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Il dio delle piccole cose

Arundhati Roy

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Traduttore: Chiara Gabutti
Editore: Guanda
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 534,58 KB
Pagine della versione a stampa: 360 p.
  • EAN: 9788860883438
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MAN BOOKER PRIZE 1997

«Un libro memorabile... ha la forza della verità dei sentimenti.»
D di Repubblica su Il dio delle piccole cose

«Sembra un torrente in piena, frutto della necessità naturale di raccontare.»
Il Sole 24 Ore su Il dio delle piccole cose

«Una straordinaria chiarezza di visione, una voce originale, una storia brillantemente costruita e magistralmente raccontata.»
Publishers Weekly su Il dio delle piccole cose

Ammu, figlia di un alto funzionario, lascia un marito violento e torna a casa con i suoi bambini, i gemelli Estha e Rahel, maschio e femmina. Ma nell’India meridionale dei tardi anni Sessanta, una donna divorziata come lei si ritrova priva di una posizione sociale riconosciuta, soprattutto se commette l’errore di innamorarsi di un paria. I gemelli vogliono bene a Velutha, l’intoccabile che la madre può amare solo in segreto, e attraverso il loro sguardo, capace di cogliere le piccole cose e i piccoli eventi, prende forma la storia di un grande amore, in cui si riflette il tema universale dei sentimenti in conflitto con le convenzioni. Nei loro pensieri e nelle loro parole risuona la critica più radicale a ogni legge che stabilisce chi si deve amare, e come, e quanto.

«Nelle mani di Arundhati le parole diventano armi, le armi dei movimenti di massa.»
Naomi Klein

«La polemica di Arundhati Roy è importante e necessaria... dobbiamo esserle grati per il suo coraggio e il suo talento.»
Salman Rushdie

«Gli scrittori di successo si accontentano del successo e cercano casomai di ripeterlo. Arundhati Roy si è servita del successo per farsi avanti come attivista dentro tante battaglie politiche ed ecologiche che riguardano il suo Paese e non solo...»
Goffredo Fofi, Il Sole 24 Ore

«Arundhati Roy oppone al terrore, a ogni terrore, la forza del sogno.»
La Stampa

«I suoi saggi sono la prova del suo talento come scrittrice e del suo coraggio di cittadina. Con la sua presenza e i suoi testi lotta contro un mondo che sceglie la guerra come strumento di governo e sceglie investimenti che in India come altrove distruggono l’ambiente e le economie locali.»
il Manifesto

«L’autrice è una donna che mette tutta se stessa nei suoi ideali. Con passione e rabbia.»
Chicca Gagliardo, Glamour
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    Anto

    23/06/2017 10:40:32

    Bellissimo

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    Gabriella

    15/04/2015 14:53:30

    Bellissimo. Da leggere e rileggere.

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    mitla

    14/04/2014 11:42:47

    Il classico libro che ti da il magone appena si è girata l'ultima pagina, leggendo quell'ultima parola "domani" che sai per i protagonisti della scena non ci sarà mai più. E' vero, lo stile è complesso, sia per i salti cronologici sia per la scrittura ricca di similitudini e invenzioni linguistiche, molto plastica e innovativa, ma dopo avere intuito cosa è successo sia facile seguire sul filo del ricordo i drammatici eventi che in 2 settimane hanno portato allo sfacelo le vite di tutti i personaggi del libro. Forse inizia in sordina ma già a metà si capisce perchè abbia vinto il Booker Prize. Da tempo non leggevo un libro con tanto lirismo, passione, e una scrittura avvolgente che riesce a far provare i sapori, gli odori, le sensazioni in maniera così "bruciante". Tuttavia viste le sue peculiarità è comprensibile che possa non piacere a tutti.

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    Francesco72

    22/09/2013 16:22:40

    Mah, che dire? Ho aspettato fino alla fine che qualcosa mi prendesse, che la storia decollasse,che ci fosse una qualche svolta nei personaggi. Ma non è stato così. Pesante, noioso, un lessico troppo pomposo. Deludente.

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    lorenzo

    13/02/2012 14:18:39

    il libro peggiore che abbia mai avuto il piacere di leggere! anzi non potrei neanche dirlo, perché per essere peggiore implica che trovi oggettivamente del "Male" in esso; mentre qui non c'è... non c'è assolutamente nulla. 357 pagine di nonsense. Che storia racconta? un plot c'è - l'ho capito solo leggendo su internet - ma da come l'ha scritto non si capisce, se non a fatica. Prima i gemelli sono grandi, poi piccoli, poi grandi; poi muore un personaggio, il capitolo dopo lo rivede ancora in vita, poi è morto di nuovo. Va a sbalzi: avanti, e indietro. E poi lo riempie di inutili particolari, che gonfiano il libro stesso inutilmente. per dire una cosa ci mette 45 pagine, usando uno stile prolisso all'inverosimile. Penso che sia più che voluto, ma la scelta non è ben riuscita nel messaggio (se c'è) del libro. Uno stile del genere ha più successo nel libro di Salinger "il giovane Holden" (dove sembra che non abbia voglia di scrivere, dato che dice spesso "e via discorrendo"), e appunto lì ha senso. Ma qui no. Se vi piacciono tanto i particolari meglio leggere Wilde. Lui era uno Scrittore con la S maiuscola, lei no, mi spiace.

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    anna nibba

    26/01/2012 20:51:32

    Alcuni punti di grande profondita' e l'analisi spietata delle caratteristiche psicologiche dei personaggi ne fanno un libro interessante, ma lo stile e' piatto, lento e noioso. Non lo consiglio.

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    Rubina

    16/12/2011 13:19:19

    Difficile trovare le parole per un libro così bello. Io l'ho letto in lingua originale e non so se la traduzione renda giustizia allo stile unico di Arundhati Roy: evocativo, fantasioso, commuovente. Così bello che a volte mi soffermavo su alcuni passaggi per assaporarli, sentirli. La storia si svela pagina dopo pagina, saltando avanti e indietro nel tempo e formando gradualmente il quadro degli avvenimenti, in maniera così perfetta che parlare della trama servirebbe solo a rovinare tutto. Un libro che affronta temi duri e dolorosi e che ci fa riflettere su quanto i sentimenti siano preziosi.

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    SIMONETTA ORTELLI

    12/07/2011 09:43:20

    Rimando la mia recensione ormai cancellata perchè sto male al pensiero di vedere un capolavoro simile con un punteggio complessivo così basso. E' una delle cose migliori che abbia letto in tutta la mia vita, raramente un romanzo moderno mi ha incantata fino a questo punto. La Roy scrive divinamente, lo "stream of consciousness" raggiunge livelli altissimi. Narrazione non lineare, forse per qualcuno troppo complessa (non per chi ama la Woolf, Joyce e Faulkner). Un'autrice già completa al suo primo romanzo. Se avessi scritto un libro così penso che poi avrei potuto posare la penna per il resto della mia vita. Superlativo. simonetta

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    Ale

    09/07/2010 17:01:19

    Mi spiace perchè lei è una gran personaggio, ma francamente mi sono annoiato.

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    cri

    24/09/2009 15:14:33

    Bello e profondo, ironico in modo intelligente, una denuncia implicita a certo Stato di Cose fatta con la punta del coltello. A me restituisce il profondo senso di disincanto e relativismo della vita, ma senza pessimismo. forse poteva essere un po' più breve

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    Liliana di Trieste

    31/05/2009 01:27:29

    Idea buona. Tentativo di scrittura creativa troppo pomposo. Mah, c'è di peggio ...

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    Anna

    11/05/2009 13:16:10

    Bello, davvero bello. Tocca argomenti come il rapporto madre-figli, visto con gli occhi dei bambini, l'amore profondo e proibito, il pregiudizio e le differenze di classe (o casta che dir si voglia) e gli eventi che segnano per sempre. Ambientazione fantastica e raccontato in una stile unico: tutto fatto di piccole cose.

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    assunta

    23/03/2009 10:28:23

    il senso di questo libro è racchiuso nel finale....semplicemente stupendo! è un libro che fa riflettere sulla profondità dei veri sentimenti

Vedi tutte le 13 recensioni cliente


«Il Dio della Perdita.
Il Dio delle Piccole Cose.
Non lasciava impronte sulla sabbia, né increspature nell'acqua, né la sua immagine nello specchio.»


Un'India diversa, meno nota, non turistica, né drammaticamente dominata dalla miseria e dalla morte, è quella che appare dal romanzo di Arundhati Roy, terra descritta da una scrittrice allora esordiente, che ha l'orgoglio di vivere in India e di parlare di una realtà che quotidianamente vive.

La trama, che non ha un andamento strettamente cronologico, ma si svolge lungo vari periodi della vita dei personaggi, ha dei nuclei portanti intorno ai quali muovono gli innumerevoli piccoli eventi quotidiani, che, pur scorrendo quasi insignificanti, sono in grado di cambiare radicalmente e drammaticamente le esistenze. Ma ciò che avviene non è descritto, è filtrato dall'immaginario di chi ne è protagonista, soprattutto dalla psicologia dei due "gemelli dizigotici" che sono il nucleo principale della storia. Per un bambino ogni parola, ogni gesto ha un significato assoluto, l'amore è un sentimento perennemente a rischio e la morte è una realtà che la fantasia può ignorare (Sophia Moll, la cuginetta morta, in realtà sta facendo le capriole dentro la sua bara, e sorride e gioca...). Più crudele è la vita per Ammu, madre di Estha e Rahel, i due gemelli: il matrimonio con un uomo alcolizzato e violento, il rifugiarsi nella casa paterna del piccolo paese in cui marxismo e pregiudizi di casta convivono, la relazione con un Paravan, un Intoccabile, che la farà scacciare come indegna di vivere in una famiglia abbiente e rispettata. La sua solitaria morte, a un'età in cui non è né giovane, né vecchia, la sua cremazione a cui assistono, in un'atmosfera di alienazione, la figlia e il fratello, sono in un certo senso la conclusione logica di una vita, che vuole rompere certi canoni, ma non sa farlo fino in fondo.

L'aspetto più affascinante del romanzo è il linguaggio, che la traduzione di Chiara Gabutti rende efficacemente: parole che si fanno immagini e cose, anzi piccole cose, piccoli dei. Si è circondati da realtà vive, basta nominarle o pensarle e assumono una loro autonomia e una forza condizionante con cui è possibile dialogare o scontrarsi. Il silenzio e l'isolamento in cui si chiude Estha, che nemmeno la sorella osa spezzare, è forse l'unica risposta possibile, almeno fino ad oggi, a questa società così impermeabile, pur nell'apparente rapida evoluzione del costume.

A cura di Wuz.it

  • Arundhati Roy Cover

    (Assam 1961) scrittrice, saggista e attivista indiana. Ha esordito sulla scena letteraria nel 1997 con il romanzo d’ispirazione autobiografica Il dio delle piccole cose (The god of small things, vincitore del Booker Prize), ambientato nel Kerala degli anni ’70, dove convivono intoccabili, comunisti, indù, cattolici, intellettuali, turisti e imprenditori; attraverso le vicende di una famiglia la narrazione ricostruisce quelle più generali di una nazione, le tradizioni culturali e i cambiamenti portati dal contatto con l’Occidente, e spostandosi di continuo dal presente al passato assume tratti epici. Il suo secondo romanzo è Il mistero della suprema felicità, edito nel 2017.Indirizzatasi all’attivismo politico e pacifista, è diventata... Approfondisci
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