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Anno edizione: 2017
Pagine: 240 p. , Rilegato
  • EAN: 9788893880015

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Gialli storici

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«Da che il primo uomo aperse gli occhi, e conobbe ch’era ignudo, procurò di celarsi anche alla vista del suo Creatore; così l’arte di nascondere nacque col mondo stesso.»

Un thriller machiavellico. Questa è, probabilmente, la miglior definizione che si potrebbe dare di Dissimulatio, il nuovo capitolo della prolifica saga firmata Monaldi & Sorti con protagonista il cantore castrato Atto Melani. Ci sono tutti gli elementi, infatti, che hanno reso famoso il Principe e tutta quella floridissima pubblicistica di Cinque/Seicento (Guicciardini, Botero, Settala, Hobbes, Bossuet…) sul principato, la morale e la ragion di stato: omicidi, corruzione, tradimenti, ogni tipo di violenza per un unico fine, quello di conquistare, accrescere o mantenere il potere.

Ed è proprio attorno a un libro di questo genere che si sviluppa la storia di Monaldi & Sorti, una storia fatta di intrighi, segreti e cortigianerie che non a caso si svolge alla corte di una delle nazioni più potenti del XVII secolo, la Francia del cardinal Mazzarino. In un periodo in cui il potere del cardinale sembra destinato a indebolirsi sempre di più fa infatti la sua comparsa uno strano e misterioso fascicoletto, il cui cinico autore sembra avere idee molto, ma molto precise su cosa occorra fare per soddisfare la ragion di stato…

Tra un tentato omicidio (quello di Malagigi, maestro e rivale di Atto), una biblioteca violata e una sacra reliquia di triste memoria, Atto, il suo segretario e la seducente Barbara Strozzi si mettono alla ricerca del libro da cui provengono quelle poche pagine, incappando in bibliotecari sonnacchiosi e vanagloriosi, astuti uomini di finanza e cortigiani sempre attenti al proprio tornaconto. Un romanzo quindi ricco di eventi e imprevisti, raccontati uno dopo l’altro con velocità fulminea e spiazzante, che non concede mai al lettore un momento di tregua.

Tra l’altro, ed è la particolarità del romanzo, il segretario-narratore si esprime in pieno stile del Seicento: uno stile quantomeno bizzarro nella scelta di vocaboli e metafore, ma molto, molto divertente da leggere (fortunatamente, gli autori non raggiungono mai l’ampollosità dell'introduzione manzoniana). E non preoccupatevi, inoltre, se non ricordate perfettamente gli avvenimenti storici a cui si fa riferimento: Monaldi & Sorti infatti completano il loro romanzo con un’appendice storica corposa ma di facile lettura, con le prime pagine dell’opera lirica La Falsa Pazza (edizioni 1641 e 1645) e con un breve ma esaustivo elenco dei personaggi.

Recensione di Elena Malvica