Gli elementi del disegno

John Ruskin

Traduttore: M. G. Bellone
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 novembre 2015
Pagine: 271 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788845930461

17° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Arte, architettura e fotografia - Forme d'arte - Disegni e tecniche del disegno

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Descrizione
Si può imparare a disegnare - cioè a rappresentare il mondo come l'occhio lo vede - con un libro? John Ruskin, uno dei più dotati disegnatori di tutti i tempi, nonché uno dei massimi critici e teorici dell'arte, risponde senza esitare: sì. E per dimostrarlo scrive, fra il 1856 e il 1857, "Elementi di disegno". Da allora innumerevoli studenti, dilettanti e artisti di fama hanno letto questo manuale con pari ammirazione, e se l'autore proclamò di avervi trasfuso il metodo di Leonardo, Monet non esitò ad affermare, a quanto si dice, che nove decimi dell'impalcatura teorica dell'Impressionismo erano contenuti nelle sue pagine. Pagine che, presentandosi sotto forma di lettere a uno studente, prendono le mosse dagli "esercizi preliminari" - senza trascurare gli aspetti più pratici (che tipo di pennini da disegno comprare, come stendere le ombreggiature in modo perfettamente uniforme) - per poi affrontare il "disegno dal vero". Ruskin spiega, ammonisce, incoraggia, ha sempre in serbo il consiglio giusto, e anticipa con intuito infallibile il sorgere delle difficoltà, in un crescendo di complessità cui si accompagnano, grazie agli esercizi, i progressi dello studente-lettore. Finché il maestro giudica sia il momento di introdurlo ai segreti del colore - per dominarli, avverte, non basterebbe l'intera vita -, cui farà seguito l'ultima tappa dell'apprendistato: quella dedicata alla "composizione".

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    silvia

    09/02/2018 19:40:09

    Manuale per imparare a disegnare scritto nel 1857, quando l'invenzione della fotografia era ancora agli esordi e riprodurre esattamente la realtà doveva apparire una necessità più imprescindibile rispetto ai giorni nostri. Ruskin comunque sottolinea che un disegno non conforme a come l'oggetto appare realmente, non può funzionare, perché vengono meno le leggi che ne costituiscono l'essenza: il procedimento del disegnare si avvicina a ciò che avviene in natura. Disegnare, ovvero "ombreggiare, delimitando poco a poco la luce" ci allena a guardare e apprezzare più a fondo la bellezza che ci circonda. "Per un principiante è sempre meglio che l'attenzione si concentri su un paio di opere eccellenti (...) piuttosto che egli ne veda tante con la mente divisa fra tutte. (...) Uno dei peggiori errori della nostra epoca è quello di cercare di vedere e di sapere troppe cose (...)" "(...) le file di cavoli, i malvoni, gli steccati rotti, le rose selvatiche: non puoi trovare esercizio migliore, né miglior veicolo di pensieri puri." Le ultime frasi di congedo sono una più bella dell'altra "(...) non è infatti solo la considerazione che dedichi ai singoli disegni, bensì la disciplina precedente delle tue facoltà di pensiero a determinare il carattere della tua composizione. La semplicità del vivere ti renderà sensibile alla finezza e alla modestia del paesaggio, proprio come l'eccitazione disordinata e il lusso nella vita quotidiana ti faranno desiderare colori volgari e forme artificiose."

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    Ezio

    13/05/2011 21:21:34

    Un libro di disegno praticamente senza disegni, redatto sotto forma di lettere inviate ad uno studente, un'infatuazione invincibile per Turner e i Veneziani forse eccessiva. Rimandi a diversi autori, principalmente inglesi per studiarne le tavole. Nessuna indulgenza verso gli scarabocchi, se non si è già Artisti. Duro, grigio lavoro di matita, china e acquerello (poco). Nella seconda parte si parla di colore e a qualche elemento di composizione, senza tanti fronzoli. Ma dopo tanti testi scolastici pieni di teorie percettive buone per gli psicologi più che per i disegnatori, immagini colorate (?) autocelebrative, alti, inutili e disordinati alibi "creativi", finalmente un libro pratico, che insegna VERAMENTE a disegnare. Ma non solo: "... preferisco insegnare il disegno affinchè i miei allievi imparino ad amare la natura, che insegnare a guardare la natura perchè imparino a disegnare." Si legge bene, è comprensibile, è utile a chi come me insegna disegno e a chi lo impara. Interessante anche l'approccio didattico, a volte brusco ma autorevole, forse un poco retrò ma niente male ... funziona ;-)

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