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Eugenio Borgna

Editore: Feltrinelli
Collana: Campi del sapere
Anno edizione: 2009
Pagine: 221 p. , Brossura
  • EAN: 9788807104473
La natura delle emozioni ci è spesso oscura e le parole sono spesso un mezzo inadeguato per esprimerle. "Il linguaggio dei pazienti (psicotici e nevrotici) è impregnato di contenuti emozionali (…) L'importanza delle emozioni, in psichiatria, si fa ancora più radicale se pensiamo a quelle che entrano in gioco nel controtransfert". Nel cercare di dare un senso all'esperienza psicotica, colta in un continuum semantico, simbolico, metaforico, comunicativo, con l'oscurità indicibile di alcune esperienze dei "sani", l'autore rileva correlazioni tematiche fra i modi dell'esperienza creativa e i modi della contraddittorietà, dell'estraneità, dell'esperienza dell'assurdo e dell'angoscia. I riferimenti teorici più frequenti si rifanno alla fenomenologia di Binswanger, ma è continuo il contrappuntistico ricorso a citazioni filosofiche (Heidegger, Husserl, Kierkegaard, Nietzsche) e letterarie (Goethe, Pirandello, Dante, Gide, ma soprattutto Leopardi, Holderlin, Rilke e Trakl). Quasi un intero capitolo è dedicato all'emozione della gioia, e molto si dice sulla metafora e sul silenzio ("Quanto più le parole si avvicinano al silenzio, tanto più si fanno parole che curano"). Nel descrivere il divenire della follia in Holderline e in Rebora, Borgna afferma che "come l'angoscia psicotica si può fare creatrice (…) così anche l'angoscia esistenziale può diventare matrice di una diversa creatività", come in Ungaretti. Con parole accorate l'autore sottolinea che solo arrivando a conoscere le nostre emozioni profonde, possiamo comprendere la sofferenza indicibile, non solo dei malati, e mutare il nostro modo di incontrare l'altro.
Daniela Ronchi della Rocca