Il dio del deserto

Wilbur Smith

Traduttore: S. Caraffini
Editore: TEA
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 maggio 2017
Pagine: 491 p., Brossura
  • EAN: 9788850246090

13° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Avventura - Avventura storica

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Descrizione
«Una tempesta nel deserto non riuscirebbe mai a far girare le pagine più velocemente di Smith!» - The Independent

Non c'è pace per Taita, l'uomo che nell'ombra regge le sorti dell'Egitto, fedele consigliere del Faraone, medico, poeta, sacerdote e inventore. Tanto più ora che ha l'arduo compito di occuparsi, come tutore e mentore, delle due vivaci figlie della regina Lostris, Tehuti e Bakatha, intelligenti, belle e passionali almeno quanto la madre, di cui Taita è stato amante spirituale e di cui ha raccolto le ultime parole in punto di morte. Un onere, per quanto gradevole, al quale si aggiungono gli affari di stato e la minaccia degli hyksos, i nemici di sempre, che hanno preso possesso del delta del Nilo costringendo il Faraone a ritirarsi nel Sud del paese. Abile stratega, tanto sulla tavola del bao quanto nell'intessere intrighi politici, Taita sa che per tentare di scacciare definitivamente gli invasori deve chiedere l'appoggio del re di Creta, il potente Minosse. Muovendo le sue pedine con raffinata maestria, spiana la strada verso l'alleanza con lui. Ma ogni coalizione vuole un pegno in cambio. E il pegno è un sacrificio estremo per Taita. Dopo mille peripezie attraverso il deserto, Taita s'imbarca a malincuore in un viaggio che potrebbe cambiare per sempre il futuro della sua amata patria, portando in dono a Minosse due vergini, Tehuti e Bakatha. Le due giovani donne, però, più inclini alle regole del cuore che alla ragion di stato, si sono ormai innamorate del luogotenente di Taita e di un altro ufficiale, e il sacerdote teme che le trattative con il re di Creta possano saltare.

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Recensioni dei clienti

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    Kerktesio

    23/09/2018 21:11:10

    Questo incredibile romanzo mi ha riportato indietro al Wilbur Smith di un tempo. Il dio del deserto, fantastico seguito del Dio del Fiume, sono sicuro farà felici tutti i fan dell'autore africano. La trama è abbastanza lineare e si snoda su ritmi veloci, quindi i lettori meno sofisticati leggeranno Il dio del deserto in poco tempo. Anche se sono indicate oltre quattrocento pagine, mi è parso molto ma molto più corto. Leggo recensioni negative qui su IBS, ma a me è piaciuto e alla fine fa il suo lavoro, ovvero quello di intrattenere.

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    sempre bello Wilbur!!

    18/09/2017 12:44:33

    mi è piaciuto molto anche questo!!

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    n.d.

    08/08/2017 11:40:07

    Non riesco a finirlo... noioso, lento e irreale. Inoltre Smith non ha tenuto conto del passare degli anni...

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    Giovanni

    14/10/2016 15:35:17

    Uno dei libri più inutili che abbia mai letto. Praticamente privo di ogni riferimento storico, una specie di telenovela di bassissimo livello. Dialoghi ridicoli. Caratterizzazione dei personaggi altrettanto ridicola.

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    Sergio Baldin

    17/07/2016 23:15:39

    Ho ed ho letto tutti i libri di Wilbur Smith e concordo in pieno con i lettori delusi perchè anche per me questo è in assoluto il peggiore, tanto da non sembrare scritto dall'autore, spesso assai apprezzato. Direi che è un pò tutta la serie ambientata in Egitto e con Taita ad essere al di sotto di tutto il resto della produzione di Smith, del quale ricordo in particolare il fascino dei romanzi delle serie con i Ballantyne ed i Courtney. In questo romanzo l'autocelebrazione di onnipotenza ed onniscienza di Taita è irritante e sono pochi gli scorci di trama un pò appassionante. Direi lugubre la parte a Creta e col supremo Minosse, come la mescolanza tra mitologia e personaggi storici, tanto da dar ancora più fumosità ed irrealtà alla trama. Credo che, come capitato a me, il nome dell'autore faccia comperare ad occhi chiusi. Ma spero che ciò non condizioni chi ancora non conosce Wilbur Smith, che rimane autore di tanti bei libri che val sempre la pena di leggere.

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    gino

    17/02/2016 19:29:08

    Forse esco fuori tema ma vorrei chiedere agli amici che hanno letto i libri sull'Egitto la sequenza di lettura (non di pubblicazione ma quella cronologica storica). Io ho letto i primi 4 e mi troverei con questa sequenza: DIO DEL FIUME FIGLI DEL NILO ALLE FONTI DEL NILO IL SETTIMO PAPIRO e spero siate d'accordo con me. Ho comprato ora IL DIO DEL DESERTO e che andrò a leggere ma non ho capito dove si colloca. Mi potete aiutare ? Grazie

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    Paolo56

    29/04/2015 16:55:55

    Concordo con gli altri lettori: questo romanzo ha deluso le aspettative e parecchio. Taita non è più un personaggio che si fa amare come nel romanzo "Il Dio del fiume". In questo lavoro appare come lui stesso un Dio e irrita pure la sua presunzione di assoluta superiorità, esaltata dalla narrazione in prima persona. Il voto è basso, con rammarico, pensando ai tanti bei romanzi scritti da Wilbur Smith. Non mi è piaciuto neppure l'accostamento a personaggi della mitologia greca: ho trovato stridente che le due principesse egizie siano andate in spose nientemeno che a Minosse.

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    simo75

    20/04/2015 08:59:12

    Per me, con questo libro, Smith si ricandida l'inconfondibile re dell'avventura. Ho avuto fame di leggerlo pagina dopo pagina, un Taita cresciuto, ancora più esperto, che ci racconta una parte della sua lunghissima vita, avvolte puo sembrare un po narcisista, ma a tutto c'è una spiegazione.....; per chi ha amato "Il Dio del Fiume, "Il settimo papiro" ecc... non puo perderselo!!!

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    elena.bazz

    10/03/2015 17:26:06

    Basta! Ci rinuncio! Mi sono sforzata di procedere nella lettura, ma è impossibile! La trama è noiosa, non coinvolge, non trasmette alcuna emozione, Taita è diventato un personaggio esagerato e per nulla credibile, ci sono troppe assurdità... insomma un libro pessimo, lontano anni luce da romanzi splendidi come "Il dio del fiume" o "Il settimo papiro".

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    roberto

    07/03/2015 11:23:34

    Libro di un noioso incredibile. Il Taita amato ed adorato nel dio del fiume si è trasfrmato in un personaggio arrogante, spocchioso a tratti addirittura irritante. Evitatene la lettura se avete amato i libri precedenti di Wilbur Smith in modo da conservare il ricordo del grande scrittore che era.

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    giovanni botta

    04/03/2015 15:34:18

    Il peggiore di tutti!!!! un feuilleton approssimativo e ridicolo dal punto di vista storico e geografico. Meglio che smetta di scrivere. Ritorneremo a leggere il dio del fiume, l'uccello di fuoco e altri splendidi romanzi.

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    gino

    14/02/2015 08:36:23

    Purtroppo non resta che un pallido riflesso di quello che e' stato uno dei personaggi più riusciti di Smith, Taita, il protagonista del Dio del fiume. Come quasi tutti i sequel il romanzo non e' all'altezza dell'originale anche se un voto intermedio lo merita a patto che si siano letti i precedenti. In caso contrario il voto sarebbe 1.

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    Giuseppe

    11/02/2015 23:56:01

    Parabola discendente di un ottimo scrittore di avventura. Un consiglio non leggete le sue ultime opere, ma le prime sono ancora entusiasmanti.

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    robis

    10/02/2015 14:27:24

    non è più il wilbur smith del passato qui è noioso senza trama, insignificante. Un libro senza anima ,vuoto.

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    Roy

    31/01/2015 17:50:01

    Acquistato sperando di leggere un romanzo vero di W. Smith, in realtà un libro veramente brutto e a tratti noioso. Il personaggio di Taita è arrogante, presuntuoso e vanitoso. Assolutamente da non consigliare.

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    Alessandro

    26/01/2015 08:20:44

    Il dio del deserto è un libro povero con trama banale e poco originale. Carine le descrizione dei riti religiosi e propiziatori del popoli babilonesi e minoici...e

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    Roberta

    19/01/2015 10:06:54

    L'unico pregio di questo libro è stato quello di darmi la conferma definitiva che ormai Wilbur Smith è uno scrittore sul viale del tramonto e non ha più nulla da dare. Sempre che lo abbia scritto lui, questo libro..... perchè il dubbio mi è venuto più volte, leggendolo. Un'opera squisitamente commerciale il cui unico scopo è fare cassa, ma mi domando se davvero ne aveva bisogno, mi risulta che sia un uomo molto ricco, e allora perchè scrivere dei brutti romanzi con l'unico scopo di aumentare il patrimonio? Che tristezza.... Non penso che in futuro comprerò altri volumi di W.S., mentre non smetterò mai di leggere e di rileggere i CAPOLAVORI che ha scritto in passato quando era un vero scrittore e la sua vena creativa ci ha regalato autentiche meraviglie.

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    Mascia

    17/01/2015 13:19:46

    Da diversi anni segue Wilbur Smith, devo esser sincera un libro così brutto non l'aveva mai scritto. Vien da chiedersi...ma lo ha scritto lui? Non c'è nulla che possa farlo pensare. Le intense descizioni, i sentimenti e gli animi descritti in maniera palpabile, le emozioni....non c'è nulla! Una storia fin troppo scontata e noiosa, un protagonista insulso... arrivare alla fine è stata dura! Evitatevi una lettura pessima!

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    Antonio

    15/01/2015 14:06:01

    Non so se sono io che ricordo male, ma io un Wilbur Smith così brutto non l'avevo mai visto. Taita qui è prevedibile, preuntuoso, antipatico e vanitoso. La piattezza incombe anche nelle rare scene d'azione. Tutto diventa prevedible e perfetto, quando è Taita ad organizzare. Se non altro in questo libro ci spiega come mai l'eunuco più famoso della letteratura moderna sia così impeccabile. Salvo per un pelo il romanzo dal baratro perché comunque l'esperienza si vede, e qua e là qualche spunto buono c'è. Forse era meglio aspettare qualche altro anno e tirare fuori un'opera migliore.

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    Natale Musolino

    15/01/2015 12:05:12

    Sto leggendo il libro, non sono un recensore, ma da lettore dico che lo sbaglio primario di questo libro è stato di scriverlo in prima persona

Vedi tutte le 33 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione
Aton batté le palpebre dei suoi occhietti affondati nei rotoli di grasso, poi sollevò lo sguardo dalla tavola del bao posata fra noi due, volgendolo sulle due giovani principesse della Casa reale di Tamose, che si stavano divertendo a sguazzare nude nelle limpide acque della laguna. «Non sono più bambine», commentò con naturalezza, senza alcuna traccia di lascivia. Sedevamo l'uno di fronte all'altro sotto un pergolato coperto di fronde di palma, accanto a una delle lagune del grande fiume Nilo. Sapevo che l'accenno alle ragazze rappresentava un tentativo per distrarmi dalla sua prossima mossa con le pietre del bao. Aton non ama perdere, quindi non si fa troppi scrupoli riguardo a come vince. Ha sempre occupato uno dei primi posti nella lista dei mie più vecchi e cari amici. Come me è un eunuco e un tempo era uno schiavo. Durante il periodo di schiavitù, molto tempo prima che raggiungesse la pubertà, il suo padrone lo aveva notato per la straordinaria intelligenza e le spiccate capacità mentali. Decise così di alimentare e cristallizzare quelle doti e impedire che venissero stemperate dalle distrazioni della libido. Considerando Aton una proprietà estremamente preziosa, si avvalse del più rinomato medico dell'Egitto per eseguire la castrazione. Il suo padrone è morto da tempo orami, ma Aton è salito ben oltre lo status di schiavo. Attualmente è non solo il maestro di cerimonie del palazzo reale del Faraone a Tebe, ma anche un maestro dello spionaggio che gestisce una rete di informatori e agenti clandestini sparsi per l'intero mondo civilizzato.