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Vikram Seth

Traduttore: S. Beretta
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2006
Pagine: 527 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788830421578
Ogni volta che lo scrittore indiano Vikram Seth si mette all'opera, si addentra in un nuovo genere letterario, come dimostra il suo ultimo libro, vincitore del Premio internazionale Boccaccio. Si tratta di un'affascinante biografia "doppia" del prozio Shanti Seth e di sua moglie Henny, ebrea tedesca. Seth è noto ai lettori di tutto il mondo soprattutto per il colossale romanzo Il ragazzo giusto (Longanesi, 1994), una fra le più importanti opere di narrativa recente sull'India, ambientato all'indomani dell'indipendenza indiana; le sue dimensioni quasi epiche, caratterizzate da un'attentissima ricostruzione storica, sono temperate dall'umorismo affettuoso di Seth nei confronti dei personaggi e da una storia d'amore avvincente.
In Due vite, Seth passa dalla narrativa romanzesca a quella biografica, che propone in una forma doppia, anzi addirittura "tripla", essendo il racconto continuamente attraversato da momenti autobiografici. Del resto, Seth spesso attinge a piene mani dalla sua storia personale (soprattutto nella creazione dei personaggi di Il ragazzo giusto e nei ritratti familiari che affiorano nella sua poesia). I Seth sono una famiglia notevole, i cui componenti hanno fatto scelte spesso anticonformiste, prima fra tutti la madre di Seth, che è diventata uno dei primi giudici donna in India. Shanti, prozio di Seth, nasce a Biswan, nell'India settentrionale, nel 1908, studia medicina a Berlino, nel periodo appena precedente l'ascesa di Hitler al potere, e lì conosce la famiglia di Henny, legandosi moltissimo a loro e alla loro cerchia di amici. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Shanti, in quanto suddito dell'impero britannico, si arruola nell'esercito. Dopo diversi incarichi finisce a Montecassino, dove nel corso dei durissimi combattimenti fra alleati e tedeschi perde il braccio destro, una vera calamità per lui che intendeva esercitare la professione di dentista. Nel frattempo mantiene un'intensa corrispondenza con Henny, a sua volta emigrata in Inghilterra nel 1939. Sola e quasi priva di mezzi, Henny è in ansia terribile per la madre e la sorella rimaste in Germania; non ha alcuna notizia di loro fino a dopo la guerra, quando apprende che sono entrambe morte nei lager. Verso la fine della guerra, Henny e Shanti si ritrovano a Londra, dove Shanti apre uno studio dentistico, e nel 1951 si sposano.
L'autore fa uso di svariate fonti, dai ricordi dei familiari sulla coppia, alle fotografie che corredano il volume e che danno un volto a tutti i personaggi di queste pagine, a una serie di documenti scritti. Seth trova i documenti in un baule appartenente a Henny, scoperto per caso in solaio, contenente una quantità di lettere e carte che gettano luce sul suo passato e sulla Germania del dopoguerra. Seth spesso si sofferma sulle motivazioni che l'hanno spinto a ricostruire questa storia familiare: prima di tutto l'affetto per gli zii e il desiderio di ricordarli in maniera duratura, essendo questo anche "un libro di memorie, oltre che una biografia", ma anche la sensazione che questa sia una storia molto importante da raccontare soprattutto per i suoi molteplici risvolti politici, culturali, storici e umani. Sottolinea infatti: "Molti 'ismi' potenti – imperialismo, nazismo, antisemitismo, razzismo, conservatorismo, liberalismo, socialismo, comunismo, totalitarismo – hanno attraversato (e a volte hanno distrutto) le loro vite o quelle dei loro famigliari o dei loro amici".
Nel corso della sua ricerca, Seth ritrova la documentazione relativa alla deportazione della madre e la sorella di Henny. Ma si discosta da una ricostruzione storicamente "oggettiva"; studiando il nazismo, a un certo punto l'autore viene preso da un totale disgusto per la lingua e la cultura tedesche, che prima amava molto, e questa sua reazione emotiva diviene parte della trama narrativa. La Germania occupa una posizione di primo piano, a partire dall'episodio in cui Seth giovanissimo è costretto a imparare il tedesco in pochi mesi per poter superare le prove di ammissione all'Università di Oxford, e Henny lo aiuta in questa impresa parlandogli solo in tedesco dalla mattina alla sera. Seth riflette anche sul nazionalismo in genere, compreso quello israeliano: "Per quanto riguarda gli Stati – democratici o no – che favoriscono deliberatamente una religione rispetto a un'altra, in un modo che non sia puramente simbolico, sono giunto a credere che essi, in effetti, perpetuino la disuguaglianza e l'ingiustizia". Qui emerge il convinto laicismo di Seth, basato sull'osservazione dei conflitti religiosi in India; già in Il ragazzo giusto, raccontava gli sforzi del primo ministro Nehru di separare la religione dalla politica e di fondare uno stato neutrale nei confronti delle numerose fedi indiane. Il libro riflette anche sulla diffusione globale del radicalismo religioso e sulle sue pericolose conseguenze, quali il terrorismo.
Il libro ripercorre (in maniera anche troppo minuziosa) la corrispondenza di Henny con gli amici rimasti in Germania dopo la guerra. In queste lettere tenta di capire chi di loro si fosse opposto al nazismo e chi fosse diventato collaborazionista. Il concetto stesso di nazionalità viene messo in crisi dall'Olocausto; dal momento in cui Henny è costretta a fuggire perché ebrea, e i suoi sono uccisi dalla "madrepatria", il proprio senso di appartenenza alla Germania è irreparabilmente incrinato. Forse è proprio per questo motivo, ritiene Seth, che Henny si lega così strettamente a Shanti; non avendo più una patria, né lei né lui, trovano una casa l'una nelle braccia dell'altro.
Il testo si presta molto bene a una traduzione italiana, anche perché tratta di una storia molto più "europea" che indiana; lo stile antiquato delle lettere degli amici di Henny (esse stesse tradotte dal tedesco) è assai ben reso in un italiano elegante e formale. In genere, lo stile piano e semplice, poco idiomatico di Seth non presenta particolari problemi di traduzione. Vi sono però diversi errori nella traduzione di espressioni più "contestuali"; in un caso, Beretta traduce Henny's people con "il popolo di Henny", mentre è chiaro dal contesto che si tratta di un riferimento ai suoi familiari.
A volte, forse, l'autore avrebbe potuto dare una forma più levigata e stringata al ricchissimo materiale storico-biografico di cui dispone, per rendere il testo più scorrevole. Nonostante ciò, è un libro molto riuscito, in quanto offre un interessantissimo affresco della complessa relazione fra i grandi eventi del ventesimo secolo – in primo piano fascismo e colonialismo – e la vita delle persone comuni che vi sono state coinvolte.
  Neelam Srivastava

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    marianna

    11/10/2007 22.47.17

    ho riletto seth dopo tanti anni e devo dire che questo suo ultimo romanzo mi è piaciuto, anche se mi aspettavo qualcosa di veramente speciale dopo che "il ragazzo giusto" mi aveva conquistato e per esso avevo speso lunghe sere a ricostruire tutte le vicende in appunti personali. chi ama le biografie si imbatterà in due personaggi alquanto strani, zio e zia dell'autore, e ripercorrerà con essi un'ampia pagina dI storia dell'ultimo secolo

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    Patroclo

    31/03/2007 09.47.56

    se un autore come Seth a un certo punto decide di abbandonare la fiction pura e dedicarsi alla biografia romanzata, qualche dubbio sull´ispirazione ce lo si puó porre. dubbi peraltro confermati da un andamento un pó diseguale, pagine avvincenti e parti superflue o addirittura inutilmente didascaliche, come un cuoco che continua a mettere nel sugo acqua di cottura per allungarlo un pó, temendo resti troppo secco e rappreso. e ciononostante, il libro si fa leggere, i personaggi in qualche modo appassionano ed emozionano, alcune pagine sul nazismo accoppiano alla normale crudezza alcune notazioni nuove sulla vita di tutti i giorni nella Germania di quel tempo, specie grazie all´utilizzo di materiale documentale e reale corrispondenza. insomma, questo libro, pur inferiore al "Ragazzo Giusto" e a "Una Musica Costante" non delude del tutto, anche se ora Seth deve "battere un colpo" e tornare a farci vedere quello che sa fare se applicato alla fiction pura.

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    cri

    23/03/2007 15.15.02

    E' la prima volta che leggo Seth e l'approccio è stato deludente. E pensare che , proprio perchè vissute in uno dei periodi più drammatici per l'umanità,le vite dei protagonisti avrebbero potuto sicuramente affascinare.In realtà la scrittura è tuttaltro che affascinante così limitata a mero resoconto epistolare.D'altra parte è lo stesso autore a confessarlo al lettore nelle prologo iniziale:il libro è stato frutto di un periodo di scarsa ispirazione tutta prosciugata da " il ragazzo giusto".

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    federica

    09/02/2007 15.53.52

    E' il rpimo libro che leggo di questo autore e devo dire che mi è piaciuto tantissimo! E' scorrevole e ben scritto, e la storia èp avvincente anche se a volte un pò lenta. Lo consiglio a tutti

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    Meena

    21/11/2006 21.05.06

    Abbastanza avvincente, ma nulla di travolgente.

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    Bruno

    27/09/2006 15.32.01

    Spiace dirlo, ma questo nuovo libro di Vikram Seth, tanto atteso, è una profonda delusione. Se poi si pensa che lo scorso anno (2005) di questi tempi a Francoforte gli editori offrirono cifre pazzesche per poterlo tradurre in italiano, ha dell'incredibile che il lettore debba restare così deluso. Si tratta, in breve, della messa in bella copia degli appunti presi negli anni dall'autore su un pezzo importante della sua storia famigliare. Purtroppo, mentre nello straordinario "Il ragazzo giusto" la nota autobiografica rappresentava solo il pretesto per la costruzione di un magnifico romanzo (e alla fine, quando anche dopo mille e seicento pagine non vorresti mai che il libro finisse, che cosa importa poi qual è stato il prestesto che ha fatto scrivere l'autore?), qui di letteratura non c'è proprio traccia. Il libro, al massimo, rappresenta uno dei tanti esempi di storia famigliare passata attraverso le traversie drammatiche del Novecento (uno dei due protagonisti, lo zio Shanty, perde un braccio combattendo per gli inglesi mentre l'altro, la zia Henny, ha la madre e la sorelle ebree morte in un campo). Ma niente di più. Peccato davvero.

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