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Editore: Il Maestrale
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2010
Pagine: 176 p., Brossura
  • EAN: 9788864290232
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Recensioni dei clienti

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    Anna

    23/12/2011 09:11:35

    Letto ieri in una serata di magica solitudine,letto tutto d'un fiato, come si leggeva a 15 anni. E' un libro significativo, non solo per me che fino a 12 anni di età ho vissuto in quel mondo, anche quando non si tratti di un buon lettore. Di grande maestria è la costruzione del racconto e la dimensione dotta del narratore, che trama la narrazione di un altissimo intertesto letterario, dalla rivisitazione del mito di Prometeo alla struttura profonda di tragedia - proprio alla maniera greca - che assume la vicenda di Luisu, che non può sottrarsi al destino di morte, anzi va incontro a questo destino come un eroe tragico. Grande si rivela questo scrittore nella dimensione simpatetica con i suoi personaggi e ancor nella straordinaria capacità di scandagliarne gli animi. Molto bello anche l'uso della lingua che va di pari passo alla maturazione della coscienza del protagonista e che passa dal irismo della prima parte - quando il narratore si fonde col suo personaggio e il suo monologo interiore - alla prosa referenziale della parte finale. E quella delicata dimensione di pudore con cui è avvolta la gioia del dono di sé, espressa solo con le parole: "Poi, nell'erba alta degli incolti de Is Loccis, quel pomeriggio Luisu ha capito molto meglio che cosa vuol dire avere un corpo nuovo". Particolarmente mi ha toccato il rapporto d'amore con un animale ...Baieddu che ti sveglia all'alba con i suoi labbroni sul viso e sulla testa, ... finché si è fatto mandare in superficie a preparare e accompagnare Baieddu nello sprofondare, per tenerlo buono, consolarlo, che non gli muoia di crepacuore ...e se l'è tenuto abbracciato, così, sacchetta al collo e panno sugli occhi, finché ha cominciato a prendere e tenere una carruba con le labbra, soffiando a lungo quei suoi grandi soffi di paura, come singhiozzi di un bambino che ha già pianto troppo. Sensibilità e modo di esprimerla da grande scrittore.

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    giamme

    04/12/2011 17:17:20

    Lavorare in miniera, e militarizzata, durante la seconda guerra mondiale: sotto due cieli, uno più pericoloso dell'altro. Doppio cielo è un racconto di una forza classica, potente, ma anche commovente. Almeno quattro personaggi indimenticabili: Luisu, Ferriero, Marialuisa, Baieddu. Da leggere.

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    taxa

    01/11/2011 08:58:11

    Questo libro dà un'impressione forte di grande abilità narrativa e di perfezione del risultato della narrazione. Ma ciò facendo ottiene anche un grande coinvolgimento dei sentimenti e delle senzazioni, insolite per altro, come lo stare sotto terra in miniera. L'ambientazione storica è ugualmente perfetta. Tutti i personaggi, compreso il puledro Baieddu, sono lì visibili e accostabili con le loro vite più o meno straordinarie nell'ordinario orrore di una miniera di carbone militarizzata durante l'ultima guerra mondiale. Indimenticabili almeno tre personaggi: Luisu, Ferriero, Marialuisa.

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    willi

    17/10/2011 19:40:16

    A farne un racconto potente bastava la vicenda del puledro Baieddu, che forse poteva andare avanti fino alla fine. Ma Angioni è un narratore che rifugge dagli espedienti strappaconsenso. Ed è anche politico, oltre che storico, in questo romanzo minerario. E così un libro a cui non manca niente ma resta comunque agile acquista la potenza di un vero piccolo classico. Da leggere e consigliare.

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    andre

    19/09/2011 10:26:02

    Angioni ci ha donato un'opera di rara intensità, che è destinata a durare nel tempo, al di là delle stagioni letterarie e delle mode transeunti, poiché si staglia nel panorama della letteratura contemporanea con la forza di un'opera che ambisce alla classicità ed è una ulteriore conferma dell'assoluta valenza dell'intero percorso creativo e sperimentativo di Angioni, dall'Oro di Fraus ad Assandira (2004) e ad a Le fiamme di Toledo (2006), il più bel romanzo storico di questo inizio del secolo. La vicenda raccontata in Doppio cielo è la storia del ventenne Luisu Melas che, partito dalla immaginaria Fraus, finisce a lavorare nella miniera di carbone di Serbariu a Carbonia, durante la seconda guerra mondiale, nei mesi che precedono la caduta di Mussolini e del regime fascista. L'ambientazione costituisce un tema assai affascinante per la narrativa italiana: il rimando, scontato, è a Rosso Malpelo di Verga e a Ciaula scopre la luna di Pirandello, con il quale il libro sembra tracciare un dialogo più o meno esibito, sebbene - al di là delle pur suggestive rifrazioni letterarie - il romanzo di Angioni si caratterizza per un'ammirevole capacità di documentare realisticamente l'esperienza della miniera, trasposta magistralmente in chiave narrativa. In tal senso, Doppio cielo è anche, e soprattutto, il romanzo di una formazione sentimentale e politica di Luisu Melas, che avviene principalmente attraverso due incontri: la presa di coscienza con l'anarchico e confinato politico Ferriero Dondi, maestro di miniera non meno che di politica, e la scoperta dell'amore attraverso la bella Marialuisa, figlia dell'eroico tziu Macis. Questa storia di miniera, amore e morte è sostenuta da una lingua letteraria che riesce mirabilmente a fondere l'essenzialità del dettato con un tasso di liricità trasposto in dimensione epico-tragica.

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    trex

    12/09/2011 20:40:27

    Un libro breve e agile, diretto ed efficace come la freccia del Parto, che colpisce al cuore, se uno ce l'ha, e soprattutto se ce l'ha capace di sentire seza intimismi e stratagemmi romanzeschi. Un bel romanzo.

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    marbor

    04/07/2011 19:21:28

    "Essenzialità classica del racconto", scrive Mabrisass ed è ben detto di questo libro. Libro importante. Ma che finora ha avuto solo il riconoscimento di essere stato "libro del mese" di Fahrenheit. Aggiungo il mio convinto apprezzamento e il consiglio alla lettura.

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    valtrav

    26/06/2011 19:57:17

    Non sperimantalizzante, non ammiccante, non esotizzante: un racconto di classica nitida efficacia, su un tema amato dalla letteratura, su cui sembrava non ci fosse più niente da dire: il lavoro, il lavoro tremendo della miniera. Che qui si scopre come si scopre il mondo alla nascita.

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    marco

    18/04/2011 21:37:24

    l'anarchia?eh l'anarchia! l'anarchia per ora non è che una idea,è solo un desiderio,però è una idea che serve,eccome se serve l'anarchia...... ho scelto questo breve pezzo per fare un omaggio a questo bel libro che ho faticato a trovare,leggerlo è stato un piacere."la ricchezza è furto,il padrone è inutile,non serve,è una soperchieria,ogni ricchezza nasce e cresce sulla nostra povertà". e la bella marialuisa che è profumata ......

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    guaro

    09/02/2011 17:24:38

    Un vero e sentito omaggio alla storia millenaria della vita di miniera in un racconto di formazione. Da consigliare.

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    mabrisass

    09/02/2011 16:54:49

    Veramente questa è una storia potente di lavoro, cameratismo, amore e morte. Splendidi e inediti personaggi, essenzialità classica del racconto.

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    glueckauf

    14/01/2011 19:46:44

    Un corpo campagnolo e cavaliere che diventa corpo minatore e cavallante. Bel realismo storico-politico avvolto nell'irrealismo del lavorare sottoterra. Una scrittura classica per un argomento classico, con risultati inaspettati. Un giovane uomo che finisce per caso a Carbonia in una miniera di carbone, un luogo dove mai nessuno è finito per caso. E lì impara a vivere, fino in fondo, come si può e si deve vivere in un mondo così. Un racconto esemplare, che tra l'altro prende di contropiede i romanzi di formazione. E ci sono una ragazza e un cavallo veramente straordinari, a parte Luisu il protagonista. Nessuno dei tre si dimentica. E nemmeno qualche altro dei personaggi insoliti di questa storia dove si tocca un cielo con un dito. Per me Luisu resterà di sicuro nel mio immaginario sotterraneo insieme con il pirandelliano Ciaula che scopre la luna.

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