Divorziare con stile

Diego De Silva

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2017
Pagine: 392 p., Brossura
  • EAN: 9788806233310
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Recensioni dei clienti

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    biribettina

    25/10/2017 12:39:52

    e bravo il nostro Malinconico che ci fa entrare ancora una nell'illogica logica della sua vita. consigliato

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    n.d.

    20/10/2017 12:19:37

    Geniale e con uno stile eccellente. Intelligenza, ironia e profonda conoscenza dell'animo umano

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    Leonardo de Chanaz

    13/10/2017 03:12:41

    Avevo bisogno di distrarmi e Diego De Silva ci riesce, L'ho letto piano, piano e me lo sono gustato. Come una serie di sketch, sono più divertente dell'altro, tutti immersi nella nostra civiltà dell'iphone mescolati al caos delle città del sud. Il libro è leggero e comico. Lo consiglio.

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    anna ucci

    07/10/2017 09:01:21

    Ormai sono diventata Malinconico-dipendente, al punto che vorrei fosse un mio amico per potergli telefonare ogni volta che mi va e farmi due risate o anche una tirata polemica delle sue (e/o delle mie!)....Quoto!

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    mosic100

    04/10/2017 18:21:23

    dalla prima pagina ho iniziato ad amare Malinconico...sono avvocato anche io e forse per questo apprezzo particolarmente l umorismo collegato al mondo dei tribunali. Davvero una piacevole lettura!

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    Pino

    26/09/2017 17:01:52

    Non riuscivo a smettere di leggerlo... Molto divertente. Anche quando si parla di problemi seri. L'unica cosa che mi innervosisce è che, come con il Montalbano di Camilleri, l'avvocato Malinconico prima o poi "cede" a qualche bella donna che lo tampina! Invidia!

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    misselisabethbennet

    08/09/2017 14:38:21

    Non sarà il Vincenzo Malinconico dei precedenti romanzi ma è pur sempre un gran bel tipo... Le scenette con Benny, con Gaviscon e la Veronica Tarallo sembra quasi di vederle dal vivo e al solito mi son trovare a ridere da sola come una pazza. Per me vale !!!!

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    Sempre coinvolgente

    07/09/2017 15:12:09

    Adoro De Silva: non mi delude mai. Malinconico lo adoro e le sue tribolate vicende mi fanno sempre sorridere. La sua scrittura è sempre raffinata e pungente. Sempre sempre bravo

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    aldo.lanciano

    29/08/2017 08:15:23

    Sono rimasto molto deluso dall'ultimo libro di De Silva. In effetti, dopo un inizio brillante e divertente, il libro si appesantisce divagando su storie e personaggi secondari piuttosto inverosimili e comunque del tutto slegati dalla vicenda principale. Valga per tutti l'episodio della cena tra ex compagni di scuola su cui l'Autore si sofferma a lungo con una descrizione abbastanza noiosa e scarsamente interessante dei vari protagonisti e delle loro vicende personali. Quanto all'avv. Maliconico, da personaggio simpatico e brillante, finisce via via per diventare una figura un po' pedante per la sua continua voglia di apparire sempre originale nei suoi comportamenti. L'originalità, la simpatia, l'umorismo vanno somministrati a piccole dosi per non incorrere nel vecchio adagio che il troppo stroppia. E' proprio questo è il difetto del libro.

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    Saverio

    16/08/2017 07:16:52

    Non mi è piaciuto. A differenza di 'Non avevo capito niente' e di 'Terapia di coppia per amanti', che ho trovato esilaranti e sottili, questo lavoro di De Silva non mi entusiasma e non mi convince. Il turpiloquio come artificio retorico non funziona. Bocciato.

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    gasalbe

    15/08/2017 12:34:24

    Molto bello. Non puoi non fare il tifo per Malinconico.

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    lucy

    06/08/2017 17:28:10

    Primo libro di De Silva che leggo, e penso che presto sarà seguito anche da altri titoli dell'autore. Vincenzo Malinconico è il personaggio centrale, un avvocato un po' surreale, un po' cialtrone, un po' filosofo, un po' fatalista. Mi è piaciuta la sua ironia come una sottotraccia, presente in tutto il dipanarsi della storia, la sua bella psicologia, che gli calza come un guanto, la storia che racconta, attorniato da figure assolutamente verosimili, e non è poco nella selva di libri sul mercato, che straripano di caratteri improbabili, quando non irritanti. L'ho letto sorridendo, qualche volta ridendo, presa dalla storia, semplice ma ben congegnata, e dai personaggi di sfondo, tutti a fuoco. ho comprato sulla fiducia un altro titolo dell'autore, non vedo l'ora di leggerlo. Consigliatissimo anche per chi ha voglia di una bella scrittura.

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    katia

    11/07/2017 19:52:03

    Quanto mi sei mancato avvocato Malinconico!!!!! Un libro bellissimo,ironico,coinvolgente,ricco di sfumature che soltanto uno scrittore come Da Silva può regalarci. Mi è dispiaciuto terminarlo,perchè adesso sono di nuovo prigioniera della sua mancanza.Diego,ti prego,non lasciarci a lungo senza il nostro avvocato!!!!

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    Ombretta

    04/07/2017 14:00:16

    Malinconico non si smentisce mai. Lui è un pò tutti noi ma solo fino ad un certo punto perchè per lui "comunque vada sarà un successo". Nella vita di tutti i giorni tanta fortuna è proprio rara. Ma leggere Diego De Silva è sempre un piacere.

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    Danilo G.

    20/06/2017 14:49:56

    Divertentissimo e molto profondo. Un capolavoro di leggerezza.

Vedi tutte le 15 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione
Salvo rare eccezioni, i giudici di pace, io, non li posso vedere. Non è che abbia qualcosa contro di loro. Cioè, sì. È istintivo generalizzare, quando una categoria occasionalmente rappresentata da un cretino ti manda in bestia. E ve lo dice uno che appartiene a una categoria notoriamente bistrattata. Ma è chiaro che non puoi sparare a una classe intera per farne fuori qualcuno. Prendete i tassisti. Dice: Ce l'hai coi tassisti? No. Ma se la tua esperienza tassistica include una quota considerevole di tassisti stronzi, è probabile che sarai portato a pensare che la stronzaggine sia molto diffusa tra i tassisti. Senza che questo significhi che tutti i tassisti sono stronzi. Io, p. es., ho visto dei tassisti a Napoli - lo giuro - che raccomandavano ai turisti intronati cu togliersi il Rolex. Mi è addirittura successo, una sera che non sapevo più dov'ero, di prendere un taxi per disperazione (quelle sere in cui cerchi via Raspoli o Respoli, in quei quartieri labirintici che a una certa ora, neanche tarda, inspiegabilmente si svuotano, e benché tu sia quasi convinto che via Raspoli o Respoli sia dietro l'angolo, appena giri l'angolo via Raspoli o Respoli non c'è, e non c'è neanche un'anima a cui chiedere, anzi l'intero quartiere è sprofondato in un silenzio innaturale e vagamente satanico, così imbocchi una serie di stradine tutte uguali fra loro e continui a vagare finché ti dici che forse se8i tu che ricordi male perché la via non si chiamava Raspoli e nemmeno Respoli ma Rispoli, che però era il cognome del tuo professore di Applicazioni alle medie, al che sei disposto a pagare qualcuno, cioè un tassista, perché ti salvi da quell'incubo e ti conduca in via Raspoli o Respoli o Rispoli, se non altro per dimostrarti che esiste), e così quella volta appena ho visto passare un taxi l'ho fermato, ho comunicato la destinazione al tassista e quello s'è voltato e mi ha detto: «Guardi che via Fratelli Ruspoli è la seconda a sinistra, saranno trecento metri, se la faccia a piedi che risparmia». Questo per quanto riguarda le debite eccezioni.