Traduttore: D. Tortorella
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 20 settembre 2006
Pagine: 226 p., Brossura
  • EAN: 9788845920943
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Descrizione
Hermann, un russo di ascendenze tedesche che vive a Berlino, durante un viaggio d'affari a Praga si imbatte in un vagabondo la cui fisionomia gli sembra del tutto identica alla sua. Irrequieto, insoddisfatto dell'insulsa routine, Hermann concepisce un piano criminale: stipulata un'ingente assicurazione sulla vita, induce il barbone a uno scambio di abiti, dopodiché lo uccide. In attesa di incassare l'assicurazione con l'aiuto della moglie, rimane nascosto in un villaggio dei Pirenei, dove tuttavia si rende conto che il suo piano perfetto è miseramente fallito.

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    Anderson Ventura

    21/09/2018 07:53:25

    Servo buffo della parola, Nabokov si conferma, anche in questo racconto-farsa-divertissement-sberleffo ai "padri" venerandi ma, almeno da lui, affatto venerati (Turgenev e Dostoevskij su tutti), raffinato giocoliere, abilissimo acrobata in bilico tra narrativa e metaletteratura, con un occhio costante alle sensazioni, ai suoni, ai colori (ai quali le parole di N. aderiscono come un velo sottilissimo, come una seconda pelle). Impossibile trarre un film da questo "romanzo" come, forse, da tutti gli altri di N.: le parole, sulla punta della sua penna, acquistano una levità, un'ambiguità tali da essere in grado di evocare, affermare, smentire, confondere, ubriacare, nel giro di qualche riga; nessuna immagine può essere appiccicata addosso a quelle parole, se non con l'effetto di togliere loro ogni grazia, caricandole di un peso che le loro ali non sono in grado di portare. "Disperazione" appassiona, trascina e travolge, senza però raggiungere le vette de "La vera vita di Sebastian Knight" (il romanzo, tra quelli di N. che ho letto, che, forse, più gli somiglia). Molto bello!

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    Giuseppe Russo

    20/02/2015 10:33:58

    Pur non essendo un lavoro perfetto, l'intensità con cui Nabokov sente e affronta in queste pagine il tema classico del "Doppelgänger" è tale da permettere di considerare senza remore «Despair» il classico che sostituisce nel XX secolo «Il sosia» di Dostoevskij. Quasi cento anni separano i due libri e l'angoscia da perdita di identità ha assunto tonalità e sfumature molto diverse, che presumibilmente il giovane Nabokov (che scrive questo libro in russo quando ha poco più di 35 anni) doveva avvertire sulla propria pelle, prima di raggiungere una stabilità autoriale in America. Fassbinder ne ricavò un ottimo adattamento cinematografico nel 1978, senza perdere nulla dell'eleganza con cui l'orrore si fa avanti nella trama ma anzi intensificandola con delle inquadrature da dramma psicologico.

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    Zenzo

    25/02/2012 00:47:37

    I romanzi di Nabokov sono sempre balzane sorprese. Le trame talvolta possono essere povere di particolari eventi, addirittura banali; sono storie senza contenuto morale, privi della pretesa di instillare nel lettore una lezione moraleggiante o una massima filosofica che inducano a riflettere su circostanze della nostra vita(come fanno tutti i grandi romanzi). E allora dov'è il bello di leggere romanzi di questo autore? Semplicemente nel gioco; perché la letteratura per Nabokov sembra essere questo: uno spassoso, sperimentale, infinito divertimento. Un'ironia costante serpeggia fra le righe, una prosa di una eleganza fastosa ma scorrevole asservita a personaggi peculiari e indimenticabili, a situazioni improbabili e originali nella loro ordinarietà. Con la forza tempestosa della prosa ed un'immaginazione vivace e multiforme, il piombo, nelle sue abilissime mani, diventa oro! Un autore assolutamente U-N-I-C-O

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    giuseppe

    29/10/2009 16:44:45

    Testo scorrevolissimo si legge di un fiato,con "Lolita" ho dovuto fare più attenzione. In questo libro c'è tutto il fantasma di Dostoevskij anche se Nabokov non l'ha mai potuto sopportare

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    FRANCESCO

    03/08/2008 20:16:20

    Il miglior Nabokov dopo Lolita.Non li ho letti tutti,ma ho trovato questo romanzo più "leggibile" rispetto a "l'occhio", "la difesa di Luzin" e a "Pnin".

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    Massimo

    11/06/2007 23:22:07

    Gran libro: raffinato, elegante, scorrevole e scritto bene. Oltre all’originalità della trama, quello che cattura è soprattutto il crescendo della tensione narrativa: morbido, sornione e senza strappi Nabokov sembra divertirsi a spingere il lettore a seguire gli sviluppi del malessere e degli squallidi progetti del protagonista della storia. Consigliatissimo.

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    G.L.'86

    16/03/2007 08:32:38

    Chiaramente! Est superbe. Raffinatezza di scrittura trascelta fra le perle letterarie più refined: tuttavia, spettacolare gioco, funambolo di forme, non certo il migliore fra i romanzi di Nabokov. Il ben più complesso "Pale Fire" (Fuoco Pallido) è probabilmente the best: ciò non toglie che la lettura di "Disperazione" sia imprescindibile, e formalmente modello di perfetta "Letteratura" con la "L" maiuscola.

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    manuela

    11/12/2006 09:56:32

    Scritto superbamente: da leggere!

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    Massimo

    19/11/2006 16:36:30

    Ho appena letto questo libro e non capisco perché non ci siano ancora commenti. Il libro é un ca-po-la-vo-ro!!! Fidatevi, leggetelo, é spettacolare. Un gradino sotto Lolita (irraggiungibile), peró uno dei libri piú appassionanti e intelligenti che abbia mai letto.

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