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Irene Chias

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2013
Pagine: 222 p. , Brossura
  • EAN: 9788804624769
Usato su Libraccio.it € 9,18

Recensioni dei clienti

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    Sergio

    29/07/2015 13.09.12

    Mi "aggancio" alla recensione che precede (e di non poco, per data, per livello e per argomenti) la mia, e mi spingo un po' più in là rispetto ad essa affermando, convinto, che nemmeno la storia è fresca, nuova, originale e che dir si voglia... E' infatti il "rifacimento" al femminile, il "femminizzamento" o l'"effeminamento" (fate vobis) di una storia (ed un romanzo) in cui a seviziare era un uomo, e le cosiddette sevizie non sono altro che ribaltamenti di brani letterari in cui si descrivono donne che vengono seviziate. Insomma, qua di novità non ce n'è affatto. Quel che fa è derivativo, passa solo da maschile a femminile. Quel che dice è derivativo, anzi proprio derivato. Quel che è, poi, è una deriva totale. Nel retro della copertina ci sarebbe stato bene uno "Scemo Chi Legge".

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    Nicola Intrevado

    06/07/2014 21.11.38

    Libro pieno di quel tono ironico e brillante che un tempo era chiamato brio. Giovane senza essere falsamente giovanile, moderno senza ostentazione di scontata modernita'. Bello, intelligente e sopratutto : documentato e colto ma lontano dal saccente e dal verboso. Immune dalla noia. Non piacera' a colore che si muovono su canoni precostituiti del racconto classico o fintamente ardito nell' architettura delle varie fabule, non piacera' neppure a quei lettori che cercano il sorprendente o l' epico o l' ideologia, specie in un testo che parla di " violenza alle donne ", che tutto perdona allo scrittore, specie se costruita in modo tale da indurlo a pensare e convincersi di essere, quale lettore, degno della saggia inteleggibilita' che si offre in occasione di quel intimo patto tra lettore e scrittore. Patto falsissimo quanti altri mai, piu' falso di quello tra un usuraio e un giocatore d' azzardo. Piacera', e molto, a coloro che sanno ridere del racconto, anche di un racconto dai risvolti episodici, nello specifico le sevizie, banali. Banalissimi. Superbanali. Ma si ride proprio per la banalita'. Tutto il resto e' attesa del genio che non e' dei nostri tempi. Non piu' ne' degli scrittori. E neppure dei lettori.

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    Gianni AV

    22/08/2013 10.37.04

    Un romanzo sorprendente, nulla a che vedere col rosa o col cosiddetto femminile. Scrittura ammirevole e tematiche antiche guardate con una lente nuova, in cui maschile e femminile lasciano armi, lacrime e sterili recriminazioni reciproche per unirsi in una lotta comune, quella per l'intelligenza contro il pregiudizio e il luogo comune. Forse l'ambientazione milanese lo rende più caro a un pubblico del Nord, nonostante la scrittrice sia del Sud. Ma gli argomenti sono italiani e non solo.

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    Lady Libro

    07/07/2013 00.10.54

    Se vi aspettate un bel romanzone horror in pieno stile "Stephen King" vi consiglio caldamente di cambiare libro: le aggressioni compiute dalla protagonista sono pochissime, non lasciano nessuna emozione nè particolari brividi e risultano quindi una delle delusioni maggiori oltre che parecchio ridicole. La storia si ripropone di leggere in chiave comica il problema sempre più frequente della violenza sulle donne e devo ammettere che certe riflessioni filosofiche al riguardo sono molto interessanti e veritiere, ma purtroppo gran parte dei contenuti sono noiosissime e inutili chiacchiere da romanzetto rosa di serie B, che ricalcano palesemente quelle squallide serie televisive tipicamente femminili e trasmesse quotidianamente. La cosa più grave, però, é la totale assenza di trama: non c'è alcun filo logico che permette di comprendere questo casuale accostamento di eventi molto diversi fra loro ed é impossibile comprendere con esattezza la distanza temporale degli avvenimenti. Ciliegina sulla torta: il libro é scritto piuttosto maluccio e vi sono una marea di errori lessicali e sintattici, un linguaggio esageratamente colloquiale, con totale assenza di virgolette e la benchè minima raffinatezza grammaticale. Inoltre mi è dispiaciuto assai la scelta di utilizzare un numero spropositato di citazioni di scrittori e giornalisti per allungare il brodo. Non c'è proprio più fantasia in questo mondo? È un vero peccato, perchè l'idea di base per realizzare questo romanzo era davvero buona ma è stata gestita male e infarcita di inutilità a non finire.

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