Categorie

Riccardo Iacoponi

Anno edizione: 1999
Tipo: Libro universitario
Pagine: 128 p.
  • EAN: 9788827212868

scheda di Tozzi, M. L'Indice del 1999, n. 10

"La dieta naturale è quella più vicina possibile a quella già praticata realmente [e quasi sempre inconsapevolmente, aggiungerei] dall'individuo". Questa affermazione di Iacoponi è la cifra di un piccolo libro curioso che, trattando di calorie e cibi naturali, da un lato si contrappone alla cultura del doping e della sofisticazione e, dall'altro - piacevolmente -, fa cultura. Il momento è opportuno: l'abuso di farmaci e integratori proibiti ha portato a situazioni non solo di scandalo, ma di vero e proprio pericolo per la salute di atleti e praticanti sportivi in tutto il mondo. Ci si interroga sulla morte "strana" di Florence Griffith, si interrompe il Tour de France, si ferma Pantani, intervenendo così sull'aspetto più spettacolare, non necessariamente sul più importante. Il problema affonda piuttosto le sue radici nell'ignoranza diffusa di elementi medici da parte di presunti dietologi e nell'incultura della vittoria a tutti i costi, cioè quanto di maggiormente antisportivo si possa pensare. Nel testo ci sono, inoltre, alcune nozioni di base sulla fisiologia dei principali nutrimenti che possono essere messi in campo per l'elaborazione di vere e proprie strategie alimentari. Interessanti sono poi i molti esempi di applicazione in pratica della dieta naturale, tra atleti ben noti e la grandissima maggioranza di sportivi praticanti che possono trovare una valida alternativa - soprattutto ideale - anche agli integratori cosiddetti naturali che doping non sono, ma che spesso fungono da viatico. Ferro e carboidrati sono trattati in profondità, e qualche buona norma la può ricavare anche chi magari di attività sportive non vuole neppure sentir parlare, ma vorrebbe invece solo perdere qualche chilo o veder diminuire il tasso di colesterolo. Insomma non solo tutto ciò che deve ingerire un maratoneta, ma anche quello che riguarda carenza di vitamine o grassi, e l'eccesso o la presenza di alimenti eventualmente dannosi per la salute. Infine qualche pillola che la dice lunga sui cambiamenti di abitudini surrettiziamente indotti nei nostri consumi alimentari: chi ingerisce crusca (una volta destinata solo ai maiali) ha poi problemi nell'assorbimento di zinco a causa dei fitati. Ma di zinco c'è bisogno, e infatti tutti i cibi ne contengono a sufficienza, per cui chi sceglie i cosiddetti alimenti "integrali" è poi costretto ad assumere integratori di zinco: non sarebbe più facile lasciare la crusca agli animali?

Mario Tozzi

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Carolina

    08/05/2001 12.59.20

    Non ho letto il libro, ma vorrei fare un appunto sulla recensione qui sopra: prima di scrivere inesattezze, bisogna informarsi. Il problema della demineralizzazione è legato all'uso di crusca raffinata, mentre è attenuato e tende a scomparire se si mangia crusca insieme a tutto il resto del chicco, cioè l'alimento integrale! Gli alimenti integrali fanno benissimo, e non bisogna confonderli con la crusca pura e semplice! Informatevi sui reali contenuti nutrizionali degli alimenti integrali...

Scrivi una recensione