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Carlo Fruttero, Franco Lucentini

Editore: Mondadori
Formato: Tascabile
Pagine: 402 p.
  • EAN: 9788804370383

Recensioni dei clienti

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    laura fontanive

    21/09/2016 01.21.28

    Dettagli apparentemente insignificanti di una solitaria e sonnolenta maremma invernale si ricompongono poco alla volta nel puzzle visionario e metaforico del Dott. Monforti, che riesce a ricostruire l'immagine intera di questo enigmatico mistero di mare. Come giallo non è eccelso che ed a volte la storia scorre davvero lenta, ma l'atmosfera resa è esemplare, i personaggi ben definiti e lo stile impeccabile.

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    Raffa

    27/09/2014 01.48.46

    appena terminato :) di questi scrittori amo particolarmente lo stile della scrittura intriso di ironia, l'ottima padronanza della lingua italiana (nelle recenti proposte editoriali sembra un optional!) e soprattutto la forte caratterizzazione dei personaggi che, nel percorso che ho intrapreso con loro fino al termine del libro, si sono fatti amare e ricordare! Regalo volentieri un 4 su 5 a questo bel romanzo, perché a mio parere il 5 pieno gli stessi scrittori lo avevano meritato per La donna della domenica e A che punto è la notte

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    zombie49

    12/10/2013 14.35.02

    La pineta della Gualdana, sul litorale maremmano, nasconde un complesso di esclusive villette, seconde case di facoltosi e annoiati turisti: il sig. Monforti e la signora Neri, timidi innamorati, una coppia di comici TV in crisi di ispirazione, i sig. Zeme, lei gravemente depressa, il conte Delaude, maturo dongiovanni, due anziane amiche svizzere. E una pletora di coloriti personaggi locali. La vigilia di Natale, dopo una furiosa tempesta, il mare restituisce il cadavere di uno dei residenti, ucciso da un violento colpo alla tempia. E i signori Zeme sono scomparsi. Non sarà facile x il maresciallo Butti risolvere il caso, coadiuvato dal volonteroso sig. Monforti. Più romanzo di costume che giallo, la prima parte è dedicata alla descrizione, ironica e arguta, del microcosmo della Gualdana, e benché un po' lenta e prolissa, specie nei richiami storici, riesce a tener desta l'attenzione, sebbene la trama sia quasi inesistente. Poi la storia prende una piega gialla, anche se l'espediente del geniale investigatore dilettante non è certo originale. La conclusione, forse, è un po' deludente, basata più su ipotesi e supposizioni che su fatti concreti. Denominatore comune di quasi tutti personaggi è la depressione, che porta la tormentata sig. Zeme a cambiare continuamente idea, ad alternare discorsi logorroici ad un cupo mutismo, esasperante x chi le sta accanto. Monforti trova un'alternativa all'angoscia dedicandosi alle indagini, il Romito alle sue stravaganti recitazioni, Eladia all'interpretazione delle carte. Romanzo a tratti autobiografico: la moglie di Fruttero soffrì di depressione x quasi tutta la vita, e Lucentini si suicidò. E nei comici Max & Fortini non è difficile individuare un'ironica raffigurazione degli autori. Troppe ipotesi, elucubrazioni, deviazioni, vicoli ciechi, rallentano però la storia, fino a sconfinare nella prolissità, rendendo a tratti la lettura esasperante, un tormentone infinito. Come la depressione, appunto.

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    Andrea

    09/01/2013 20.17.40

    Noioso e provinciale. Lo sconsiglio.

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    maresa th.paoli

    24/11/2012 16.56.29

    F&L significano profondità, ricerca psicologica, ricostruzione degli ambienti e delle dinamiche, trame complesse, dialoghi magistrali. in questo romanzo c'è tutto questo. da leggere.

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    Fabrizio

    12/09/2011 19.50.13

    Complimenti agli autori per l'accurata descrizione dell'ambiente in cui si svolge il romanzo: ti sembra quasi di esserci anche tu nella pineta in cui è ambientato. Non è un giallo nel vero senso del termine, quasi fosse un pretesto per raccontare le vicende dei vari personaggi, anche se il finale è quasi a sorpresa. In conclusione, non un capolavoro ma sicuramente una piacevole lettura estiva.

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    gianluca t.

    23/05/2011 10.06.05

    Quando si dice la classe. Fruttero & Lucentini sono due virtuosi della penna, autentici giocolieri della parola. Ci sono pagine in cui dal punto di vista della trama non succede veramente nulla, eppure si rimane ugualmente inchiodati alla lettura del libro, grazie all'arguzia dei commenti, alla freschezza e vivacità dei dialoghi, alla descrizione suggestiva dei luoghi e degli ambienti. In fondo, a pensarci bene, lo sviluppo e la soluzione del giallo sono l'ultima delle cose che importano al lettore. Risulta molto più interessante ed avvicente avventurarsi nel microcosmo della Gualdana, nelle azioni e nei pensieri dei tanti personaggi, umani e animali, che popolano la pineta. Ce ne fossero oggi di libri e scrittori così...

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    Roberta

    21/01/2011 13.19.15

    Primo racconto che leggo della coppia Fruttero - Lucentini. La prima parte l'ho trovata un po' lenta, poi con la scoperta con il primo cadavere, la storia si fa piu' interessante e anche i personaggi acquistano piu' spessore. Belle le descrizioni dei luoghi in cui e' ambientata la vicenda.

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    Anna

    08/10/2009 18.41.34

    Sempre grandi F&L, insuperabili nelle descrizioni, nella caratterizzazione dei personaggi e magistrali nell'intreccio. Divertentissime certe situazioni e inimitabili i dialoghi

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    Simone

    30/03/2008 18.57.20

    Uno dei migliori libri gialli che abbia mai letto, sia per la consumata bravura nella ambientazione e nel delineare i personaggi, sia per la ironia che traspare continuamente tra le righe. Non conta troppo l'identità dell'assassino(anche se comunque avvince lo smascheramento finale) quanto la capacità degli autori di farci"vedere"gli angusti viottoli della pineta della Gualdana, la spiaggia deserta, il paese dominato dalla Rocca...insomma siamo davanti ad un libro che è riduttivo limitare alla categoria dei"Gialli",come io stesso ho fatto all'inizio del mio commento: grandi Frutteri e Lucentini!

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    Bruna

    16/04/2007 18.53.30

    Eccellente. Come tutte le opere di Fruttero e Lucentini, del resto. A dire il vero il finale del giallo in sè e per sè è un pochino deludente...ma l'ambientazione è originale, i personaggi vivi e ben caratterizzati, la scrittura è superlativa. Valore aggiunto: ogni riga trasuda graffiante ironia. Meno bello dei romanzi di ambientazione torinese ma comunque da non perdere!

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    Marco

    18/01/2005 18.58.41

    Bello. Bello come solo un bel libro sa esserlo.

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    MARINO

    04/11/2004 15.02.29

    STUPENDO ROMANZO " GIALLO " DALL'AMBIENTAZIONE PARTICOLARMENTE INTRIGANTE. PERSONAGGI MOLTO BEN DISEGNATI E TRAMA SCORREVOLE E STUDIATA OTTIMAMENTE PER TENERE ALTA LA suspence FINO ALL'ULTIMA PAGINA. ALTRA PROVA DI VALORE DI DUE ECLETTICI SCRITTORI CHE HANNO COME UNICO DIFETTO ( O PREGIO??) QUELLO DI SCRIVERE POCO....

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    fad

    25/10/2004 12.12.26

    io l'ho appena riletto nella riedizione di "Repubblica". come giallo, forse non è un granché, ma certe pagine sono davvero belle e piacevoli.

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    Lisa

    04/10/2004 17.41.44

    Si sente tanto il tocco tragico e amaro del povero buon Lucentini in questo romanzo, che non tocca le vette narrative nè soprattutto quelle umoristiche de La Donna della domenica. Ma è sempre un piacere, davvero.

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    Romano De Marco

    18/06/2003 11.05.59

    Con tutto il rispetto per gli autori che, visto la notorietà e il numero di opere prodotte, saranno sicuramente degni del successo ottenuto, il mio modesto parere è che si tratti di un'opera indecifrabile, inutile, persa a metà tra il romanzo di costume e il giallo, un pò presuntuosa nelle citazioni e in alcune caratterizzazioni assolutamente forzate, insulsa negli espedienti adottati propri del meccanismo del "giallo"... la fine lettura lascia un senso di vuoto... e di tempo sprecato.

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