Dio perdona... io no

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Paese: Italia
Anno: 1967
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L'unico superstite di una rapina ad un treno indica a due cacciatori di taglie il nome del responsabile.
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    Ali

    23/09/2019 14:49:30

    Cat Stevens detto Doc è un pistolero e un giocatore, che campa girando da un posto a un altro giocando a carte nei saloon; una sera, accampatosi all'aperto, viene raggiunto da una sua vecchia conoscenza, Hutch Bessy detto Earp, pistolero assunto da una compagnia di assicurazioni. Earp sta indagando sul furto di 300.000 dollari in oro da un treno che portava una spedizione per conto di una banca; apparentemente i responsabili hanno assaltato il treno in un certo punto e poi si sono allontanati col bottino in una direzione, dopo aver ucciso tutti i passeggeri; ma Earp è riuscito a parlare con un testimone sopravvissuto abbastanza per dirgli la verità

  • Produzione: General Video, 2012
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 109 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: interviste: Interviste a Bud Spencer, Terence Hill, Alessandro Colizzi; biografie
  • Terence Hill Cover

    "Nome d'arte di Mario Girotti, attore e regista italiano. Di madre tedesca e padre italiano, trascorre l’infanzia a Dresda, in Sassonia. Debutta nel cinema a dodici anni in Vacanze con il gangster (1952) di D. Risi, poi partecipa a film assai diversi tra loro (da Gli sbandati, 1955, di F. Maselli, a La grande strada azzurra, 1957, di G. Pontecorvo, da Le meraviglie di Aladino, 1961, di H. Levin e M. Bava, a Il Gattopardo (1963) di L. Visconti, spesso in ruoli secondari, per potersi pagare gli studi classici. Negli anni ’60 soggiorna in Germania dove è impegnato in alcuni film western e di avventura. Nel 1968 interpreta l’ironico spaghetti-western Dio perdona... Io no! di G. Colizzi. Si tratta di un film cruciale: durante le riprese in Almeria incontra L. Hill, che sposa e da cui prende il... Approfondisci
  • Bud Spencer Cover

    Nome d'arte di Carlo Pedersoli, attore italiano. Campione di nuoto, trascorre alcuni anni in Sud America e – tornato in Italia – si laurea in giurisprudenza, prima di debuttare sul grande schermo come comparsa in Quo vadis? (1951) di M. LeRoy. Scelto dal regista G. Colizzi, abbandona definitivamente lo sport (nel 1952 aveva partecipato alle Olimpiadi di Helsinki come nuotatore e giocatore di pallanuoto), cambia nome nel 1967 e si dedica al cinema, recitando accanto a T. Hill nei western I quattro dell’Ave Maria (1968) e Dio perdona... io no! (1968), entrambi di Colizzi. In Lo chiamavano Trinità... (1970) e Continuavano a chiamarlo Trinità... (1971) di E.B. Clucher, la coppia Hill-Spencer modifica pro­fon­da­men­te il western all’italiana, che si allontana sempre più dal modello americano e... Approfondisci
  • Frank Wolff Cover

    Attore statunitense. Esordiente negli Stati Uniti, è il cinema italiano a offrirgli un ruolo da protagonista (Salvatore Giuliano, 1962, di F. Rosi) sfruttandone la dura e un po' tenebrosa fisionomia e una vigorosa drammaticità (Il demonio, 1963, di G. Rondi). Versato all'azione corale (Le quattro giornate di Napoli, 1962, di N. Loy) e all'isolamento tragico (Il processo di Verona, 1963, di C. Lizzani), diviene icona dello spaghetti-western: nella produzione seriale (Ringo, il volto della vendetta, 1966, di M. Caiano) e nel filone farsesco (Dio perdona... io no!, 1968, di G. Colizzi), nell'afflato realistico (Il grande silenzio, 1967, di S. Corbucci) e nel ritmo leggero (I tre che sconvolsero il West, 1969, di E.G. Castellari). Tornato sui banditismi isolani (Barbagia - La società del malessere,... Approfondisci
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