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Traduttore: M. Nicola
Collana: La memoria
Anno edizione: 2014
Pagine: 507 p., Brossura
  • EAN: 9788838932342
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Recensioni dei clienti

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    fede

    06/05/2017 18.35.56

    La storia di questo personaggio è davvero struggente. A mio avviso vale la pena leggere le ultime 5 pagine che riassumono giornalisticamente ciò che è accaduto. La costruzione narrativa è invece monotona e pedante, non mi è piaciuto affatto.

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    patrizia b.

    02/09/2015 10.32.05

    Mi piace questa scrittrice, acuta e ironica. Questo libro mi ha molto interessato per la parte storica, pochi di noi sanno com'era la Spagna in quegli anni (ci venivano propinati solo toreri e le gravidanze della figlia di Franco). Quello che mi è sembrato appiccicaticcio è il contorno-storia dello psichiatra e compagni, che forse serviva a spiegare alcune cose, ma che è comunque la parte poco interessante del libro.

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    laguby

    13/07/2015 12.16.29

    Un libro davvero molto interessante. Innanzitutto, stilisticamente: per il doppio registro narrativo, segnato anche tipograficamente, per la descrizione del paesaggio: bellissimo e duro; crudele, perfino; per la resa efficacissima del clima di oppressione, inganni, delazione, sotterfugi, cinismo: immediato il richiamo a certa narrativa sudamericana (Marquez, L'autunno del patriarca, ad esempio). I personaggi sono particolarmente curati: prima fra tutti la Pastora (persona e personaggio realmente esistito) che è un eroe "semplice" eppure triste e desolato; marcato dalla solitudine, eppure così capace di star da sola, in mezzo alla natura e agli animali? E poi i due co-protagonisti che si mettono sulle tracce della Pastora: entrambi vivono un profondo cambiamento - che l'autrice segue passo passo - fin quasi a "scambiarsi" le rispettive teorie di vita? Infine, nella narrazione compaiono anche tante altre figure "secondarie" che la Gimenez Bartlett sa sempre ben caratterizzare, nel clima cupo, di dolore, che pervade tutto il libro. Su tutti, la capacità di scavare nei cuori e di "renderne" la sofferenza. Una nota negativa? La chiusura, che è parsa troppo affrettata.

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    patrizia

    20/06/2014 15.45.07

    Adoro questa scrittrice che riesce a farmi stare sveglia finchè non ho finito di leggere i suoi libri e la ringrazio per avermi dato la possibilità di conoscere un po' di storia spagnola attraverso un personaggio realmente esistito che sembra, per le sue caratteristiche,essere uscito da un romanzo. Ho trovato anche molto interessanti i dialoghi tra lo psichiatra ed il giornalista dove si mettono in evidenza caratteristiche e differenze tra le culture dei paesi di provenienza(Francia/Spagna). Ma alla fine...tutto il mondo è paese.

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    taty

    11/03/2013 12.51.31

    Un libro che si legge ma che non conquista. Non coinvolge il lettore nè tantomeno ci si lega ai personaggi del libro.

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    Giovanni Battista

    13/02/2013 10.27.07

    Avevo letto un solo libro della scrittrice "serpenti nel paradiso" ed ho comprato questo per misurare le capacità della scrittrice in un contesto diverso dal libro noir. E' stata una bella scoperta! Il modo di descrivere e di far parlare il/la protagonista "la pastora" è stato di una veridicità unica. Sembrava di vederlo, di sentirlo parlare. Una maniera staordinariamente realistica di farti scendere dentro ad un personaggio veramente esistito. Una maniera coinvolgente di raccontarti un pezzo di storia con cui gli spagnoli hanno fatto fatica a riconciliarsi. Una riconciliazione alle volte malamente tentata da alcuni scrittori italiani sul periodo della lotta antifascista e che Alicia Gimenez Bartlett è riuscita a realizzare veramente bene, con delicatezza ed una discreta dose di obiettività. Il racconto dei due personaggi che cercavano la pastora è stato invece un po' troppo didascalico ed alle volte un po' noioso. Si capisce che attraverso questi personaggi Alicia volesse mettere la propria riflessione sulla Spagna ed il mondo attorno di allora: una operazione non completamente riuscita. Ma complessivamente un bel libro che ti lascia belle cose dentro quando lo finisci.

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    roberta

    21/01/2013 20.17.49

    Ero rimasta positivamente colpita dalla scrittura della Gimenez Bartlett leggendo le avventure di Petra Delicado, ma qui sono rimasta delusa...E' vero che questo non è un giallo, e quindi magari non c'è troppa suspense, però l'ho trovato noioso. Oltre 400 pagine in cui si ripete sempre la stessa storia..poteva essere benissimo lungo la metà. Il libro racconta la storia della Pastora, un brigante dal sesso indefinito vissuto in Spagna durante il periodo del franchismo. Uno psichiatra francese, con l'aiuto di un giornalista spagnolo, va alla ricerca di questo individuo per studiarne la personalità e valutare come le sue caratteristiche fisiche abbiano influenzato la sua vita e i suoi comportamenti. Il tutto si svolge in Spagna, nei villaggi tra le montagne dove la Pastora ancora si nasconde. I due raccolgono una serie di testimonianze dagli abitanti del luogo che per qualche motivo hanno avuto modo di incontrarla. Insomma una raccolta di aneddoti uno uguale all'altro. Piacevole invece la descrizione del rapporto tra i due viaggiatori che, dapprima si sopportano a malapena in quanto completamente diversi e provenienti da due opposte realtà, e poi, col passare del tempo cominciano a conoscersi e ad apprezzarsi l'un l'altro fino a stringere un'amicizia. Per entrambi, ma in particolare per lo psichiatra, sarà una sorta di viaggio di formazione. I due messi a confronto con gli orrori della guerra torneranno a casa ormai cambiati.

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    marco ferraro

    21/03/2012 22.16.18

    Un racconto a metà tra storia e leggenda, l'ultimo partigiano della guerra civile spagnola di cui non è certa nemmeno l'identità sessuale, su questa base si inserisce la vicenda del medico francese e del suo amico giornalista spagnolo alla ricerca della "Pastora". Francamente ho durato molta fatica ad entrare nel cuore del racconto e comunque la ricerca di questi due personaggi alla fine mi è anche sembrata quasi estranea ed attaccata a forza alla vicenda principale, tanto che le parti in cui la "Pastora" racconta le sue gesta risultano le uniche interessanti, ma se tutto si deve ridurre a questo allora il libro è un altro. Pure l'ambientazione che poco alla volta stravolge l'animo del medico non mi ha impressionato più di tanto, lo stesso dicasi per la natura selvaggia della Spagna profonda, delineata nel risvolto di copertina. Forse alla scrittrice interessava portare alla luce un periodo ed una vicenda della storia contemporanea del suo paese e forse se il libro deve visto sotto l'ottica del documento storico allora recupera qualche punto, altrimenti il giudizio è sotto la sufficienza.

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    Umberto Mottola

    26/12/2011 19.54.35

    Trovo questo romanzo di Alicia Giménez-Bartlett davvero un capolavoro. Basandosi sulla storia vera di Teresa Pla Meseguer, l'autrice ha costruito un'opera avvincente, equilibrata, ricca di forti emozioni. La storia è narrata usando il racconto in prima persona del personaggio della "Pastora", alternato a quello in terza persona della ricerca della "Pastora" stessa da parte dello psichiatra francese Lucien Nourissier e del giornalista da strapazzo Carlos Infante. E' un libro che arricchisce, che lascia dentro qualcosa. Se già non ci hanno pensato, penso che si potrebbe trarne anche un bellissimo film.

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    chiara

    20/10/2011 12.49.56

    Ero dubbiosa su questo romanzo. Dubbi svaniti. Interessante, scritto bene, coinvolgente,commovente.Un interessante quadro storico della Spagna Franchista del dopoguerra. Letto d'un fiato. Si conferma una delle mie scrittrici preferite.

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    vania

    05/10/2011 15.17.26

    ho letto diversi libri di questa autrice, che mi piace molto, soprattutto quelli della serie di pedra delicado, interessanti non tanto perl'episodio ' giallo' di per se quasi insignificante, ma per lo spumeggiante, pungente e divertente rapporto che ha con il suo vice . l'ultimo pero' mi era sembrato sottotono e avevo pensato che la vena si fosse esaurita . poi ho letto questo, di natura completamente diverso, e l' ho trovato bellissimo . mi e' piaciuta soprattutto la parte ' in corsivo' in cui la pastora racconta la sua storia, molto umana, triste e di sentimenti profondi . lo consiglio vivamente .

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    Fabio B.

    01/10/2011 18.08.48

    Autrice a me finora sconosciuta,e'stata una vera e propria rivelazione: scrive molto bene ed approfondisce i personaggi in modo ineccepibile anche quando, come in questo caso, l'ambiguita' porebbe prendere la mano. La storia e'affascinante e coinvolgente fa si' che il libro si legga tutto di un fiato e il finale a sorpresa, ci ricorda che siamo sempre al cospetto di una autrice di gialli. Senz'altro leggerò altro della stessa autrice... Come al solito la Sellerio non sbaglia il colpo..!

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    giovanni

    28/09/2011 15.39.44

    E' un libro che, dopo le pagine iniziali, si ha voglia di leggere velocemente. Interessante l'intercalare del racconto della/del Pastora tra quello degli altri due protagonisti. Ottimamente descritta la metamorfosi di pensiero dello psichiatra e del giornalista chiamati a mettere in gioco e a rivedere il "proprio senso della vita" tra paesaggi aridi e inospitali come, a volte, può esserlo il cuore di un uomo. Il colpo di scena finale indica che la possibilità di affrancarsi è sempre presente nella vita di ognuno.

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    ornella tognetti

    27/09/2011 12.40.32

    Anche questa volta la Gimenez-Bartlett non delude i suoi lettori. Non servono molte parole: bellissimo.

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    stefano

    19/09/2011 19.31.42

    La storia è molto bella,i personaggi stupendi, il finale sorprendente. Alicia Bartlett scrive veramente bene !

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    etrus

    18/09/2011 18.26.45

    Splendido libro che porta il lettore in paesaggi sconosciuti, in atmosfere drammatiche del passato e indaga nell'animo umano. C'è un appunto che mi sento di fare: il terribile scoop finale, davvero superfluo ed esagerato! Inoltre la trama si svolge con lo stile americano, indizi si aggiungono a indizi che sembrano portare a nulla e poi all'improvviso la conclusione miracolosa che dà un senso un poco banale alla fine del libro.

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    nihil

    18/09/2011 07.56.59

    Un romanzo avvincente al punto di sembrare cronaca vera. I personaggi sono reali e vivono davvero di vita propria. Mi dispiace averlo finito, penso che leggerò anche gli altri libri di questa autrice, che per me è stata una sorpresa.

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    Barbara M.

    25/08/2011 15.09.42

    Un po' come per "una stanza tutta per gli altri" , anche qui l'autrice riesce ad unire il talento narrativo al gusto per la ricerca storica, restituendoci un'immagine vivida e tragica della Spagna franchista degli anni Cinquanta. Mi hanno colpito per la loro intensità poetica soprattutto le pagine (che nel libro sono riportate in corsivo) in cui il personaggio della Pastora si racconta e che si alternano alle vicende dei due personaggi protagonisti. Forse questi ultimi faticano un po' a mantenere lo stesso alto livello nella narrazione... Nel complesso comunque un ottimo libro.

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