Traduttore: P. Merla
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Edizione: 2
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 11 gennaio 2007
Pagine: 302 p., Rilegato
  • EAN: 9788830422124
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 8,96
Descrizione

La promozione tanto attesa è finalmente arrivata: dopo una vita dedicata al servizio della Royal Navy in lunghe e rischiose traversate, Jack Aubrey viene ricompensato con l'insegna di commodoro. Suo primo compito è debellare con un'azione di forza la tratta illegale degli schiavi sulle coste occidentali dell'Africa, e in seguito impedire a una flotta francese di rifornire di armi i ribelli d'Irlanda. Ma fin dall'inizio insorgono contrattempi e difficoltà che sembrano mettere a repentaglio i tempi della missione, tra i quali hanno un ruolo di primo piano i seri problemi del chirurgo di bordo, Stephen Maturin. Abbandonato dalla moglie Diana, si ritrova solo ad affrontare la grave forma di autismo della figlioletta Brigid, quando scopre che contro di lui si sta muovendo un temibile avversario il quale, messo alle strette dalle rivelazioni dello stesso Maturin come agente segreto, è pronto a tutto pur di rovinarlo. Costretto a una precipitosa fuga dall'Inghilterra, riesce a imbarcarsi per un pelo sulla nave ammiraglia di Aubrey, ma la navigazione riserverà ai due amici non poche sorprese, e il neo commodoro imparerà fin troppo presto a conoscere le pene del comando di un'intera squadra navale...

€ 12,45

€ 16,60

Risparmi € 4,15 (25%)

Venduto e spedito da IBS

12 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    orlando

    10/03/2008 17:03:52

    litrvo scorrevoli nella lettura con buone descrizioni non troppo lunghe ma precise sono avventure belle da leggere sto facendo la raccolta e vorrei sapere quanto manca alla fine. pero devono piacere le avventure e seguirle con la mete e vederle con la mente. IL film e stato qusi fedele nella ricostruzione.

  • User Icon

    Luigi

    27/11/2007 22:59:46

    Sempre grandissimo.Magari il libro non raggiunge proprio le vette di altri romanzi di Patrick ma trasmette sempre delle emozioni.Inoltre,quello che lo caratterizza è che O'Brian riesce a fare invecchiare i suoi personaggi in modo naturale (insieme con i lettori,purtroppo).Tremo al pensiero che presto giungeremo alla fine della collana ma anch'io la rileggerò come fosse la prima volta.

  • User Icon

    Danilo Costoli

    26/09/2007 21:51:04

    Ormai Steven , Jack , Killik , sono miei amici, alcune volte ho immaginato di fare un salto indietro nel tempo ed essere con loro durante un burrasca a darmi da fare sulla Surprise. O'Brian ha caratterizzato così tanto i personaggi che mi sembra di conoscerli. In effetti mi spiace un pò che questo sia il 17° romanzo e tra soltanto 4 pubbilcazioni l'avventura finirà, chissa come poi? Forse sono d'accordo con il lettore che dice che l'ultimo romanzo non lo leggerà mai. Cosi anch'io come altri lettori ricomincerò a leggerli da capo. Per quanto riguarda questo libro nello specifico , obiettivamente è un pò sottotono , ma le emozioni che mi trasmette O'Brian sono quelle di sempre. Grande Patrick , grazie per avermi fatto sognare.

  • User Icon

    massimiliano

    11/09/2007 22:59:37

    Un 5/5 di stima e di affetto...ho comprato il libro e l'ho messo sul mio comodino...ogni tanto lo guardo e pregusto avidamente il momento in cui lo iniziero'...dopo aver riletto per la terza volta i suoi 16 precedenti!! E' un amore grande e appassionato e, come forse direbbe Jack," darei un dannato braccio per essere sul cassero della Surprise stasera". P.s. ho deciso che non leggerò mai "l'ultimo viaggio di jack Aubrey" il romanzo incompiuto....piangerei su ogni pagina. P.P.S. Cerco altri innamorati della Surprise come me!!

  • User Icon

    Andrea

    28/08/2007 13:20:10

    Non all'altezza dei precedenti. Deludente per molti versi, ma a O'Brian si può perdonare una défaillance. Aspetto con ansia i prossimi romanzi unendomi al coro dei delusi per la lentezza con cui vengono pubblicati in italiano.

  • User Icon

    Federica

    11/07/2007 16:55:51

    Leggo ormai da tre anni i romanzi di O'Brian e devo dire che nessuno mi ha finora delusa..Doppia missione può essere un romanzo di "transizione", che non dice molto in sè, non descrive in più pagine le battaglie ma si limita ad accennarle...ma forse è quello che ho apprezzato maggiormente. L'ho trovato molto intimista..finora abbiamo visto uno Stephen padre che però non conosceva ancora sua figlia..ora lo ritroviamo genitore preoccupato, con tutti i dubbi e le gioie che derivano da questo suo nuovo ruolo. Jack forse è meno approfondito questa volta, anche se è diventato commodoro e ci si aspetterebbe una maggiore introspezione. Ma va bene lo stesso. Aspettiamo ora il proseguimento delle avventure di questi grandi ed inseparabili amici del mare!!

  • User Icon

    fulvia

    07/06/2007 13:46:19

    Amo immensamente i romanzi di O'Brian e ammetto che non sono rimasta delusa neppure da questo, romanzo forse di transizione, peccato che per scoprirlo dovremo attendere un altro anno, data la pubblicazione con il contagocce della casa editrice! I personaggi si affinano ma le caratteristiche che li hanno fatti amare sono sempre presenti ed è difficile non lasciarsi coinvolgere dalle vicende di questo nuovo romanzo: trovo toccante e splendido il rapporto di Maturin con sua figlia, detesto cordialmente Diana Villiers (ma questo da sempre...) e amo profondamente tutto ciò che riguarda Aubrey, anche solo di sfuggita e Bonden. Non delude secondo me chi ama davvero questo mondo creato dalla bravura di O'Brian. Da leggere, in attesa del prossimo.

  • User Icon

    ildome

    24/03/2007 07:53:26

    Leggo sempre con piacere i libri di O'Brian. Devo dire che quest'ultimo, però, mi ha deluso parecchio. Nelle 300 pagine del romanzo succede ben poco. I combattimenti sono narrati in poche righe. La descrizione e i dialoghi vanno avanti per frasi fatte. Ovvero sembra che l'autore imiti sempre più se stesso e faccia fatica a trovare nuovi spunti narrativi, dilatando quei pochi più che può. Interessante, invece, la descrizione della tratta degli schiavi sulle coste africane. In tutta sincerità spero che nel prossimo romanzo ci sia qualcosa di più.

  • User Icon

    Francesco Porru

    25/02/2007 20:04:53

    Assolutamente meraviglioso, come d'altronde quasi ogni libro della serie Aubrey-Maturin.

  • User Icon

    Marco

    25/01/2007 12:53:23

    Bel romanzo. Ma quanto ci tocca aspettare ancora affinchè sia pubblicato il seguito? E che dire dei pianti degli editori sulla crisi del settore; certo è che se le pubblicazioni degli autori più richiesti avviene con questi ritmi ( uno all'anno nel nostro caso).....lascio ai lettori di O' Brian la risposta!

  • User Icon

    Pierluigi Bardini

    18/01/2007 16:43:42

    Non si può imitare,FANTASTICO

  • User Icon

    Federico

    17/01/2007 17:32:35

    Che dire, è sempre POB: è sempre un piacere leggerlo, dopo quel duro anno di attesa inflittoci come sempre dalla crudele Longanesi. Il titolo inglese, «Commodore», è piú corretto di quello italiano, perché in realtà l'intero libro è centrato sulla prima esperienza di Jack come commodoro a tutti gli effetti, sui dubbi del comando, sull'impossibilità di sopperire alle carenze dei propri sottoposti ecc. ecc. Per il resto non succede praticamente nulla: le azioni di guerra sono volutamente messe in secondo o terzo piano (sono brevissime o solo riferite dai personaggi), e l'unico altro filo narrativo (molto trascurato) è quello del nemico di Stephen, il duca di Habachtsthal (della cui fine Stephen non si occupa, né l'autore ce ne dice nulla, rimandandoci all'episodio successivo); qualche dramma familiare per le due coppie nelle prime pagine e alla fine, ma anche questi per niente approfondito (maggiori dettagli sempre nel prossimo libro, suppongo, almeno per Diana). Insomma, un libro di transizione, non particolarmente avvincente, ma è sempre un piacere leggere le avventure dei nostri cari vecchi amici.

  • User Icon

    D'arcy

    11/01/2007 17:25:00

    ...Non solo Omero, ma un "Jane Austen" sul mare ..

Vedi tutte le 13 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Doppia missione è il diciassettesimo romanzo sulle avventure del capitano Jack Aubrey e del suo amico Stephen Maturin. Seguiamo l'alternarsi della fortuna di Aubrey - un uomo grande e grosso, cordiale e allegro, che ama la musica e l'astronomia - nel corso delle imprese in cui O'Brian lo coinvolge tra il 1800 e il 1815 insieme all'inseparabile Maturin - un uomo piccolo, tenebroso e taciturno; un famoso medico e naturalista di origini basche e irlandesi che presta servizio come chirurgo di bordo della Royal Navy, nonché come agente segreto per la corona inglese.
In Doppia missione Aubrey e Maturin, dopo un lungo viaggio attorno al mondo, ritornano finalmente in Inghilterra. Per Aubrey il ritorno in patria è un momento felice sia per la riunione con la famiglia che per la tanto agognata promozione a Commodoro; Maturin, invece, deve affrontare una grave situazione familiare: la figlia Brigid, infatti, soffre di autismo e la moglie, non riuscendo a sostenere la situazione, scompare affidando la bambina alle cure della vedova Clarissa Oakes. Il soggiorno in patria è però breve e presto l'avventura ricomincia: Aubrey riceve ordine di partire per debellare con un'azione di forza la tratta illegale degli schiavi sulle coste occidentali dell'Africa e, al ritorno, dovrà impedire a una flotta francese di rifornire di armi i ribelli d'Irlanda. Maturin, intanto, alle prese con un temibile avversario pronto a tutto pur di rovinarlo, è costretto a una precipitosa fuga dall'Inghilterra che lo porterà a imbarcarsi proprio sulla nave dell'amico di sempre.
Tra scorribande per mari, complotti, vecchi avversari e nuove conoscenze, i due amici ci accompagnano in una nuova, travolgente avventura in mare aperto.
Anche in questo suo ultimo romanzo, O'Brian offre al lettore una trama intricata e intrigante; una profonda analisi delle complesse relazioni tra i personaggi; una ricostruzione storica ricca e dettagliata e una descrizione accurata delle navi e dei loro equipaggiamenti. La critica americana, entusiasta di questo ultimo romanzo, ha consacrato lo scrittore come "l'Omero delle Guerre Napoleoniche".