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Espiazione - Ian McEwan - copertina

Espiazione

Ian McEwan

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Traduttore: Susanna Basso
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 29 settembre 2015
Pagine: 388 p., Brossura
  • EAN: 9788806227340
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Espiazione

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A tredici anni un amore che sboccia può sembrare un plagio. Una ragazzina che assiste a una violenza può convincersi di aver riconosciuto il responsabile e far condannare un innocente, rovinandolo e rovinandosi. Perché tutta la vita sarà segnata dalle conseguenze. La ragazzina crescerà, diventerà una scrittrice, ma non si libererà del peso dell'ingiustizia inferta a un innocente, alla propria sorella innamorata e in fin dei conti anche a se stessa.
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  • È innegabile che McEwan sappia scrivere, d’altronde non sarebbe l’Ian McEwan che tutti noi conosciamo né avrebbe scritto decine e decine di opere. Tuttavia ho trovato Espiazione eccessivamente lento in molti punti e soprattutto all’inizio mi chiedevo perché l’autore, o il suo editor, non avesse eliminato certe frasi, a mio avviso (e se vi state chiedendo chi sia io per dirlo, avete anche ragione) inutili ai fini della narrazione. Il libro è diviso in quattro parti. Nella prima parte assistiamo a tutta la storia di Briony: lo spettacolo preparato per il fratello Leon che torna dal college, la sua fervida immaginazione, quello che pensa sia accaduto di sera, dietro una siepe. Una parte che ho trovato noiosa soprattutto all’inizio e che solo superata la metà ha iniziato a intrigarmi. Nella seconda parte siamo immersi nella guerra; il protagonista principale è Robbie e la sua unica forza che lo spinge a continuare, a non mollare e a sopravvivere sono le parole di Cecilia, che lo sta aspettando. Qui ho avuto sentimenti contrastanti: a tratti ero annoiata, a tratti assolutamente rapita da quello che leggevo. Nella terza parte ci saranno Briony, Cecilia e Robbie che dopo molti anni si incontreranno nuovamente e avranno un confronto, anzi, il confronto; una parte del libro davvero ben riuscita. E infine, nella quarta parte, ci troviamo a Londra nel 1999 e sarà una Briony molto anziana a parlare, scrittrice conosciuta, che ci rivelerà il finale di questa triste vicenda, un finale sconvolgente, credetemi. Non ho pianto, non ho versato una lacrima, ma sono convinta che se guardassi il film di lacrime ne scenderebbero molte, proprio a causa di questo finale totalmente inaspettato. Ed è forse proprio nell’ultima pagina che Espiazione e lo stesso Ian McEwan toccano l’apice. E ne sono convinta: non una persona, non una sola persona poteva aspettarsi questo. Personalmente è un romanzo che vi consiglio. Non è il libro della vita, ma è una bella storia.

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    Chiara A.

    21/06/2019 09:51:52

    La proprietà di linguaggio di McEwan è strabiliante, le sue parole sembrano musica. Romanzo meraviglioso, le descrizioni minuziose e attente ad ogni piccolo dettaglio lo rendono unico. Mi ha emozionato tantissimo, straziante nel finale e terribilmente veritiero. La storia raccontata è una proiezione di quanto possa essere potente la forza dell'immaginazione che, combinandosi con le dinamiche del caso diventa un'arma pericolosa e dannosa. 5 stelle piene per Espiazione, un viaggio tra le parole ma anche tra i ricordi, tra una falsa innocenza infantile e una brutale resa dei conti con se stessi.

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    Aida

    10/03/2019 11:08:14

    Si tratta di un romanzo che sorge tenue per poi caricarsi di una potenza esplosiva, toccando temi che possono essere comune denominatore di tante storie, ma il tocco magistrale è tutto nella profondità dei contenuti e nello stile narrativo. Il periodo narrato copre decenni, inanellando tragedie, sconfitte, menzogne, morte e desolazione, tanto che i tre macro periodi temporali creano delle cesure nette nel flusso narrativo. Eppure la penna di Mc Ewan è abile a cucire con un filo resistente come il ferro tutti gli eventi, creando una galleria di immagini e di emozioni da cui è impossibile staccarsi fino all'ultima pagina. Si tratta di un romanzo altamente emozionale, denso di riflessioni, di pensieri torbidi, intriso di momenti in cui l'anima viene messa a nudo, spogliata delle maschere sociali.

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    Roberta

    09/03/2019 15:49:39

    Ho rivalutato McEwan con questo romanzo. Diviso in tre parti, narra della colpa commessa dalla protagonista da bambina e del tuo tentativo, durato tutta la vita, di espiarla. Protagonista indiscusso è il tempo, che non fa sconti a nessuno. Inesorabile, non si torna indietro, nonostante si cerchi di rimediare. Ma nel periodo della seconda guerra mondiale, si può parlare ancora di colpa? Esiste ancora qualcosa da farsi perdonare? Individuale e collettivo si intersecano alla perfezione in questo romanzo, scritto magistralmente da McEwan.

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    Clara

    08/03/2019 14:56:00

    Una tragedia pregna di passione e sensi di colpa alla quale non si può restare indifferenti. Il fulcro della storia è Briony, una tredicenne con la passione per i segreti, che scrive racconti e commedie in cui può riversare tutte la sua immaginazione. Una ragazzina benestante completamente all’oscuro delle dinamiche dei rapporti tra adulti tanto da commettere un errore che rimpiangerà per tutta la vita. Un romanzo accattivante dalla studiata lentezza, assolutamente da non perdere.

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    fra

    08/03/2019 08:30:26

    Libro molto molto bello a parer mio. storia interessante e scritta in maniera eccellente. McEwan al suo massimo. molto consigliato specialmente poichè permette al lettore di riflettere su alcuni temi importanti come l'amore, la guerra, l'importanza della verità e il senso della vita stessa. Edizione Einaudi meravigliosa (giudico i libri anche dalla copertina). Non riuscivo a staccarmici perchè volevo sempre sapere di più soprattutto sulla storia di Cecilia e Robbie. Finale inaspettato ma azzeccatissimo. vivamente consigiato.

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    jessfor

    07/03/2019 20:15:43

    “Ti aspetterò. Torna da me” Ho piacevolmente scoperto McEwan con Lettera a Berlino e leggendo questo libro mi sono convinta del suo straordinario talento. Una storia interessante raccontata in modo originale dove si fondono realtà e finzione, vita e letteratura, giovinezza e maturità. Consiglio di vedere anche il film.

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    Carletta

    07/03/2019 19:08:07

    “Espiazione” di Ian McEwan è un libro assurdo in senso positivo. Credo che tutti debbano apprezzare la genialità dell’autore, in quanto quest’opera per la sua struttura, i suoi personaggi e la sua storia è un vero capolavoro. Ovviamente, dopo averlo letto, dovete anche recuperare il film che ha per protagonista quell’uomo affascinante che è James McAvoy. Non vorrete mica perdervelo?

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    Alessia

    07/03/2019 15:46:10

    All'inizio ho fatto un po' di fatica, la storia non sembrava andare avanti, ma poi mi sono appassionata e l'ho adorato fino all'ultima pagina. Finale decisamente inaspettato. E' un libro struggente e di una tristezza infinta e credo sia uno dei pochi libri che mi abbia davvero cambiato una volta finito

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    Consuelo

    04/03/2019 18:14:31

    Inizialmente ero avvilita, non riuscivo a continuarlo perché molto lento. Dopo poco più di metà la storia si è sciolta in un turbinio di emozioni. Voglio descriverlo dicendo solamente che è tanto bello quanto struggente. Lo consiglio ma solo a chi si sente realmente pronto a leggerlo.

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    Anna

    07/02/2019 22:38:38

    Una scrittura eccellente e sconvolgente, Mcewan mi ha completamente incantata. Un fiume torrenziale di parole magnifiche che tessono la trama del romanzo, della vita di Briony, Robbie, Cecilia. Uno dei più bei romanzi che abbia mai letto e un finale memorabile

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    Federica

    23/09/2018 14:20:20

    Un inizio un po’ lento e dilatato che non rispecchia lo svolgimento dell’intero romanzo: non demordete, continuate la lettura non ve ne pentirete! Il racconto è un viaggio nella mente, nelle coscienze e nelle azioni dei personaggi. Una bambina, protagonista e un po’ burattinaia, conduce l’azione, muove i suoi pupazzi e un po’ anche la mente del lettore, accompagnandolo nella tranquillità di un palazzo della campagna inglese, nelle difficoltà di un conflitto mondiale e nella fragilità e complessità dell’animo umano. Assolutamente consigliato!

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    Luana

    23/09/2018 11:59:35

    Ho acquistato e letto questo libro dopo aver visto la splendida trasposizione cinematografica del regista Joe Wright. Devo dire che nonostante conoscessi già la storia, la lettura è stata meravigliosa. Nella Londra degli anni immediatamente precedenti la Seconda Guerra Mondiale, un evento cambierà per sempre il destino dei protagonisti: Briony, la bambina protagonista, incolperà ingiustamente il giovane Robbie di violenza sessuale ai danni di sua cugina. Un libro che fa riflettere su quanto alcune decisioni possano influenzare non solo la nostra vita, ma anche quella di chi ci circonda. I fatti vengono narrati da vari punti di vista e la realtà filtrata di volta in volta dagli occhi dei vari narratori insinua nel lettore un dubbio che sarà sciolto soltanto alla fine, con un finale che lascerà l’amaro in bocca.

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    angela

    22/09/2018 13:35:28

    L'alteranarsi dei punti di vista, le descrizioni con frequenti zoom sui particolari che danno forma e creano lo spazio minuzioso preparando l'azione, il suono misterioso dei lunghi salti temporali che costringono il lettore a congiungere i punti e a ricavare un disegno. Ecco i primi tre "perché" di un romanzo che si legge con partecipazione per l'implicazione robusta dei sentimenti e al tempo stesso con attenzione alle pieghe psicologiche degli avvenimenti. Stimolanti i fuori campo storici sulle vicende di guerra, sia della ritirata di Dunkerque sia della vita ospedaliera a Londra. Intrigante il finale, che rilancia il titolo nel gioco degli specchi costruito dall'autore con l'aiuto dei protagonisti. Lo consiglio.

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    Elisa

    20/09/2018 16:25:48

    Ho apprezzato molto questo romanzo di McEwan, molto introspettivo, ottima la caratterizzazione dei vari personaggi. La scrittura è scorrevole e la trama tiene incollati alle pagine. Lo consiglio.

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    Anna

    18/09/2018 21:27:20

    Riportato in versione manga, forse Soseki acquisisce ancora più valore. "Io sono un gatto", infatti, è l'opera prima di Soseki che racconta la vita degli umani dal punto di vista di un gatto. Il gatto, adottato da una famiglia di epoca Meiji molto buffa, osserva i suoi padroni, commentano e criticandone gli atteggiamenti. Credo che questo splendido manga sia ideale per approcciarsi alla letteratura giapponese, anche senza passare prima per il romanzo. Comprendo, infatti, il timore di approcciarsi ad un grande autore, ma in questo caso il manga risulta un ottimo compromesso. Consigliato.

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    Silvia

    18/09/2018 19:07:37

    Un libro da leggere assolutamente! Nonostante l'autore si dilunghi spesso in analisi introspettivae dei personaggi e lunghe descrizioni, queste non sono mai superflue e la lettura risulta sempre scorrevole. Il romanzo è tutt'altro che banale e il finale sorprendente.

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    Chantal

    18/09/2018 10:16:07

    Un libro meraviglioso, che analizza il senso di colpa, l'impossibilità di espiarlo del tutto, le conseguenze delle proprie azioni. Espiazione è un romanzo che ti dà speranza, che ti fa sentire quasi sollevato che l'amore tra Robbie e Cecilia sia riuscito a sbocciare nonostante le mille difficoltà, nonostante Briony e la guerra; un romanzo che ti dà speranza per poi spazzarla via nelle ultime pagine, per poi riportarti di fronte alla spietatezza della vita, alle conseguenze di un'azione misera, eppure così devastante. Lo stile ampolloso di Ian McEwan non risulta mai pesante, anzi, rende il tutto molto più apprezzabile.

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    Emanuela

    17/09/2018 22:02:12

    Condannata da una spiccata creatività e immaginazione, Briony commette un errore che determinerà il percorso di coloro che gli sono più vicini, in particolare sua sorella Cecilia e Robbie Turner, figlio della domestica. Una qualità che naturalmente viene considerata da tutti come positiva, capovolgerà in lei il suo significato, portandola a dichiarare il falso e compiere un gesto davvero piccolo nella sua azione, ma troppo grande nell’effetto; il romanzo continuerà cercando di rivelarci le mille facce di quest’ultimo e i tentativi di Briony di espiare la sua colpa. Quello di McEwan è un romanzo che fatica un po’ ad ingranare, con le sue descrizioni talvolta esagerate e prolisse, i riferimenti a fatti e cose puramente casuali, che distraggono i suoi lettori dall’obiettivo principale, quello di scoprire, appunto, la colpa. Con questa storia l’autore vuole mostrarci i diversi e imprevedibili moti del destino, il modo attraverso cui anche solo una parola innocua può cambiare tutto e agire irreparabilmente sulla mente ingenua di una bambina, attraverso un effetto domino che sembra dover continuare all’infinito senza lasciare spazio per fare ammenda. E in qualche modo è anche parabola di vita, di quei momenti in cui realizziamo di aver sbagliato tutto, arranchiamo disperati pur di rimediare, per poi renderci conto che è troppo tardi e che la vita non sembra essere disposta a darci una seconda possibilità; eppure avevamo fatto tutto con le migliori intenzioni. Una lezione di vita magari troppo fatalista, eppure incredibilmente vera.

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    giuseppe

    17/09/2018 21:07:20

    Una ragazzina che assiste a una violenza può convincersi di aver riconosciuto il responsabile e far condannare un innocente, rovinandolo e rovinandosi. Perché tutta la vita sarà segnata dalle conseguenze. La ragazzina crescerà, diventerà una scrittrice, ma non si libererà del peso dell'ingiustizia inferta a un innocente, alla propria sorella innamorata e in fin dei conti anche a se stessa. "Espiazione" è uno di quei libri che colpisce, che fa riflettere e che porti con te. Un libro che con il tempo non ti abbandonerà. I suoi punti forza sono sicuramente le descrizioni e l'analisi dei personaggi, oltre alla scorrevolezza. La parte in cui si descrive con dovizia di particolari il lavoro di infermiera di Briony (l'ex ragazzina, rea di aver accusato di violenza un innocente) in un ospedale, ai tempi della guerra, mi è piaciuta moltissimo. Il dubbio, però fino alla fine, rimane atrocemente insoluto: come si fa ad espiare una colpa così grave?

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"Avrebbe potuto andare dalla madre subito, rannicchiarsi vicino a lei e mettersi a raccontarle la cronaca della giornata trascorsa. Se l'avesse fatto, non avrebbe mai commesso il suo crimine. Così tante cose non sarebbero accadute, non sarebbe successo nulla, e la carezzevole mano del tempo avrebbe reso la giornata a malapena degna di memoria: la notte in cui i gemelli scapparono di casa."

Difficile parlare di questo romanzo. Innanzitutto perché si tratta (è evidente sin dalle prime pagine) di un'opera completa, che compendia il lavoro fatto dall'autore in questi anni, ma anche perché il tema trattato è degno della tradizione classica, dalla tragedia greca al romanzo russo, ed è al contempo l'inusuale visione maschile di un'esistenza "la femminile".

Tra le opere maggiori della narrativa mondiale troviamo molte storie incentrate sul tema dell'errore, anche involontario. In Espiazione non solo si racconta la genesi di uno sbaglio importante, ma anche quanto questo abbia inciso sulla successiva esistenza di colei che lo ha fatto e di tutti quelli che lo hanno subito.

Nella prima parte del romanzo troviamo magistralmente descritto quel pensiero visionario, tipico dell'adolescenza, in cui pare reale non ciò che lo è, ma ciò che sembra tale. Briony Tallis, la protagonista, al tempo tredicenne, assiste a un litigio, curioso nella forma ma in fondo assolutamente normale, tra la sorella e il futuro fidanzato Robbie. È il primo passo verso il totale travisamento dei fatti, fino all'accusa, infamante e terribile, nei confronti dell'amico. Al centro del dramma sono le parole: quelle che scrive Briony, che vorrebbe diventare autrice di successo, nel segreto della sua stanza, e quelle che scrive Robbie in una lettera di scuse alla sorella Cecilia che la ragazzina disgraziatamente legge. A tutto questo si aggiungono immagini rubate qua e là dall'intimità dei due giovani, che si ricompongono nella mente di Briony formando un puzzle sbagliato ma credibile. In un crescendo di tensione la ragazza identifica in Robbie un maniaco capace di molestare la cuginetta Lola. Per lui ciò significherà anni di carcere e un futuro incerto (ma sempre sostenuto dall'amore della sua Cecilia che non l'ha abbandonato) in cui si affaccia anche la guerra; per lei anni di pentimento ed espiazione, raccontati sino al finale che la vede (è il 1999) settantasettenne condannata alla demenza senile arteriosclerotica che la renderà dimentica di tutto.

Alcuni hanno giudicato Espiazione il capolavoro dell'autore inglese, altri hanno frenato questo entusiasmo. È arduo schierarsi, perché non vi è nulla di sbagliato in questo romanzo e al contempo non vi è nulla di davvero eccezionale. Malgrado il desiderio di assoluta originalità anche il linguaggio e, soprattutto, la forma narrativa che muta con il procedere degli eventi, non sono forse così "straordinari" come alcuni li descrivono. Sia chiaro, si tratta di un romanzo di grande interesse: McEwan non è un autore che si ripete sempre uguale a sé stesso lavoro dopo lavoro, scelta che fanno spesso anche a grandi scrittori e che si rivela rassicurante per i lettori che amano le certezze. McEwan non ci vuole rassicurare, non cerca il consenso preordinato e i canoni già conosciuti. Lasciarsi sorprendere fa parte del gioco.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi del romanzo:

Parte prima

Capitolo primo

Lo spettacolo per il quale Briony aveva ideato le locandine, programmi e biglietti, costruito il botteghino con un paravento sbilenco e foderato di carta rossa la cassetta dei soldi, era opera sua, frutto di due giornate di una creatività tanto burrascosa da farle saltare una colazione e un pranzo. Quando ebbe concluso i preparativi, non le restò altro da fare che contemplarne la stesura definitiva e aspettare di veder comparire i suoi cugini dal lontano nord. Ci sarebbe stato un solo giorno di tempo per le prove, prima dell'arrivo di suo fratello. A tratti pungente, spesso disperatamente triste, il dramma narrava una storia di cuore il cui messaggio, racchiuso nel prologo in rima, era che un amore non costruito su fondamenta di grande buonsenso ha il destino segnato. La sconsiderata passione dell'eroina per un malvagio conte straniero naufraga nella sventura allorché la protagonista, Arabella, contrae il colera durante una corsa precipitosa verso una cittadina di mare in compagnia del suo promesso. Abbandonata da lui come da tutti gli altri, costretta a letto in una soffitta, la protagonista scopre in se stessa la forza dell'ironia. La sorte le offre una seconda occasione nella persona di un medico in ristrettezza economiche - in realtà, un principe sotto le mentite spoglie che ha deciso di lavorare tra i bisognosi. L'uomo la guarisce e Arabella, che questa volta sceglie con giudizio, è ricompensata dalla riconciliazione con la sua famiglia e dalle nozze col principe-dottore in una "ventosa giornata di sole primaverile".
La signora Tallis lesse le sette pagine delle Disavventure di Arabella in camera sua, seduta alla toeletta , con un braccio dell'autrice sulla spalla per tutta la durata della lettura. Briony scrutava il viso della madre per non lasciarsi sfuggire il passaggio fugace di un'emozione, ed Emily Tallis stette al gioco producendosi in espressioni allarmate, risatine di gioia e, alla fine, in sorrisi riconoscenti e avveduti cenni di assenso. Prese tra le braccia la figlia, se la sedette in grembo - ah, le tornava alla mente il bel corpicino caldo di quando era piccola, non ancora perduto, non del tutto - e definì la sua commedia "incantevole", acconsentendo subito, con un mormorio soffiato nella spirale stretta dell'orecchio della bambina, che a quell'aggettivo utilizzato sulla locandina da esporre su un cavalletto in ingresso, accanto alla biglietteria.
Briony non poteva saperlo allora, ma quello sarebbe stato l'attimo di maggior successo della sua iniziativa. Niente poté eguagliare il senso di soddisfazione, tutto il resto si ridusse a una serie di sogni e di delusioni. C'erano momenti nelle notti estive in cui, spente le luci e rintanata nel buio accogliente del letto a baldacchino, Briony lasciava battere il proprio cuore al pensiero di fantasticherie luminose e ardenti, di per sé brevi commedie che prevedevano immancabilmente la presenza di Leon. In un caso, la sua faccia grande e cordiale era sconvolta dalla sofferenza di fronte alla solitudine disperata di Arabella. In un altro, eccolo in qualche ritrovo alla moda della capitale mentre, con il bicchiere del cocktail in mano, si vantava con un gruppo di amici dicendo: "Sì, la mia sorellina, Briony Tallis, ne avrete senz'altro sentito parlare". In un terzo, Leon levava in aria un pugno di giubilo mentre il sipario calava, anche se non c'era nessun sipario, era stato impossibile realizzarlo. Il dramma non era destinato ai cugini, bensì al fratello, di cui intendeva festeggiare il ritorno a casa a casa e suscitare l'ammirazione per poi strapparlo alla sventata sequela di fidanzate e indirizzarlo verso una moglie appropriata, quella che lo avrebbe convinto a tornare in campagna, e avrebbe cortesemente richiesto a lei di farle da damigella d'onore.
Briony era una di quelle bambine possedute dal desiderio che al mondo fosse tutto assolutamente perfetto. Mentre la sorella maggiore era una baraonda di libri mai chiusi, vestiti mai ripiegati, un letto mai rifatto e posacenere mai svuotati, quella di Briony era il santuario del demone che la animava: nel modellino di fattoria disposto sul davanzale profondo della finestra figuravano gli animali consueti, ma tutti rivolti in un'unica direzione - quella della loro proprietaria -, quasi che fossero sul punto di levare un canto; perfino le galline erano sistemate rigorosamente in un cerchio. In effetti quella di Briony era la sola camera ordinata al piano di sopra della casa. Le sue bambole, sedute erette nelle loro ville a più stanze, parevano obbedire al preciso ordine di non sfiorare mai le pareti; le file composte e spaziate delle varie figure alte un dito sulla sua toeletta - cowboy, sommozzatori, topi umanoidi - davano l'impressione di un piccolo esercito sull'attenti.
  • Ian McEwan Cover

    Scrittore e sceneggiatore britannico. Esordisce con due raccolte di novelle, Primo amore, ultimi riti (1975 - pubblicato da Einaudi nel 1979 con la traduzione di Stefania Bertola) e Tra le lenzuola (1978 - edito da Einaudi nel 1982 sempre con la traduzione della Bertola), che ritraggono, in uno stile raffinato e impersonale, situazioni quotidiane, dominate tuttavia dall’ossessione per il sesso e segnate dalla morte. Sesso, perversione e morte sono temi trattati anche nei primi romanzi, Il giardino di cemento (1978, portato sul grande schermo nel 1993 dal regista Andrew Birkin con la nipote Charlotte Gainsbourg e tradotto dalla Bertola per Einaudi nel 1980) e Cortesie per gli ospiti (The Comfort of Strangers 1981 - Eianudi 1983, tradotto in film nel 1991 dal regista Paul Schrader con... Approfondisci
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