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Traduttore: E. Marpicati
Editore: Longanesi
Collana: Il Cammeo
Edizione: 3
Anno edizione: 2007
Pagine: 197 p., Rilegato
  • EAN: 9788830421530
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    Piero Giombi

    21/03/2012 10.34.25

    E' poco noto, ma il genero di Marx, il filosofo Lafargue, pubblicò un libro dallo stesso titolo. Risultato ? Raggiunse la felicità ? No. Si suicidò nel 1913 insieme alla moglie. Ai funerali partecipò Lenin, che era in cattivi rapporti con lui perché Lafargue lo giudicava un bugiardo, disperato perché temeva di non vedere la rivoluzione. Come raggiungere la felicità ? Manzoni la trovò nel Cattolicesimo, Verne nella fiducia che un giorno il mondo sarebbe stato migliore. E tu, lettore ?

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    Alessandro Rossolini

    14/10/2010 11.57.57

    Grandioso! Ammetto di essere un grande fan di "Bertie", e quindi anche di aver letto buona parte dei suoi libri, ma questo saggio lo dovrebbero leggere proprio tutti. Se l'ozio è il padre dei vizi, allora il vizio è il padre delle virtù. Partendo dall'ozio greco-romano, il filosofo gallese ci accompagna in questo suo saggio facendoci capire, passo dopo passo, quanto sia importante questo stato fisico-mentale per l'uomo. Bellissime e sacrosante le critiche che muove al capitalismo e al comunismo sovietico, il primo ci ammazza con la velocità, il secondo annega la creatività umana (parere personale), per arrivare alla sua utopia "libertaria" personale che non voglio raccontare per non togliere il piacere della lettura. Quindi lo consiglio a tutti. Non fatevi fermare dal prezzo forse un po'eccessivo, fidatevi, sono soldi ben spesi. L'unico rammarico che ho è non poter dare un punteggio più alto.

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    stefano

    06/06/2008 12.24.24

    Stupendo ed illuminante. Riesce a descrivere con parole molto semplice i meccanismi della società di una volta, che con le dovute proporzioni può esser tranquillamente paragonata all'attuale, tanto lo sfruttamento delle persone ridotte in "semi-schiavitù", l'intolleranza ed il bigottismo ci sono ancora oggi. Il linguaggio utilizzato da Russell è estremamente semplice e riesce con paragoni ed esempi tangibili a farci comprendere anche gli oscuri eventi che in passato hanno condizionato economia, lavoro e società del nostro mondo e che, a mio parere, condizionano anche il presente. Non guasta che il tutto sia farcito da un umorismo da "risate a denti stretti"! Rende tutto molto più scorrevole, anche se non sarà un Benni, ma qualche sorriso è sempre ben accetto quando si parla di argomenti così seriosi che rischiano di prendere una piega troppo pedante e noiosa. A partire dalla fede nella virtù del lavoro. Un libro che dovrebbero leggere tutti i nostri politici moderni per farsi un bell'esamino di coscienza, dato che moltissimi di questi "oziano" anche per noi, salvo poi assillarci con la presunta "nobiltà del lavoro" e con i soli ti comunicati in cui il popolo deve "rimboccarsi le maniche". Siamo nati per vivere non per lavorare, peccato che i soliti noti sostengano il contrario.

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    Daniele G

    15/05/2008 23.55.29

    Un collage di argomenti di grande rilevanza, ma tutti discussi con banalità, in maniera spiccia e poco esaustiva che portano inevitabilmente a conclusioni convenzionali, superficiali o addirittura errate. (tipico dei matematici logici riduzionisti)

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    "Il mondo soffre per colpa dell'intolleranza e del bigottismo,e per l'errata convinzione che ogni azione energica sia lodevole anche se male indirizzata; mentre la nostra società moderna,così complessa,ha bisogno di riflettere con calma,di mettere in discussione i dogmi e di esaminare i più disparati punti di vista con grande larghezza di idee"(Bertrand Russell 1872-1970)

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    aristos

    07/12/2005 11.31.16

    L'approccio di Russell in questi saggi, datati anni trenta-quaranta, e' gia' quello che ancora oggi cerca di emergere con grande fatica dal sottosuolo dei media. Approccio razionale, vitalistico, fuori dagli schemi (gia' proponeva di ridurre l'orario di lavoro della meta'), fuori dalle ideologie e dai fanatismi. Approccio che ci ricorda che siamo qui per vivere, con il rispetto per gli altri, per la natura, e per noi stessi. Lavorare per vivere e non il contrario. Vivere per amare. Amare per stare insieme e godere insieme l'arte, la natura, la vita.

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