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La donna in bianco - Wilkie Collins - copertina

La donna in bianco

Wilkie Collins

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Traduttore: Stefano Tummolini
Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2015
Pagine: 745 p., Brossura
  • EAN: 9788876257193
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Quale terribile segreto nasconde la misteriosa figura femminile che si aggira di notte per le buie strade di Londra? Questo è solo il primo di una serie di intrighi, apparizioni e sparizioni, delitti e scambi di identità che compongono la trama de "La donna in bianco", tessuta con sapienza da Wilkie Collins. Nel 1860 Charles Dickens pubblicò il romanzo a puntate sulla sua rivista "All the Year Round" suscitando un grande interesse nel pubblico, che seguì per un intero anno le vicende della sventurata Anne Catherick e quelle degli altri personaggi, descritti con abilità psicologica, come l'impavida Marian Halcombe, il coraggioso Walter Hartright e l'affascinante quanto ambiguo conte Fosco. È passato un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate. Anche il lettore moderno più smaliziato non può che rimanere piacevolmente intrappolato negli ingranaggi di questa macchina narrativa, che ha segnato per sempre la tradizione del mistery, facendo guadagnare al suo autore l'attributo di "padre del poliziesco moderno". Non c'è lunghezza che tenga: di un libro del genere si arriva sempre al fondo con rimpianto. "La donna in bianco" è anche un musical realizzato da Andrew Lloyd Webber.
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    Stefania

    18/03/2021 09:54:18

    Forse il più bello di Collins, consigliatissimo.

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    luisa

    28/02/2021 16:51:25

    Agli albori del giallo, ambientato in età vittoriana. Molto piacevole e coinvolgente, sviluppando il racconto a due voci. Non farsi scoraggiare dalla mole, merita tutta L’attenzione

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    Alessandra

    20/09/2019 09:22:31

    La lettura è decisamente scorrevole. Un capolavoro della letteratura vittoriana: personaggi ben definiti, caratterizzazioni paesaggistiche tipicamente londinesi. Consiglio vivamente di partire da quest'opera per valutare al meglio la scrittura di Collins!

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    Cristiano Cant

    02/06/2019 10:06:22

    Una sacrestia, una strana Confraternita, e la memoria di un vetturino che è il prodigio del caso. Ogni spiraglio interno e ogni rumore di strada e di campagna si succedono nelle pagine come confidenti di un Segreto pazzesco. E la genialità di Collins nel diluire nel fraseggio ogni dettaglio importante sul cuore della trama mescolano insieme la grandezza dell'orafo e il talento del narratore. Un libro che ti chiama, ti segue mentre sei affaccendato e ti bussa sulle scapole per dirti: sono qui! La promessa è un marchio a fuoco sul meglio che un lettore possa sognare, la prova che fra lo scrittore e l'incisore di incanti la distanza è praticamente assente. La formula del feuilleton è adempiuta alla lettera: "Make'em laugh, Make'em cry, Make'em wait, e cioè Falli divertire, falli piangere, falli aspettare. Di rimando in rimando nei capitoli la tensione diventa un groppo che scardina ogni attesa, si diventa ingordi e insaziabili di vicenda come in una fame sensibile che non conosce stazioni. L'esito è sulle irriducibili guance di una donna, Marion, e di un amore maschile degno di sfide senza pari. Ma l'intreccio è davvero un quadro formidabile, scossa e tremito asfissianti, apnea periodica, folgore e fermento, tenerezza e barbarie. Se ne esce assolti e stritolati al tempo stesso, partecipi di un avvento, di un conflitto fra estremi senza rispetto, tesi come elastici fatali nei punti cardinali dell'emozione. Più arioso e sconcertante della Pietra di Luna, che pure è una vetta, intriso di tenebre gialle ai limiti dell'irrazionale. Ma poi tutto torna, o almeno in parte, perchè un romanzo deve anche piegarsi alle infedeltà della vita, ai suoi tratti complessi, in ombra, a un parto di tropi elementi perchè tutti siano specchio del Giusto, del Vero. L'alterità è un solfeggio delicatissimo, e due donne dalla somiglianza impressionante ne fanno in questo libro misura di capolavoro assoluto.

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    Fabio

    05/04/2019 12:17:41

    opera maestosa!!! scrittura scorrevole e in grado di tenere il lettore incollato fino alla fine. consigliatissimo!!!

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    Manuela

    10/03/2019 16:21:58

    La donna in bianco è un romanzo di Wilkie Collins. Scritto nel 1859, uscì a puntate, secondo la tradizione dei feuilleton, sulla rivista di Charles Dickens "All the Year Round", fu accolto con grande entusiasmo e ammirazione dal pubblico inglese. Fu il primo libro ad essere definito "sensation novel". Colmo di colpi di scena, è incentrato sulla somiglianza e sullo scambio di due affascinanti donne: la bionda e ricca Laura e la folle Anne Catherick, solitaria figura che appare completamente vestita di bianco. Un giallo di altri tempi, assolutamente da leggere.

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    Roberta

    22/01/2019 14:29:38

    Mi è piaciuto moltissimo, la storia è strutturata in modo impeccabile, senza incongruenze. L'ambientazione è quella della metà dell'800 inglese, graditissima. Consigliato a chi piace questo tipo di ambientazione e a chi piace lo stile molto descrittivo, tipico del tempo.

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    Concetta

    19/09/2018 05:35:53

    Collins l' ho scoperto per caso, pur amando da sempre la letteratura anglosassone. Coevo ed amico di Dickens, ha il pregio di non dilungarsi troppo in descrizioni dettagliate e pedanti tipiche dei romanzi d' appendice. Gli intrighi della Storia tengono col fiato sospeso.

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    Tonia

    10/09/2018 18:13:46

    Parto subito dicendo che Wilkie Collins è uno dei miei autori preferiti, per cui quando leggo una sua opera sono sicura che mi piacerà. Questo libro è fantastico! Stupende le ambientazioni, lo stile dell'autore, i contenuti, le descrizioni particolareggiate. Insomma, libro da leggere, assolutamente! Per chi ama il genere, non può farselo scappare.

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    Lidia

    24/07/2018 12:06:16

    Magnifico! Il mio primo Wilkie Collins e sono stata completamente rapita dalla sua scrittura! Mi sono innamorata di questo autore e dei suoi libri. Descrizioni stupende e trame originali. Padre del mistery, è stato in grado di tessere tele all'apparenza irrisolvibili, capace di tenerti in suspense fino alla fine. Consigliatissimo.

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    n.d.

    11/11/2017 15:18:04

    Un libro piacevolissimo. Scritto molto bene.

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    Mariflo

    14/08/2016 16:46:43

    Seconda opera di Collins che leggo, dopo Senza nome, e anche questa volta devo confermare la qualità dell'autore a la bontà del libro. Originale l'idea di rendere la narrazione attraverso testimonianze scritte, diari o lettere rese da tutti i protagonisti della storia. L'ambientazione è ancora quella inglese della metà del 1800 e la prosa è quella elegante e un po' retrò dell'epoca. La lettura appare a tratti dispersiva ma riesce a trascinare, con buon ritmo, il lettore con un susseguirsi di eventi e novità spesso sorprendenti. Assolutamente consigliato.

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    valeria

    10/04/2016 09:09:57

    Da appassionata di romanzi inglesi dell'800 posso senza dubbio dire che le cinque stelle le merita tutte. Scritto in maniera scorrevole ed avvincente, la trama ti tiene incollato alle pagine fino alla fine. Mi riuscissero a tenere così anche gli autori moderni, sarebbe fantastico ma capita con pochi. Consigliatissimo a chi ama il genere!

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    lauretta

    03/11/2015 01:23:49

    Tomo ponderoso, trama avvincente ma dallo sviluppo a tratti troppo lento, dovuto forse all'originale necessità di essere scritto a puntate. Quello che sorprende di questo libro è la freschezza del linguaggio, davvero sorprendente vista l'epoca in cui è stato scritto. Un poliziesco condotto magistralmente senza spargimenti di sangue, articolato con una finezza micidiale. Splendidamente moderno nei concertti e anche nell'uso della narrazione a più voci, che lo rende più movimentato, contribuendo ad una precisa caratterizzazione dei personaggi. Mi trovo concorde con altre recensioni: un'opera solo per gli amanti della letteratura.

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    nanni

    30/10/2015 11:55:42

    Di questi tempi le uscite editoriali premiano spesso più la quantità che la qualità, da cui questo romanzo è una piacevole lettura riconoscendone la datazione nel positivo e negativo

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    MARA REGONASCHI

    22/09/2015 09:07:09

    "La nostra capacità di apprezzare le bellezze del mondo in cui viviamo è in verità un talento tutt'altro che innato, che noi uomini impariamo come un'arte; per giunta, poi, questa capacità viene da noi raramente esercitata, se non quando la nostra mente è libera da altre occupazioni, e s'abbandona all'indolenza. Tutto ciò che la nostra mente può comprendere, tutto ciò che il nostro cuore può imparare può essere compreso e imparato con uguale chiarezza, uguale profitto e uguale soddisfazione per noi stessi, a prescindere dalla bellezza del volto che la natura mostra alle nostre spalle. C'è sicuramente una ragione per questa mancanza di innata sintonia tra la creatura e il creato che ha intorno, una ragione che va forse cercata nell'abissale distanza che separa il destino dell'uomo da quello del suo ambiente naturale. La più imponente delle montagne che l'occhio umano sia in grado di abbracciare è destinata a perdersi nell'oblio; mentre il più piccolo dei sentimenti che il cuore puro di un uomo possa avvertire per un altro essere umano è destinato all'immortalità". DA NON PERDERE

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    vittorio pisa

    09/09/2015 16:50:32

    Mescolate 300 pagine di feuilleton, altrettante di romanzo di appendice e le restanti di thriller; aggiungete un po' di costume ottocentesco e tanta noia. Ecco servito "La donna in bianco". La struttura del romanzo, originariamente costruito a puntate (dunque con inevitabili ripetizioni) e la narrazione a più voci (che anziché diversificare le prospettive disperdono la linearità del racconto) rendono la lettura lenta e a tratti faticosa. Tuttavia, nonostante la mole, si giunge quasi con sorpresa sino alla fine del romanzo. In conclusione, lettura a digestione lenta.

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    Marcello

    01/09/2015 15:37:27

    Romanzo thriller sui generis ma più prossimo al romanzo d'appendice : tutto sommato un buon drammone da film americano

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    marcello

    21/08/2015 23:19:34

    Sulla linea dei grandi romanzi dell'800 uno pseudothriller ben costruito ed abbastanza avvincente, un po' pedante, un po' sdolcinato, un po'"aristocratico" ed anche un po' smielato. Regge bene il tempo trascorso anche se oggi sarebbe ridoto in 300 pagine. Leggibile in estate

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    Sara

    17/08/2015 18:43:20

    Una storia raccontata in modo superbo. Mai noioso, mai scontato. Anche se è stato scritto molto tempo fa è ancora modernissimo. Una piacevole lettura. Consigliatissimo.

Vedi tutte le 39 recensioni cliente
  • Wilkie Collins Cover

    Considerato il padre del genere poliziesco, Wilkie Collins, figlio del pittore di paesaggi William Collins, nacque a Londra l'8 gennaio 1824. Dopo aver cercato senza successo di intraprendere una carriera commerciale, studiò legge e nel 1851 ottenne l'abilitazione all'avvocatura. Non praticò però mai la professione legale e utilizzò la conoscenza del crimine nei suoi scritti. Oltre alla passione per la scrittura, coltivò anche quella per la pittura, ed espose le sue opere alla Royal Academy in una mostra nell'estate del 1849.Nel 1852 conobbe Charles Dickens, con il quale iniziò una duratura amicizia. Scrisse per la sua rivista, un settimanale, "Household Words", e insieme viaggiarono in Francia, dalla quale tornarono con la... Approfondisci
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