Donne nella grande guerra

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 8 maggio 2014
Pagine: 242 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788815251626
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Descrizione
Qual è stato il ruolo delle donne italiane nella Grande Guerra? In tutti i paesi belligeranti, il conflitto fu un'occasione di emancipazione per le donne, che si trovarono a rimpiazzare in molte funzioni gli uomini partiti per il fronte, e in qualche modo andarono in guerra anche loro: come crocerossine, in Carnia come portatrici, nelle retrovie come prostitute a sollievo delle truppe. Ma il libro ci racconta anche di una spia, di un'inviata di guerra, della regina Elena che trasformò il Quirinale in ospedale, delle intellettuali che militarono pro o contro la guerra: da Margherita Sarfatti a Eva Amendola e Angelica Balabanoff, alla dimenticata maestra antimilitarista Fanny Dal Ry, per finire con Rosa Genoni, pioniera della moda italiana, che abbandona il lavoro e si batte contro la guerra. Introduzione di Dacia Maraini.

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    Mara

    14/06/2015 11:04:41

    "Donne nel primo Novecento" sarebbe un titolo più pertinente per il libro, perché le storie di vita qui raccolte si estendono spesso anche agli anni prima o dopo la Grande Guerra, in particolare per alcune di loro (es. la regina Elena, Eva Kuhn - la madre di Giorgio Amendola -, Angelika Balabanoff e Margherita Sarfatti, le due donne, una socialista e una ex-socialista, che hanno "trasformato" il giovane Mussolini in un leader politico). In altri casi, invece, l'osservazione è concentrata sul ruolo che le donne collettivamente hanno svolto in guerra, come le crocerossine, le portatrici carniche, o le prostitute nei bordelli di guerra. Non c'è uno "standard uniforme" per i vari contributi: in alcuni casi c'è un registro di "finzione" (dichiarata) che prevale sul resoconto storico, e che personalmente non ho apprezzato molto. In generale, colpisce la "mobilitazione" che ha coinvolto tutto il mondo femminile (sia le pacifiste, sia le "nazionaliste", con passaggi dalla prima alla seconda posizione), nonché il collegamento fra il nuovo ruolo che le donne svolgono "grazie" alla guerra, anche quando vi si oppongono, e la rivendicazione crescente da parte loro dello spazio che sono convinte di meritare anche nella società e nella politica. Il femminismo, soprattutto nella versione emancipatoria, sarà il frutto di questo nuovo protagonismo femminile. Ultima notazione, molte di queste "protagoniste" sono sopravvissute fino agli anni Cinquanta e Sessanta, per quanto ne so completamente ignorate o appartate.

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    claudio

    28/07/2014 09:14:02

    Ritratti di donne che per un verso o per l'altro hanno avuto un ruolo nella Grande Guerra.

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