Due cuori, una cappella

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Paese: Italia
Anno: 1976
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Cecilia Cacciamanni muore e lascia al figlio Aristide tutti i gioielli guadagnati in anni di onorata professione di usuraia, con la raccomandazione: "non fare amicizia con nessuno, non prestare denaro a nessuno, ma soprattutto evita le donne come la peste". Lui sotterra l'eredità nella cappella di famiglia, ma poi si lascia intrappolare dalla bella Claudia, di cui diviene l'amante, fino a che non si presenta in casa un certo Victor, sedicente marito della donna e reduce dalla galera.
  • Produzione: Dynit Minerva, 2014
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 105 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Formato Schermo: 1,78:1
  • Area2
  • Renato Pozzetto Cover

    Attore italiano. Con alle spalle un buon successo nel cabaret e in televisione con l'amico C. Ponzoni, esordisce nel 1974 in Per amare Ofelia di F. Mogherini che lancia la sua comicità leggera, un po' surreale e dalla forte cadenza lombarda. Le pellicole successive sono perlopiù di stampo commerciale, salvo rare occasioni e, pur accrescendone la popolarità, lo riducono spesso a ruolo di macchietta, sfortunato zuzzurellone, un po' grossolano. Lo si ricorda ingenuo industriale internato in manicomio in Oh, Serafina! (1976) di A. Lattuada, militante politico alle prese con un omosessuale in La patata bollente (1979) di Steno, ammaliato da E. Giorgi in Mia moglie è una strega (1980) di Castellano & Pipolo, bambino cresciuto di colpo alle prese con le difficoltà della vita in Da grande (1987) di... Approfondisci
  • Agostina Belli Cover

    Attrice italiana. Dopo una piccola parte in Banditi a Milano (1968) di C. Lizzani, alterna frequenti ruoli di supporto in commedie musicali e horror di produzione italo-spagnola. Una parte importante è quella di Rosalia in Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972) di L. Wertmüller. Nel 1974 è la bella Sara in Profumo di donna di D. Risi, regista che utilizza con grande frequenza la bellezza semplice e luminosa di B. (Telefoni bianchi, 1976), che negli anni ’70 vive una stagione di grande notorietà recitando in piccole produzioni e commedie di dubbio valore ma di buon successo, per poi diradare le sue apparizioni. Approfondisci
  • Aldo Maccione Cover

    Attore italiano. Irrompe nello spettacolo alla fine degli anni ’50 nel gruppo cabarettistico-musicale dei Brutos, divenuti famosi per la comicità irridente e molto «fisica», basata sulla mimica e i lazzi clowneschi. Matura così una spigliata personalità artistica che gli permette il passaggio al grande schermo già dal 1960, senza però trovare in Italia ruoli corposi pur con diverse efficaci caratterizzazioni come quella dell’impresario cialtrone di Sono fotogenico (1980) di D. Risi. Trova invece in Francia una più appropriata dimensione cinematografica con opere fra gli altri di C. Lelouch e C. Zidi. Nel 1999 è nel cast di I fetentoni di A. Di Robilant. Nel 2002 è il boss mafioso in La leggenda di Al, John e Jack di Aldo, Giovanni e Giacomo e M. Venier e nel 2005 uno dei muratori in Travaux... Approfondisci
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