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Javier Marías

Traduttore: G. Felici
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 292 p.
  • EAN: 9788806219604
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Recensioni dei clienti

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    stefano

    21/04/2009 14.06.12

    Un'inizio originale, che incuriosisce. Uno svolgimento un po' lento (il flusso di coscienza non rende la lettura leggerissima) che fa riflettere. Un finale inaspettato. Si continua a pensare al libro anche dopo che si e' chiuso. Lo consiglierei a chiunque.

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    Enrico

    22/01/2009 09.57.09

    Bé... che dire? Il connubio tra titolo e recensione mi ha indotto a leggere il libro. Ciò che ha deluso le mie aspettative sono le continue introspezioni del personaggio narrante, che, a mio parere, spesso risultano fuori luogo, noiose e ripetitive. Mi è piaciuto invece l' intreccio che l'autore ha saputo creare tra il protagonista e la famiglia della defunta Marta, e l' evento che, anche se macabro, ha generato la trama... Il tasto dolente, ripeto, è il dilungarsi immotivato di concetti che, se snelliti, avrebbero alleggerito la scrittura rendendola più scorrevole e piacevole. Sarebbe stato un buon libro di 150/180 pagine, invece, con le sue 280 pagine, è risultato mediocre. Molto meglio il suo collega spagnolo Carlos Ruiz Zafon con il suo bellissimo “L'ombra del vento”, che consiglio di leggere.

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    Graziana

    26/09/2006 16.30.24

    l'autore si incontra e si scontra continuamente con mondi possibili, non è drammatico, semplicemente affronta in maniera singolare la condizione umana: l'illusione, la speranza, l'inganno. La comprensione della vita attraverso la morte: è questo il leit motiv di tutto il libro ed è solo se si condivide questa affermazione che il libro piace. Diversamente inquieta, spaventa forse lo si odia. Marias dipinge i personaggi nei loro desideri, non in ciò che sono ma in ciò che vorrebbero essere, in luoghi che in cui avrebbero voluto. trovarsi, in tutto ciò che avrebbero voluto fare e non hanno fatto, e non perchè non ne sono stati capaci ma perchè il destino non ha voluto

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    giusi seddone

    23/02/2006 12.10.20

    una storia e una scrittura molto coinvolgente,questo autore che mi ha incantato con "un cuore così bianco" anche con questo libro mi ha regalato delle ore piacevoli. giusi

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    Romano De Marco

    26/05/2005 10.13.56

    La prima parte del libro colpisce per intensità e originalità che non trovano facilmente riscontro in altre opere di autori contemporanei. L’autore cerca di abbattere il muro fra il pensiero “pensato” e il pensiero “scritto” riuscendo, talvolta, a creare pagine dense di sconvolgente e vibrante “verità”. Tale è l’immedesimazione che si crea da parte del lettore con il personaggio principale e narrante in prima persona, grazie ad una accurata ed inedita descrizione dei processi mentali che lo coinvolgono nel corso dello svolgersi dlla vcenda, che spesso si rimane esterefatti e si è presi dalla tentazione di considerare quest'opera un vero e proprio capolavoro. Purtroppo, dopo la prima parte densa di pathos e di tensione emotiva, ci si immerge in una fase abbastanza dispersiva e non facile da interpretare. Periodi lunghi anche una intera pagina, dove mille discorsi e mille citazioni si intersecano creando una ragnatela che non sempre riesce ad affascinare e a convincere, soprattutto quando si perde l’effetto della “immedesimazione" che coinvolge il lettore nella prima parte. Notevoli le considerazioni, le riflessioni, le lucide e spietate constatazioni in merito allo svolgersi degli eventi della vita, alla loro casualità ed imprevedibilità e alla loro mancata concatenazione; pensieri a cui il personaggio Victor dà libero sfogo creando un legame di rara intensità con chi si accosta alla letura di questo libro. La vicenda narrata in sé non ha un vero e proprio senso né uno svolgimento compiuto. Mi è sembrata, anzi, molto forzata la scelta del non-finale piuttosto "furba", slegata dal senso complessivo dell’opera che non è certo quello di raccontare una storia che abbia inizio, svolgimento e fine. Comunque qualcosa di inedito e molto interessante. Consigliato

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    I.

    01/03/2005 10.22.23

    Il libro fa molto riflettere, sublime la descrizione della morte di Marta...I.

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    Rudy

    13/12/2002 18.23.28

    Un libro di grande introspezione, lento quanto basta per gustarlo a fondo. Se vi piace leggere libri in cui vi riconoscete provatelo.

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    bibi

    19/08/2002 10.49.35

    Introspettivo e singolare: un bel testo purtroppo poco conosciuto

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    barbara

    16/08/2002 13.26.03

    Originale e purtroppo poco noto

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