L' eccezione italiana. L'intellettuale laico nel Medioevo e l'origine del Rinascimento

Ronald G. Witt

Traduttore: A. Carocci
Editore: Viella
Collana: Storia. Saggi
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 10 marzo 2017
Pagine: 660 p., Cartonato
  • EAN: 9788867287345
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Questo volume (...), pone di fronte agli occhi del lettore un grande affresco diacronico del progressivo affermarsi in Italia di una salda tradizione culturale abitata non soltanto da chierici, ma anche da intellettuali laici, legati al mondo del diritto, su cui a partire dal sec. XIII si fondò la successiva stagione dell’umanesimo e del Rinascimento (...). Witt ripercorre a volo d’aquila la storia culturale e letteraria d’Italia – con particolare riguardo all’Italia centro-settentrionale – dall’età carolingia (...) fino all’avvento di una nuova epoca, che a partire dal Duecento, attraverso il primo secolo dell’umanesimo, portò alla rivoluzione del XV secolo. Il punto centrale del volume è appunto l’“eccezione italiana”, per sottolineare come l’Italia centro-settentrionale sia stata percorsa fin dai secoli alti del medioevo da un fermento intellettuale, guidato dalla componente laica della società, che è un elemento distintivo tale da spiegare le motivazioni per cui precocemente rispetto al resto d’Europa qui sia nato e si sia sviluppato l’umanesimo (...). Nel primo capitolo Witt sottolinea come già nell’VIII secolo con il regno del longobardo di Liutprando siano presenti quelle risorse intellettuali che contribuirono alla rinascita carolingia, che facilitò la diffusione del sapere attraverso scuole e maestri. (...) Il secolo X, con la fulgida produzione storiografica di Liutprando di Cremona e l’orgogliosa lettera di Gunzone di Novara in difesa della tradizione italiana, conduce all’“età d’oro della cultura libraria tradizionale e alla nascita di una cultura” nell’XI secolo, che vede il recupero della legislazione antica di Giustiniano. Ancora una volta l’Italia, accanto alla Francia, fu terra d’elezione: allora si potenziarono le strutture scolastiche, legate alle cattedrali cittadine (...). La generale rinascita in Europa nel XII secolo investe anche l’Italia: le terre della pianura padana vedono il fiorire della nuova esperienza politica del comune, con le relative conseguenze culturali (...). Nel secolo XII si consolida l’impegno dei laici nell’affermazione della cultura, compreso il complesso fenomeno dei rapporti con il mondo greco, che si concretizzò in un’intensa attività di traduzioni (...). Nel contempo si affermò lo studio del diritto, civile e canonico, e della retorica. Accanto alle scuole tradizionali in Italia centro-settentrionale si assiste al fiorire di nuove scuole private (secoli XII-XIII): si moltiplicarono i testi, anche di carattere pratico, necessari per l’apprendimento di queste materie. (...) Si arriva così all’età di Lovato e Albertino Mussato, storiografo e poeta, al primo umanesimo dell’Italia settentrionale e a un nuovo culto per l’antico. L’imponente percorso sviluppato da Witt è naturalmente difficile da sintetizzare (...). Quel che è certo è che la lettura del libro è stimolante (...). La bibliografia adoperata è ampia e non limitata alla sola produzione in lingua inglese (...).

Recensione di Marco Petoletti