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Dove finisce l'Italia. Viaggio sulla linea sottile dei nostri confini

Niccolò Zancan

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Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Anno edizione: 2020
In commercio dal: maggio 2020
Pagine: 208 p.
  • EAN: 9788807173738

€ 15,20

In uscita da: maggio 2020

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A est, dove il Carso si separa tra il Friuli e la Slovenia. A sud, dove i due mari si mescolano attorno alla punta di Capo Passero. A ovest, su e giù per i passi che collegano Ventimiglia alla Francia. E ancora a nord, tra i boschi inselvatichiti e le case disabitate alla frontiera con la Svizzera. Per capire cos'è un confine bisogna passare di qui. Camminando lungo le estremità del nostro paese, Niccolò Zancan racconta la fatica e la paura di chi arriva dopo aver attraversato mari e continenti, ma anche tutto quello c'è attorno. La frustrazione, la solidarietà, la compassione e la rabbia di chi abita nei luoghi cruciali del destino di migliaia di persone. Spazi che hanno odori e rumori diversi da tutti gli altri, densi di storie e di memoria: il Passo Paradiso, al confine nord ovest, oggi si chiama Passo della Morte. Un nome che svela un modo di stare al mondo. Non lontano da Trieste, dove il vicesindaco butta via le coperte ai senzatetto, in una piccola città della Carinzia incontriamo Dragana, prostituta con regolare permesso di soggiorno in un bordello per soli italiani. Nella terra dei pomodorini, che da Ragusa arriva al mare, vive l'ultimo contadino comunista. Abitare queste linee di frontiera significa avere lo sguardo rivolto al tramonto: da qui si vede meglio la vecchiaia dell'Occidente. Si fa esperienza di un legame viscerale con certi valori che, una volta, l'Occidente l'hanno definito, ma anche della dolorosa consapevolezza di non poterli più onorare. Così Zancan mette in discussione l'idea che abbiamo dei confini e del loro significato: molto più che linee di separazione tra un territorio e l'altro, le frontiere sono orizzonti di attese, perimetri simbolici di valori e di desideri, così potenti da muovere le persone e sradicarle.
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  • Niccolò Zancan Cover

    Niccolò Zancan è nato a Torino nel 1971. Giornalista dall'età di ventitré anni, prima a «la Repubblica», poi a «La Stampa» (di cui è inviato speciale), scrive storie di strada, violenza ed emarginazione. Ha pubblicato Sono tutti bravi a morire (Meridiano Zero. 2014), Ti mando un bacio (Sperlin & Kupfer, 2015) e L'undicesimo comandamento (Sperling & Kupfer, 2017). Approfondisci
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