimenti limiterebbe la frequentazione della Chiesa ai sacramenti di nascita e morte. La vita in riva al lago prende direzioni impreviste, amicizie e passioni ridefiniscono un orizzonte in cui la burocrazia (amministrativa ed ecclesiale) è una realtà distante e opprimente. Il racconto risolve forse troppo velocemente alcuni snodi, ma nel complesso lascia una felice impressione, uno sguardo divertito e affettuoso su un mondo geograficamente vicino e insieme lontano nel tempo.

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