Editore: Il Saggiatore
Collana: La cultura
Anno edizione: 2016
Pagine: 341 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788842822448
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    Massimiliano Sardina su "Amedit"

    26/11/2016 18:48:42

    Per descrivere efficacemente il gorgo fagocitante del contemporaneo l’esperto di comunicazione visiva Marco Magurno prende a prestito il vortice perenne e immenso descritto da Poe nel racconto Una discesa nel Maelström (1833). Nel racconto di Poe il marinaio fissa il vortice e ne è attratto. Il vortice incorpora e distrugge navi, tronchi, barili, casse, e con la stessa indifferenza incamererebbe esseri umani. Preda di un misterioso delirio il marinaio è agito da una curiosità temeraria che travalica la paura. Nel marinaio che contempla il Maelström Magurno individua una prefigurazione dell’uomo contemporaneo rapito dalle immagini della rete. Chiamato a interagire con un mondo sempre più iperconnesso, l’uomo contemporaneo è continuamente esposto a una sovrastimolazione, un bombardamento di messaggi e di richiami in perenne riformulazione che mette a dura prova la sua comprensione della realtà. Parliamo di una tecnologia invasiva e pervasiva, tutt’altro che accessoria. Una tecnologia che va sempre più configurandosi come una protesi del nostro sistema nervoso, parte integrante e connotante. Diorama di Magurno è un saggio soprattutto visivo, che si serve intelligentemente di immagini per decriptarne le stratificazioni di senso; offre un’istantanea lucida e particolareggiata di questa nostra contemporaneità isterica e sovraccarica e, sulla scia di quanto paventato negli anni Sessanta da McLuhan, impronta inquietanti scenari futuribili nei quali «stufi di essere visti, i diorami vollero vedere». In quanto contemporanei ci è impossibile sottrarci alle seduzioni del Diorama, ma emulando il marinaio di Poe possiamo pur sempre operare quel famoso distacco e osservare, a debita distanza, il temibile gorgo senza esserne irrimediabilmente fagocitati. (dalla recensione su "Amedit")

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