Recensioni Dodici rose a Settembre

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    25/10/2020 09:41:13

    Storia leggera e appassionante. Lo consiglio.

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    02/10/2020 13:47:08

    Questo libro di De Giovanni mi ha delusa. Ho trovato una prosa banale con qualche punta di comicità, ma anche di volgarità, sullo sfondo di una Napoli stereotipata. Il personaggio di Mina Settembre su queste basi non decolla. E' un peccato perché la trama non sarebbe stata male. Spero di ritrovare in futuro l'originalità e l'eleganza proprie dello stile dell'autore.

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    28/09/2020 16:29:17

    Non potevo non fare conoscenza con Mina Settembre. Perchè conosco già ( e bene) Ricciardi, i Bastardi;(non ancora Sara) e, soprattutto, conosco un autore che non mi ha mai deluso. Mina è particolare, umana e simpaticissima, così come i personaggi che ruotano attorno a lei e ricreano un'altra scena, un altro mondo di De Giovanni. Questa volta con più humor, simpatia; con la verve tipica napoletana che ti rende subito "felice". Nello specifico, la storia è - come sempre incalzante - e, in particolare, un colpo di scena da maestro mi ha fatto leggere e rileggere "quel" passo specifico del racconto. Prima ancora di finirlo, sono corsa in libreria per prendere il secondo volume della serie. Grazie Maurizio!!

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    21/08/2020 14:44:52

    Ho letto questo libro perché il personaggio di Mina Settembre, finora apparso solo in due racconti delle antologie "... in giallo" di Sellerio, mi era sembrato non solo nuovo, rispetto agli altri dello stesso autore, ma soprattutto promettente. A lettura conclusa devo però rilevare una certa insoddisfazione. In primo luogo mi sembra che l'autore non sia riuscito compiutamente a trasformare e riversare nel formato "romanzo" le varie componenti che caratterizzavano i due racconti. Il "salto" avrebbe dovuto implicare, secondo me, un maggiore approfondimento dei personaggi, invece essi sono rimasti ad un livello che di poco supera la macchietta e la loro definizione non è affatto progredita, anzi, al contrario, si è involuta, perché si è limitata all'insistenza su pochi tratti caratteristici, e sempre negli stessi termini. Analogamente, anche la componente umoristica (che pure non è mai stata uno dei punti di forza dell'autore) avrebbe dovuto trovare una migliore realizzazione, un maggiore equilibrio rispetto alle altre tematiche del romanzo (il problema sociale dei maltrattamenti in famiglia e la trama gialla della serie di omicidi preannunciati da una dozzina di rose rosse). Non è riuscita invece, nella maggior parte dei casi, ad innalzarsi dal livello di forzata costruzione che non riesce nell'intento. In secondo luogo ho percepito per tutto il tempo della lettura una sensazione di esagerazione: esagerati il modo e la frequenza con cui De Giovanni sottolinea la procacità del seno di Mina; esagerata l'insistenza del paragone tra le sembianze del ginecologo che lavora presso lo stesso consultorio della protagonista e Robert Redford (e sempre negli stessi termini); esagerata la tipizzazione delle amiche e della madre di Mina, del portiere, del ginecologo stesso; esagerata la facilità con cui viene risolto il caso dei maltrattamenti in famiglia. Una lettura di intrattenimento, insomma, e niente di più; ma da questo autore è lecito aspettarsi ben altro, secondo me.

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    09/08/2020 15:24:37

    [Estratto dal Blog] [...] Mina Settembre è un’assistente sociale in un consultorio nel cuore dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Un lavoro mal pagato, ma che la impegna e soddisfa professionalmente. Ha quarantadue anni e, dopo il divorzio, è tornata a vivere con la madre, il suo “Primo problema”, il peggiore dei due. Concetta, la mamma, è una di quelle persone che se s’incontrasse nella realtà sarebbe una conoscenza odiosissima, ma che, invece, nel romanzo diventa uno dei personaggi più esilaranti. Con la sua sedia a rotelle, il cui cigolio ritmico ricorda a Mina di volta in volta una canzone, si aggira per casa tormentando la figlia.[...]Altro personaggio spassoso è Rudy Trapanese, il portiere [...]C’è poi il ginecologo del consultorio, Domenico “Chiamami Mimmo”, che alla protagonista ricorda Robert Redford,[...]Parallelamente si sviluppa un’altra storia che sembra svincolata da quella di Mina: il Pubblico Ministero De Carolis, rigido ed esageratamente serioso, e il maresciallo Gargiulo indagano su una serie di omicidi che hanno in comune la presenza, sul luogo del delitto, di dodici rose rosse.[...]Due piani narrativi differenti che per tutto il romanzo sembrano essere slegati tra loro. Come si collegano le vicende di Mina con quelle del magistrato De Carolis? Riuscirà quest’ultimo a risolvere gli omicidi e a catturare l’assassino? Ovviamente potrete scoprirlo solo leggendo “Dodici rose a Settembre”. Un breve romanzo giallo che si legge velocemente, intriso d’ironia e sarcasmo, dove i personaggi sono ben tratteggiati. Una storia gradevolissima, uno stile ineccepibile, scorrevole e brillante, uno di quei libri che quando chiudi l’ultima pagina ti trasmettono un senso di soddisfazione e benessere.

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    22/07/2020 11:43:35

    "Nè credeva all'ineluttabilità del destino, Mina. Il destino si costruisce, si determina e si piega alla volontà umana. Non esiste il piano inclinato, la via obbligata è il rifugio di chi non ha la forza di reagire, sosteneva quando si trovava impelagata discussioni del genere. E tuttavia c'era qualcosa di superiore, di soprannaturale in cui non si sentiva di fare a meno di credere. E ci credeva con tutte le forze, con la rassegnazione e la dedizione di chi ha avuto numerose univoche prove a sostegno della propria fede. Mina credeva nella Giornata di merda" Gelsomina Settembre, detta Mina ha quarant'anni, è divorziata ( dal magistrato De Carolis), fa l'assistente sociale, lavoro che la pone dinnanzi a situazioni sempre difficili e improbabili, per l'Asl in un fatiscente palazzo dei #quartierispagnoli di #Napoli. Ecco chi è la nuova protagonista (anche se poi nuova non è essendo comparsa in racconti precedenti) del romanzo #dodiciroseasettembre che @mauriziodegiovanni ci regala e che, mette subito alla prova con due "guai" diversi tra loro ma entrambi pericolosi: i maltrattamenti subiti dalla mamma della piccola Flor che però non vuole assolutamente denunciare il marito e un serial killer che sta "operando" da qualche tempo a Napoli che uccide le sue vittime dopo aver fatto recapitare loro in dodici giorni Dodici rose rosse e che si fa sempre più vicino alla nostra protagonista, la quale ne ignora completamente dinamiche e motivo. Gli omicidi del serial killer all'inizio non sembrano aver collegamenti tra loro, ma poi... Non c'è che dire Maurizio De Giovanni non si smentisce mai e riesce a regalarci una storia coinvolgente, ricca di personaggi unici in una Napoli chiassosa, divertente, sempre pronta ad aiutare gli altri. Un libro in cui unisce magistralmente giallo e commedia non deludendo i suoi lettori neanche questa volta che anzi non vedono l'ora rincontrare Mina e il suo buffo gruppetto di amici il più presto possibile.

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    14/07/2020 13:41:36

    Libro godibilissimo che unisce passione e indagine investigativa con lo sfondo di una Napoli che è di per se' oggetto di romanzo. Se non è arte è alto artigianato

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    16/05/2020 19:50:03

    Gelsomina Settembre, protagonista di questo romanzo di Maurizio De Giovanni, è la sorella minore dei personaggi di De Giovanni, che l’hanno preceduta nel parto della fantasia dello scrittore napoletano. Come in quei romanzi, anche qui la vera protagonista assoluta non è Mina Settembre, assistente sociale, che sbarca il lunario tentando disperatamente di far funzionare un presidio sociale in uno dei quartieri più sgangherati della città. La vera signora del libro è Napoli. La Napoli dove la gente non va dall’assistente sociale per avere sussidi, ma sopratutto le mamme ci vanno per chiedere che le istituzioni scolastiche la smettano di infastidirli, pretendendo che i piccoli di casa frequentino la scuola: forse non è chiaro a quegli sfaccendati operatori di cultura che a casa loro sono i piccoli a procacciare i mezzi di sostentamento. In quale modo, non è essenziale saperlo. Una città dove deve essere non un adulto, sotto qualsiasi veste, anche di un vicino di casa o di un parente, di un prete o di un insegnante, ma una bambina di pochi anni a preoccuparsi, a prodigarsi, a industriarsi, a cercare il modo di evitare il più spietato dei femminicidio, quello della propria madre. Il tutto, condito con ironia, sarcasmo, umorismo involontario o meno, costante arte di arrangiarsi, abitudini deleterie, giornate all’insegna di…rifiuti umani, commenti salaci e battutine sul decolleté della giovane assistente sociale, della sua onnipresente e ossessiva madre pseudo invalida, sulla timidezza dei medici corteggiatori di Mina, ammaliati da lei, anche a loro insaputa. Il format di Maurizio De Giovanni è quello, come la protagonista di tutti i suoi libri, Napoli. La città che ama, che come tutte le donne di cui ci s’innamora, ci esalta e ci fa dannare insieme. Resta sempre bellissima, stupenda, merita rose rosse. A gambo lungo.

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    n.
    16/05/2020 13:20:20

    Questa "fatica" letteraria avrà sicuramente soddisfatto l'autore, non credo sia in grado di soddisfare tanti dei lettori, affezionati, dello stesso. Non credo che sarò l'unico.Tanti saranno, probabilmente, i delusi.

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    14/05/2020 13:05:57

    Nuovo personaggio, ambientazione calda, trama avvincente: esordio discreto per la nuova serie di De Giovanni. Però attenzione perchè chi lascia la strada vecchia per la nuova ...

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    11/05/2020 14:36:30

    Mina, Gelsomina, Settembre è un personaggio di De Giovanni che abbiamo incontrato in un paio di racconti, e che mi ha donato risate e momenti piacevoli. Con Dodici rose a Settembre ritorna, ma questa volta con un romanzo tutto suo. Un bel debutto "in lungo" che fa ben sperare per nuove letture. Un'uscita attesa per un po', ma ripagata.

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    11/05/2020 14:11:15

    Mina è una donna bella ma che ha dimenticato di esserlo. Fa un lavoro difficile in una parte difficile di Napoli e si scontra spesso con storie che finiscono per diventare quasi la propria. In più giunge qualche fantasma dal passato.. Consigliato

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    24/03/2020 12:50:52

    Dopo i due raccontini usciti in raccolte di racconti gialli, De Giovanni entra in casa Sellerio con la sfida di sostituire Camilleri nella grande tradizione dei libricini blu. Il romanzo non si discosta molto dai racconti già pubblicati, ma per allungare il brodo viene inserita la figura del serial killer delle rose e il romanzo supera cosi abbondantemente le 200 pagine. L'assistente sociale Gelsomina Settembre, il ginecologo Domenico Gammardella (detto "chiamami Mimmo") e il portiere Trapanese detto Ruby questa volta devono aiutare una donna peruviana e sua figlia a scappare dal marito napoletano che usa violenza sulla donna. Nel frattempo Claudio, l'ex marito di Mina nonché magistrato campano, deve affrontare il mistero delle dodici rose, fiori lasciati nelle case di 4 vittime. De Giovanni lascia la figura tragica di Ricciardi e crea un conubio tra mistero e commedia. Molti personaggi sono delle vere macchiette (per descrivere Gammardella Mina cita il Redford di tutta la sua filmografia, filmografia che adora), Ruby è un anziano tra i 60 e 100 anni che "dialoga" sempre con i seni prosperosi della donna, mentre la mamma di Mina è un'anziana razzista, cafona, maleducata che pensa che la figlia a 42 anni debba accalappiare uomini facoltosi con mezzi "illeciti" pur di essere mantenuta e prima che la forza di gravità faccia sfiorire la sua quinta, quasi sesta di seno. Comunque trovo molto divertenti i romanzi e credo possano avere un buon successo in casa Sellerio.

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    02/02/2020 17:25:17

    Senza infamia e senza lode. Il romanzo corre su due binari paralleli che si incontrano proprio sul finale. In uno c'è la "presentazione" del personaggio principale Gelsomina Settembre e dei vari co-protagonisti. Nell'altro c'è il giallo vero e proprio che, a parer mio, ricorda un po' il metodo del coccodrillo, non nella storia ma nelle atmosfere e nelle dinamiche.

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    11/01/2020 08:25:11

    Delusione assoluta...e dire che amavo De Giovanni. Una Napoli stereotipata, una trama ai limiti dell'assurdo, un'insistenza maniacale sulla fisicità della protagonista (offensiva quasi più per gli uomini che per le donne), un ginecologo macchietta e le sue pazienti ridicolizzate, un finale del tutto inverosimile, involontariamente comico...devo aggiungere altro?

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    03/01/2020 10:34:07

    Molto francamente mi ha deluso. L’ho trovato approssimativo, ricco di luoghi comuni su Napoli e sui napoletani. I personaggi solo abbozzati, una dose eccessiva di volgarità, il giallo semplificato parecchio e tirato per i capelli. Magari nel prossimo ci sarà un maggior impegno dello scrittore, ma questo esordio non mi soddisfa per niente. Spero che non sia una mera operazione commerciale, ma solo un eccesso di sicurezza dell’autore nelle proprie possibilità e nell’ amore dei suoi lettori. Aver voluto per forza alleggerire il racconto, i personaggi e il contesto non è servito a rendere più leggero il romanzo, ma a renderlo meno incisivo. Se la cifra di de Giovanni è la problematicità e la cupezza, farebbe bene a proseguire sulla propria strada senza cercare di cambiare se stesso, non riuscendoci peraltro. Qui c’è una nuova visione della dicotomia nobiltà/plebe, tema caro all’ autore. Qui la nobiltà va in soccorso della plebe, scende dal piedistallo per aiutare il bisognoso, tralasciando per qualche atto la propria noiosa vita fin troppo comoda. Per la protagonista invece diventa un lavoro e un rifugio sicuro per estraniarsi da una vita ben più sofferente. Insomma le nobildonne come dame caritatevoli …

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    07/12/2019 11:32:27

    Il format è quello giusto, secondo me ci si può lavorare. Va affinato però, così è decisamente troppo grossolano.

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    19/11/2019 16:34:44

    Gelsomina Settembre, detta Mina - già apparsa in due racconti della Sellerio, - Un giorno di Settembre a natale in Regalo di natale e Un telegramma da settembre in La scuola in giallo - appassionata assistente sociale ai quartieri Spagnoli, fa di tutto per portare il suo contributo dove c’è bisogno e togliere qualcuno dalle grinfie della malavita, indirizzandolo verso una vita diversa. Mina in queste sue imprese è aiutata dall’ex marito magistrato, dal portiere dello stabile, irretito dal suo splendido seno, e dal nuovo ginecologo arrivato dal Molise. De Giovanni, dopo aver raggiunto la perfezione nel ritratto dolente e umanissimo del Commissario Ricciardi, e aver raccontato la nascita e il riscatto di un commissariato formato dagli scarti di poliziotti, non incapaci, ma con grossi problemi di comportamento nei Bastardi di Pizzofalcone, ci regala una nuova eroina. Una donna forte che combatte un sistema malato, con pochi mezzi e tanta grinta. In questo primo romanzo si intrecciano tre storie apparentemente slegate. E se la parte puramente gialla si dipana ottimamente con una soluzione che regge, la parte di contorno risulta eccessiva, il richiamo costante al generoso dècolletè di Mina, il continuo paragone di Mimmo a Robert Redford e ai film che ha interpretato, la terribile megera, invadente e malevola madre di Mina, che compare con la sua cigolante sedia a rotelle a ricordare alla figlia che ormai le sue chance di trovare marito sono agli sgoccioli, alla fine stuccano. Riuscito a metà.

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    14/11/2019 09:30:25

    Tutto sommato godibile questo primo episodio lungo di Mina Settembre; personaggi sfiziosi, situazioni divertenti, anche se forse un po ripetitive, e storia che regge fino alla fine. Credo che possa uscire qualcosa di buono da questa nuova serie, anche in ottica della prossima realizzazione televisiva. La scrittura è scorrevole, come sempre, e i dialoghi sono fluidi; ritmo incalzante nella seconda metà del romanzo. Io lo giudico positivamente.

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    12/11/2019 15:06:35

    Grande De Giovanni anche in questa nuova prova. Preferisco i Bastardi, ma ogni libro di questo autore mi lascia felice e soddisfatto

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    03/11/2019 17:09:08

    Il meccanismo è efficace, l'intreccio conferma le qualità di De Giovanni anche se in alcuni passaggi c'è qualcosa di eccessivamente artefatto e scontato. Un nuovo protagonista, Gelsomina detta Mina sullo sfondo di una Napoli ritratta con i consueti eccessi. L'umanità dei personaggi, la loro caratterizzazione emerge con chiarezza e la risoluzione finale libera la tensione e fa assaporare il piacere della lettura.

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    31/10/2019 16:19:39

    Premesso che è il primo libro di De Giovanni che leggo, a me è piaciuto molto! Scrittura scorrevolissima, a tratti molto divertente, personaggi definiti (peccato per la volgarità della mamma di Mina), giusta suspence. Insomma, non sarà a quanto leggo il suo miglior libro, senz'altro però è una bella lettura.

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    22/10/2019 23:22:04

    Ancora una volta De Giovanni non mi ha delusa, anzi. È una scrittura nuova, con un sarcasmo divertente e un modo per accattivare l'attenzione diversa da come eravamo abituati, nei libri di Ricciardi e dei Bastardi. \nMina è un personaggio diverso, chiuso ma ironico, dolce e triste nello stesso tempo, e proprio per questo si fa amare subito. \nFidatevi di Maurizio, non resterete delusi!

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    22/10/2019 10:27:51

    Decisamente insolito per Maurizio De Giovanni, umoristico in superficie, molto amaro in fondo. La nostra protagonista Mina Settembre è stupefacente, modernissima e fantastica. La storia un po' tirata per i capelli, ma intrigante. Gli altri personaggi sono divertenti e simpatici. Aspetto con ansia i prossimi.

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    21/10/2019 13:35:44

    Mina Settembre è assistente sociale a Napoli, nei quartieri spagnoli.La sua vita e il suo lavoro sono in salita. Non è facile vivere con una madre mai affettuosa né arginare i problemi che quotidianamente si affacciano alla  porta del suo ufficio. Inspiegabilmente, la sua esistenza si ritrova ad essere intrecciata con quella di un serial killer che regala rose rosse alle sue vittime, dodici, e l'ultima è recapitata il giorno dell'omicidio. Affiancata da vari personaggi, come il bel ginecologo, il portiere sfaccendato, le amiche invadenti, Mina cerca di dare aiuto a a Flor, una bambina con un vissuto familiare tragico. Intanto il serial killer sembra avvicinarlesi sempre di più.  La storia avrà un epilogo ed un finale inaspettato, travolgendo e sorprendendo il lettore.  Con molta ironia de Giovanni ci fa assaporare ritratti di personaggi complessi ed originali, ci prende per mano e ci porta nei quartieri spagnoli, un microcosmo avulso dalla realtà, che geme, piange e sanguina, ma che non smette mai di farsi sentire.  Dopo aver terminato la serie del Commissario Ricciardi non è stato facile riaprirsi all'autore perché in continua ricerca di personaggi che non ci sono più. Questa è un'altra storia, altri sentimenti, altro arco temporale, un tono più sardonico e leggero ma la poesia che de Giovanni sa mettere in alcune descrizioni l'abbiamo ritrovata bella come sempre.

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    19/10/2019 16:02:36

    Un De Giovanni vecchio stile che si fa apprezzare e amare!

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    Raf
    16/10/2019 18:18:09

    Ho sempre apprezzato i libri di De Giovanni, in particolare la serie del Commissario Ricciardi e devo dire che questo libro mi ha profondamente delusa. Una storia di abusi risolta in quattro e quattr'otto, facendola sotto al naso ad un marito non solo violento ma considerato un pezzo grosso della malavita, va bene iL lieto fine ma qui la narrazione è più che altro fiabesca. Il giallo, a narrazione parallela, praticamente si risolve da solo, senza particolari indagini della polizia. Per non parlare della storia d'amore che si intravede per la protagonista che ha dinamiche da romanzetto rosa di bassa categoria con alcuni concetti ripetuti all'infinito (vedi problema 2, vedi filmografia di Redford). La mia impressione è che l'autore stia privilegiando la quantità delle pubblicazioni, rispetto alla loro qualità.

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    04/10/2019 19:37:34

    Nel gruppo di amici (guarda caso, tutti fan di De Giovanni) con i quali parliamo di letture e di libri, solo io ho finito "Dodici rose a Settembre": tutti gli altri, chi prima chi dopo, lo hanno piantato lì, col magone di aver perso Ricciardi, in cambio - sembra - di questa coppia di scalcinati personaggi. Io voglio conservare una vena di ottimismo: avevo a suo tempo abbandonato a metà "I Guardiani", veramente indigeribile, e qui non siamo, mi sembra, a tale offensivo livello. Però c'è poco, davvero, davvero poco. Un paio di idee che potrebbero anche funzionare ma declinate con tale approssimazione e con tale sciatteria (terribile il tormentone del film di Robert Redford) da non credere che possa davvero trattarsi dell'autore di Ricciardi e neppure dei (meno raffinati ma non meno coinvolgenti) Bastardi! Immagino che si debba essere indulgenti verso scrittori di successo che, ad un certo punto della loro carriera temono di poter diventare prigionieri delle loro creature letterarie e si mettono alla prova su altri versanti narrativi o generi letterari: a volte funziona (abbastanza, Sara), a volte proprio no. Sospendiamo il giudizio, in fondo anche i Bastardi iniziarono un po' in sordina, e alla prossima prova, dunque: c'è almeno la fondata speranza che difficilmente potrà essere peggiore . . . . .

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    03/10/2019 16:10:10

    Il nuovo personaggio di Maurizio de Giovanni: assistente sociale ma detective nell'animo. Goffa e impacciata per scelta, ma svelta e decisa quando vuole risolvere i problemi degli altri, per i suoi ci sarà tempo. E' il volto di Napoli: fascino e contraddizioni.

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    27/09/2019 15:02:00

    Per tutti coloro che non riconosceranno de Giovanni: state tranquilli. L'assassino delle Dodici Rose è la copia brutta e sbiadita del Coccodrillo del primo Lojacono. La fuga verso la libertà della donna maltrattata grazie all'intervento dell'assistente sociale Mina Settembre delle Dodici rose è la stessa identica di quella in uno dei due racconti di Mina delle prime uscite in Sellerio. Cosa c'è di nuovo? Una Napoli tristemente caricaturale. Una narrazione raffazzonata e farsesca nel tono tra noir e commedia. Una comicità grassa sul seno della protagonista che non si digerisce se uno come de Giovanni ti ha abituato per anni a personaggi del calibro di Bambinella. Su tutto, aleggia la pretesa di far risultare questo libro un cammeo brillante, come molti scrittori si concedono ad un certo punto della loro carriera attraverso incursioni in nuovi filoni e nuovi personaggi, col risultato che le Dodici rose a Settembre è il perfetto esempio di narrazione sciattamente prevedibile e a tratti volgare, senza null'altro aggiungere.

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