Diario. Vol. 1: 1931-1934. - Anaïs Nin - copertina

Diario. Vol. 1: 1931-1934.

Anaïs Nin

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Traduttore: Delfina Vezzoli
Curatore: Gunther Stuhlmann
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 18 luglio 2001
Pagine: VIII-496 p., Brossura
  • EAN: 9788845248689
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Questo volume, il primo di una serie progettata, inizia nel 1931, nell'epoca in cui Anaïs Nin sta per pubblicare il suo primo libro "D. H. Lawrence", che le conferì il riconoscimento pubblico come scrittrice. Termina nell'inverno del 1934, quando Anaïs lascia Parigi per raggiungere New York. Anais scrive sui treni, ai tavolini dei caffè, mentre aspetta per un appuntamento: come un talismano, porta il diario sempre con sé. "Questo diario è il mio kief, il mio hashish, la mia pipa d'oppio. È la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni." Prefazione di Antonio Debenedetti.
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    Angelantonio Biasella

    24/10/2006 10:43:22

    Il diario di Anais Nin, reso pubblico nel 1966, fu per decenni oggetto di pettegolezzi e congetture. Henry Miller, suo grande amico, diceva che questo diario avrebbe trovato posto accanto ai grandi capitoli dell’autobiografismo occidentale: Sant’Agostino, Rousseau, Proust. E’ un’opera faraonica. L’intera stesura avrebbe contato qualcosa come 15000 pagine dattiloscritte. Il lavoro di una vita. Ad oggi, invece, sono stati pubblicati solo quattro volumi di circa 400 pagine l’uno. Il diario è privo di una vera e propria trama. L’autrice era solita annotare pensieri e illuminazioni ai tavoli dei caffè o in attesa di un treno o aspettando l’inizio di un film. Principalmente parla della sua vita totalmente dedicata all’arte. Non solo a quella personale ma anche e soprattutto a quella degli altri. Ci racconta il suo tentativo di agevolare la vita di molti artisti per rendere più facile la loro opera. Fu lei a pagare la pubblicazione di “Tropico del cancro” di Henry Miller. Fu lei ad ispirare le performance teatrali di Antonin Artaud. Fu lei a riportare alla vita un luminare della psicoanalisi come Otto Rank, caduto nella paranoia di un’esistenza divorata dal suo stesso lavoro. Una mecenate dei giorni nostri che, al posto di elargire denari, si preoccupava del sostentamento dell’anima dei suoi assistiti. Un animo candido e scaltro al servizio della Parigi bohémienne degli anni trenta. Fitto e pregno di altissime elucubrazioni, il diario ci illumina sulla personalità dell’autrice e sulle mille sfaccettature del suo carattere. Lo consiglio vivamente a tutti gli idioti che ancora credono nella superiorità del proprio sesso. Anais Nin arriva ad un livello di consapevolezza e di intelletto che, onestamente, il 90 % degli uomini neppure si sogna.

  • Anaïs Nin Cover

    Nata in Francia nel 1903 e morta a Los Angeles nel 1977, Anaïs Nin (Angela Anaïs Juana Antolina Rosa Edelmira Nin y Culmell) è tra le scrittrici più originali e irrequiete del XX secolo. Celebre per i suoi tempestosi rapporti d’amore (su tutti, il sodalizio erotico e letterario con Henry Miller), Anaïs Nin ha saputo affascinare uomini e donne di genio – Antonin Artaud, André Breton, Lawrence Durrell, Gore Vidal, Salvador Dalì, Pablo Picasso, Djuna Barnes – divenuti poi tutti indimenticabili personaggi del suo imponente Diario (avviata nel 1966 e conclusasi dopo la sua morte).Esordì nel 1936 con il racconto lungo La casa dell’incesto (Feltrinelli, 2007). Recentemente Fazi Editore ha ripubblicato la fiction autobiografica... Approfondisci
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