Disobbedienza civile - Valentina Abaterusso,Hannah Arendt - ebook

Disobbedienza civile

Hannah Arendt

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Traduttore: Valentina Abaterusso
Editore: Chiarelettere
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 323,6 KB
Pagine della versione a stampa: 96 p.
  • EAN: 9788861909120
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Tre motivi per leggerlo: Perché è un libro che non ti aspetti:
una meditazione sul dissenso, che parla però molto di consenso
e propone una collocazione costituzionale dei gruppi
di protesta.

Perché Hannah Arendt racconta di Socrate, Thoreau e della
Rivoluzione americana per tracciare la differenza che corre tra
disobbedienza civile e obiezione di coscienza.

Perché è un piccolo, prezioso manifesto sulla partecipazione
attiva, contro la dittatura dei politici e le prepotenze dei governi.

Chi sa di poter dissentire sa anche che, in qualche modo, quando non dissente esprime un tacito assenso.”
Hannah Arendt

       
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    giulia

    15/05/2020 15:00:53

    Neanche a dirlo, un capolavoro. Sicuramente un testo che stimola una riflessione profonda, seppur in pochissime pagine (purtroppo). Sarebbe da leggere in tutte le scuole

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    Maria31

    22/09/2019 12:54:54

    Il focus preliminare di questo piccolo testo è sulla differenza esistente tra obiezione di coscienza e disobbedienza civile. La prima è un atto sostanzialmente individuale, mentre la seconda investe la sfera del collettivo. La seconda, tuttavia, necessita di una collocazione istituzionale per ovviare alle inerzie di intere fette di popolazione: quando uno è posto in grado di esprimere il dissenso, il non farlo significherebbe necessariamente assentire. La disobbedienza civile è tale, ed è atto politico, nel momento in cui combatte le diseguaglianze, sorvegliando con rigore eventuali attacchi all’albero della libertà. Disobbedienza civile pure significa assumersi le responsabilità di certi atti di dissenso: e ciò dovrebbe necessariamente prescindere dalle aspettative e dai risultati. Va da sé che la disobbedienza possa risultare efficace soltanto se praticata collettivamente. Meriterebbe (consiglierei) un approfondimento a parte la (sulla) figura di Norman Cousins (citato dalla Arendt in una nota del suo libro), anche a proposito dei casi da lui individuati come suscettibili di applicazione di una legge superiore totalmente laica. Per esempio, la supremazia della pace sull’economia. Molto interessanti i passaggi concettuali che scaturiscono dall’analisi di Socrate e Thoreau. Nonostante tutti i concetti riportati dalla filosofa ritengo questo un buon punto di inizio alla sua filosofia.

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    Anna

    11/03/2019 21:57:15

    Discorso tenuto a un convegno della Bar Association, “Disobbedienza civile” riprende il tema di Thoreau e ne dà una trattazione breve, ma approfondita e specifica. Hannah Arendt procede innanzitutto a definire cosa si intenda per Disobbedienza civile, quali siano le caratteristiche di questa forma di protesta. L’aspetto più importante della sua riflessione è che ne chiede l’integrazione costituzionale. La legge può integrare soltanto ciò che è già pratica, e come praticare/protestare? Con una forma di Disobbedienza civile costituzionale che eviti la punizione. Una lettura illuminante dal punto di vista del funzionamento del diritto (ma soprattutto di quello americano, per forza di cose).

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    Martina

    18/09/2018 13:01:10

    In quest'opera Hannah Arendt analizza il fenomeno della disobbedienza civile partendo dal contesto sociale a lei contemporaneo, i moti degli anni '60, offrendo allo stesso tempo una riflessione ancor oggi attuale sulla società democratica e e sul consenso. Ne consiglio vivamente la lettura a chiunque voglia approfondire questi temi.

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  • Hannah Arendt Cover

    Filosofa tedesca. Formatasi nelle università di Marburgo, Friburgo e Heidelberg, ebbe come maestri Heidegger, R. Bultmann e K. Jaspers.Di origini ebraiche, nel 1933 emigrò in Francia, per poi trasferirsi negli Stati Uniti nel 1940.I suoi principali interessi si sono orientati sull’agire politico, inteso come dimensione pubblica dell’esistenza umana.In "Le origini del totalitarismo" (1951), la Arendt ricostruisce il processo storicoche ha condotto alle dittature europee e alla seconda guerra mondiale; i momenti decisivi di tale processo (antisemitismo, imperialismo e trasformazione plebiscitaria delle democrazie) sono interpretati come effetti di una complessiva de-politicizzazione della cultura moderna."Vita activa" (1958) propone l’e1aborazione in termini filosofici... Approfondisci
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