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Aldo Cazzullo

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2016
Pagine: 214 p. , Brossura

1 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Gruppi sociali - Studi sui generi

  • EAN: 9788804669715


Aldo Cazzullo racconta perché il nostro sarà il secolo del sorpasso della donna sull'uomo. I segni sono evidenti: a Berlino e a Londra governano due donne, una donna si affaccia per la prima volta sulla soglia della Casa Bianca.

«Le donne erediteranno la terra perché sono più attrezzate a cogliere le opportunità che abbiamo di fronte. Perché sanno amare e non perdono quasi mai la speranza.»

Famiglia, lavoro, istruzione, religione: in questo saggio di Aldo Cazzullo sull’imminente “sorpasso” non viene tralasciato nulla, nessun aspetto in cui le donne potrebbero eccellere, se solo fosse data loro la possibilità di dimostrarlo, viene lasciato da parte. Banalità? Forse. Luoghi comuni? Qualcuno. Ma leggere di un uomo che si augura che le donne arrivino ai vertici della società è un piacere a cui qualunque lettrice (perché, come ci conferma anche l’autore, la maggioranza dei suoi lettori sono proprio donne) farebbe fatica a rinunciare.

Per capire lo spirito di questo libro, basti dire che una delle citazioni più ricorrenti nel saggio è il verso di Gozzano «Donna: mistero senza fine bello!», tratto da La signorina Felicita ovvero la felicità. Questo verso, esemplificativo del rispetto e dell’ammirazione che l’autore nutre per le figure femminili che abitano le sue pagine (da Rita Levi Montalcini alla maghetta di Harry Potter Hermione Granger, da Valeria Manin a Giovanna d’Arco), preannuncia anche la tesi principale: perché questo mistero, questa “idea” del femminile che per troppo tempo ha permeato (e purtroppo ancora permea) la nostra società, è, appunto, solo un’idea.
Una volta il mondo si divideva in due categorie di donne: la madre e l’amante, la santa e la strega, la donna angelo e la donna vampiro, la vergine e la prostituta; e su tutte loro regnava quell’eterno femminino che così a lungo ha dominato la nostra letteratura e il nostro pensiero, a cui ogni donna reale era richiesto di adeguarsi. Non che non fosse un ideale privo di fascino, o di qualità; come infatti ci spiega anche Cazzullo, la capacità della donna di generare la vita, la sua sensibilità, la sua bellezza, non sono certo sinonimo di debolezza. Ma il fatto è che le donne non vogliono essere considerate idoli o divinità, ma persone; non hanno bisogno che l’uomo le creda più (né a maggior ragione meno) di quelle che in realtà sono, perché già di per sé sanno essere incredibili.
Ben lo dimostrano le innumerevoli storie che l’autore ci racconta, a volte con interi capitoli, a volte solo con brevi tratti di penna. Si tratta sempre di donne coraggiose, forti, capaci di imporsi e di vincere in un mondo che invece le respinge. Ma, come Cazzullo non manca mai di ricordarci, si tratta solo di quelle che ce l’hanno fatta: sono molte e molte di più, infatti, quelle la cui voce è rimasta inascoltata.

Non è tutta colpa degli uomini, sia chiaro. L’autore infatti tiene a specificare che non solo esistono uomini capaci di apprezzarle davvero per quello che sono, ma che spesso sono le stesse donne a non credere nelle loro capacità, a essere poco solidali tra loro, a rimanere con compagni/mariti/fidanzati che non le meritano e da cui non dovrebbero far altro che fuggire. Il che evita di rendere questo libro l’ennesimo panegirico un po’ stereotipato sul potere delle donne; un panegirico di cui loro, francamente, non hanno proprio bisogno.

Recensioni dei clienti

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    Lucy

    23/11/2016 09.16.44

    Libro consigliabile a tutti: adulti, ragazzi e ragazze. Perchè ci consente di capire meglio il passato travagliato della condizione femminile, ci fa apprezzare i diritti del presente , faticosamente conquistati e si legge in un fiato.

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    Manuela Capri

    23/10/2016 09.04.52

    UOMINI O DONNE ? MA CHE DIFFERENZA FA SE I PROBLEMI SONO SEMPRE GLI STESSI? Desidero porre l'attenzione sull'umiliazione provocata dagli stipendi spropositati dei nostri governanti (maschi e femmine), che in continuazione parlano di riforme , di referendum ma che in concreto si fermano, restano immobili di fronte alle quotidiane e principali necessità di chi, a fatica, riesce a sopperire alle esigenze che il caro costo della vita impone. Da anni, oramai, i politici vagano nel tentativo di ristabilire equità e giustizia fra i poveri. Ma le tasse aumentano ogni giorno di più. Così pure le spese sanitarie. Ammalarsi è diventato un lusso che solo i ricchi possono permettersi. Invecchiare non è un verbo piacevole per chi possiede poco denaro. La mia vicina di casa (di 86 anni, invalida, con glaucoma ad un occhio) deve continuamente rinunciare a cure mediche, escluse dal sistema sanitario pubblico, dalle quali la sua patologia riuscirebbe a trovare sollievo. E che cosa dire di tutti quei colliri non mutuabili di cui da sola deve sostenere il relativo costo (elevatissimo), pur essendole stata riconosciuta un'invalidità del 100 per cento? Le criticità sono tantissime, ma la classe politica si affanna solamente a mantenere intatto il proprio stipendio, il proprio potere. A che cosa potrà mai servire il referendum del 4 dicembre? Chiediamolo ai giovani che si devono immettere nel mondo del lavoro. E' giunta l'ora di aiutare anche loro. Chi verrà in nostro aiuto? Forse la Chiesa? Ma come può accadere che la Chiesa voluta da Cristo possieda addirittura uno Stato, una Banca, appartamenti lussuosissimi, un esercito? ... UOMINI O DONNE ? NON E' QUESTO IL VERO PROBLEMA.

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