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Giorgio Scerbanenco

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
Pagine: 194 p. , Brossura

2 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Gialli classici

  • EAN: 9788811666462

Recensioni dei clienti

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    Federico Casanova

    14/01/2014 16.19.10

    Mi trovo in piena "full immersion" in Scerbanenco, scrittore che riunisce grandi qualità (avvincente,scarno fino alla crudezza ,ricco di humanitas e pietas per i perdenti,realisticamente violento,amaramente sincero e disilluso).Questo romanzo dimostra che "anche i ricchi piangono" e che talvolta anche la giustizia trionfa.Non c'è bisogno di Duca Lamberti per vibrare di sdegno e di ribellione assieme alla protagonista del romanzo. Scerbanenco anticipa tematiche dei nostri tempi, la gratuità della violenza e la prepotente supremazia della disonestà.Ma se "il sole non sorge mai" nel buio riformatorio, sorge invece sempre nel cuore di chi ama questo autore ,che non ha alcunchè di leggero, di scontato e superficiale.Leggetelo, come pure la tetralogia del "Duca", ma non aspettatevi Quentin Tarantino o qualche altra fiction televisiva.

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    Truedefender

    18/01/2013 13.28.35

    Fantastico!! Da leggere, da leggere, da leggere assolutamente! Libro di una attualità straripante. Certo, se nei libri di Scerbanenco cercate riferimenti a tablet e Facebook come l'arguto primo recensore...girate alla larga...! Un commento scritto da chi definisce un certo Georges Simenon come uno scrittore di storie senza senso lascia il tempo che trova. Quì di leggero c'è solo la scorrevolezza del racconto!! Altro che lettura leggera. Scerbanenco è uno dei maggiori scrittori del nostro tempo. Non finisce mai di sorprendermi. Io proporrei questo romanzo come libro di testo per le scuole. Basta con storie di matrimoni che non s'hanno da fare. Questa storia è intrisa di passione. La passione che si trasmetterebbe agli studenti calati nella realtà del nostro tempo. La peste della nostra epoca è l'ipocrisia. Qui l'ipocrisia è bandita. Cosa c'è di meglio della verità delle cose? Ma si sa, il nostro Paese è ultra-conservatore quindi laico solo a parole. Però un pensierino ci si potrebbe fare no?

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    carneade

    24/07/2009 19.31.29

    Una storia breve ma intensa,sofferta ,fatta di laceranti rincorse e colpi di scena ben studiati e che potrebbe essere bene adattata alla realta'.il libro precorre molto i tempi attuali,il racconto potrebbe bene rappresentare una vicenda forse non di cronaca ,ma che potrebbe coivolgere il vissuto personale di chiunque.qui si dipana la valenza narrativa:questo scrittore nel noir leggero ha abilmente tracciato una linea di demarcazione sfumata tra il potenziale inserimento della trama nel quotidiano o l'ascrizione dell'intera vicenda nel ritaglio di cronaca.

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    marino

    04/06/2005 15.23.00

    Forse uno dei più bei romanzi di Scerbanenco... Una lettura che scorre veloce e che coinvolge il lettore...Una storia semplice ma nello stesso tempo triste e drammatica...L'autore si conferma ancora una volta maestro e capostipite della narrativa poliziesca italiana, maestro a cui tanti, troppi, attingeranno in seguito per partorire dei libri non sempre degni di essere letti.

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    Simone

    14/03/2005 11.17.41

    Ho comprato questo libro con parecchia curiosita'. Si legge in fretta, e anche bene. La storia e' piuttosto semplice, senza grandi imprevisti. Purtroppo questo romanzo risente evidentemente dell'eta', essendo pieno di riferimenti a particolari della vita tecnologica del nostro Paese di cinquant'anni fa. Sembra difficile vedere nella contessina Sinistalqui un'adolescente dei nostri giorni, e perfino la conclusione del racconto mi appare forzata e vagamente didascalica, come se l'autore volesse introdurre un po' di movimento come usava nei polizieschi italiani dell'epoca. Un lettura leggera, niente di eccezionale.

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