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Recensioni Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

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    07/05/2020 10:32:28

    Una meticolosa raccolta di dati e documenti rendono questo libro molto attendibile. Non che questo servisse per confermare ulteriormente la grande preparazione della giornalista Stefania Limiti. Inoltre il testo risulta scorrevole. Consiglio la lettura a tutti gli appassionati ma soprattutto ai giovani ricercatori.

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    06/01/2019 11:03:43

    La giornalista con cura e dovizia nei particolari descrive un determinato periodo storico. Libro scorre bene, fonti ben documentate.

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    01/11/2018 11:00:52

    La massa di notizie e protagonisti può indurre il lettore ad un certo sconforto, ma è ciò che accade, a quanto pare, ed è necessario sapere. Libri come questo ed autori come Stefania Limiti vanno letti ed ascoltati sempre di più!

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    01/10/2018 17:38:03

    Il materiale è prezioso.Merita 5stelle anche solo per i due capitoli finali:"L'uomo del doppio livello" e "False bandiere a Capaci".Argomenti da trattare a scuola da parte di volenterosi insegnanti

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    01/10/2018 12:12:59

    Bellissimo libro . Molto dettagliato Brava come sempre . Consigliatissimo.

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    20/05/2017 13:47:57

    Accurata e dettagliatissima indagine dei grandi piani congegnati per indebolire l'Italia da attori sia interni ed esterni al panorama nazionale. Fortemente consigliato.

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    08/02/2017 19:50:55

    Convengo col giudizio di cui sopra, manca una chiara chiave interpretativa...

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    07/07/2013 11:36:26

    Il voto 3/5 è la media tra il 5 per la vastità delle fonti utilizzate e il 2 per la capacità di gestione e sintesi di dette fonti. Anche il lettore esperto, infatti, si trova disorientato dal diluvio di sigle, organizzazioni, entità dello "stato parallelo": SIFAR, SID, SISMI, SISDE, Supersid, Supersismi, Anello, Gladio, P2, Ordine Nuovo, Ordine Nero, Avanguardia Nazionale, Noto Servizio, Rete atlantica, Organizzazione O, Osoppo, Nuclei Difesa Stato, CIA, Magliana, Agenzia del crimine, mafia, BR ecc. ecc. Alla fine sembra una lotta di tutti contro tutti, senza una convincente interpretazione che riassuma modus operandi e strategie dello stato parallelo (a parte la destabilizzazione per stabilizzare, che è tesi peraltro non nuova). In mezzo a ciò, anche alcune inesattezze: la Digos nel 1970 non esisteva (p. 131), anche Maletti e Labruna erano nelle liste P2, non solo Casardi (p. 354), i Nuclei Difesa Stato erano stati già ampiamente scoperchiati nella prima istruttoria su Piazza Fontana senza aspettare Salvini negli anni 90 (p. 144). In conclusione: i lettori esperti devono assolutamente averlo nella loro libreria (pur con le avvertenze di cui sopra) per la miriade di dati e fonti citati; chi voglia farsi un'idea dei nostri poteri occulti è meglio si indirizzi su altri libri.

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