Le due analisi del signor Z

Heinz Kohut

Curatore: F. Paparo
Anno edizione: 1989
In commercio dal: 15 febbraio 1989
Pagine: 112 p., Brossura
  • EAN: 9788834009505
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Descrizione
Il signor Z chiede e riceve da Kohut un'analisi. A cinque anni e mezzo dalla conclusione della terapia, torna da lui chiedendo una seconda analisi: non riesce a venir fuori da una profonda sofferenza, da un costante isolamento sociale; soffre per un'intensa inclinazione alla masturbazione, accompagnata da fantasie masochistiche. Kohut l'accetta per la seconda volta, perché proprio in quel periodo ha rivoluzionato le sue concezioni teoriche e sta verificando nuove idee e nuovi metodi. Così nasce, per questa coincidenza di tempi, una spettacolare quanto unica dimostrazione dal vivo della differenza tra un trattamento basato sulla psicoanalisi classica ortodossa e un trattamento basato sulla psicologia del Sé: sul medesimo paziente e dal medesimo analista. Il cambiamento di visione teorica influenzerà in maniera decisiva la percezione da parte di Kohut del nucleo centrale della psicopatologia del signor Z e gli consentirà, "con grande beneficio del paziente, di fornirgli l'accesso a certi settori della sua personalità che non erano stati raggiunti nella prima analisi". Come si vede, si tratta di un'opera coraggiosa e assolutamente originale, che offre l'occasione di seguire passo passo, come nei classici casi clinici di Freud, il minuzioso lavoro psicoanalitico di Kohut, e al tempo stesso di riflettere sul valore euristico e terapeutico della sua nuova concezione.

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scheda di Battaggia, P., L'Indice 1990, n. 1

La pubblicazione in Italia di questo caso clinico colma una lacuna, trattandosi di un testo più volte citato in altre opere dello stesso autore. Il cambiamento di prospettiva teorica e tecnica operato da Kohut negli anni trascorsi fra le due analisi del signor Z, segnò la nascita della psicologia del Sé, così denominata per distinguerla dalla psicoanalisi freudiana classica. Il caso clinico ampiamente e chiaramente esposto da Kohut dovrebbe dimostrare come la nuova impostazione abbia reso possibile l'accesso a settori della personalità e dell'esperienza di vita del paziente non raggiunti o insufficientemente elaborati nel corso del primo trattamento. Nel libro è compreso anche l'ultimo breve saggio scritto da Kohut prima della sua morte. Il titolo ("Introspezione, empatia e il semicerchio della salute mentale") allude al semicerchio con cui Ulisse scansò il corpo del figlio gettatogli davanti all'aratro, smentendo così la follia che era intento a simulare per non partecipare alla guerra di Troia. Anche con questo riferimento al mito Kohut rivendica alla psicologia del Sé la possibilità di scoprire il nucleo più profondo e autentico della personalità, lasciando alla vicenda di Edipo il compito di illustrarne strati più superficiali.