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Descrizione


Nella sua inesausta lotta contro la stupidità umana, Flaubert compose un "Dizionario dei luoghi comuni", cioè delle opinioni che per la loro stessa banalità comportano l'adesione del maggior numero di persone. "Vi si troverà, in ordine alfabetico, su tutti gli argomenti possibili, tutto ciò che bisogna dire in società per essere un uomo come si deve e amabile". In realtà, la persona pensante non dovrebbe mai pronunciare uno di questi luoghi comuni.
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2009
Tascabile
9788817029834

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OskarSchell
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Simpatico, ironico... ma se ne puo' fare benissimo a meno.

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La recensione di IBS

In questo irresistibile prontuario si troverà "per ordine alfabetico, su tutti i soggetti possibili, tutto ciò che bisognerebbe dire in società per essere un uomo amabile".Flaubert demolisce con la sua ironia il conformismo della buona società, dominata dall'abitudine e dallo stereotipo delle "idee chic". Non un romanzo, dunque, ma un inventario scritto con la freddezza impietosa di un compilatore: perché i luoghi comuni, i cliché della conversazione, passano di bocca in bocca e non hanno mai un protagonista.Lo scopo dell'impresa è chiaro, al punto che Flaubert ammonisce: "Bisognerebbe che una volta che lo si fosse letto, non si avesse più l'ardire di parlare, per paura di dire, senza darsene conto, una delle parole che vi si trovano."Invece, rileggendo il Dizionario flaubertiano, Michele Serra, odierno e brillante fustigatore di costumi, vi ritrova dopo centocinquant'anni tante espressioni ancora in uso, definizioni stupide "intatte come i mobili dei bisnonni".Perché il luogo comune si nutre della polvere del tempo: di ripetizione in ripetizione, passa attraverso i secoli e rimane intatto. Il catalogo di Flaubert è lì a dimostrarcelo, spaziando dalla passione per l'America ("Comunque esaltarla, soprattutto quando non ci si è stati") a quella per il gossip e le celebrità ("Informarsi di ogni minimo particolare della loro vita intima in modo da poterle denigrare"), dalla filosofia cristiana ("Ha liberato gli schiavi") a quella evoluzionista ("Secondo cui discendiamo dalla scimmia"), dai dentisti ("Tutti bugiardi") agli operai ("Sempre onesto quando non fa sommosse").La superba rivalsa dello scrittore francese sulla borghesia benpensante non risparmia nessuno, né ieri né oggi: i moralisti bacchettoni e le loro convenzioni affollano ogni tempo e ogni latitudine.Il catalogo può essere esteso per pagine e pagine, ognuno troverà i suoi stereotipi da aggiungere alla lista. Ma se siamo già sul punto di inveire contro i tempi moderni e i luoghi comuni dei giorni nostri, contro i salotti bene e la comunicazione di massa, vale la pena di restare all'erta: anche il lettore più avvertito non può abbassare la guardia. La stupidità contamina tutti, ci dice Flaubert, e nessuno può dirsene esente una volta per sempre.

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Conosci l'autore

Gustave Flaubert

1821, Rouen

È considerato l'iniziatore del Naturalismo nella letteratura francese ed è conosciuto soprattutto per essere l'autore del romanzo Madame Bovary e per l'accusa di immoralità che questa opera gli procurò.Secondogenito dei tre figli del chirurgo primario di Rouen, Flaubert mostrò precocissimo talento per la scrittura, nella cui pratica cominciò a cimentarsi fin dall'adolescenza.Nel 1836, mentre passeggiava sulla spiaggia di Trouville, conobbe Élisa Foucault, una donna sposata che sarà oggetto della mai soddisfatta passione della sua vita, ispirandogli in seguito uno dei suoi romanzi più famosi, L’educazione sentimentale.Iscrittosi nel 1840 alla facoltà di legge dell'Università di Parigi, Flaubert ne seguì...

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