L' estate alla fine del secolo

Fabio Geda

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Editore: Dalai Editore
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 22 novembre 2011
Pagine: 285 p., Rilegato
  • EAN: 9788866202127
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Gaia la libraia

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Nell'estate del 1999 un nonno e un nipote si incontrano per la prima volta, dopo che una lunga serie di incomprensioni li ha tenuti distanti. Il nonno, ebreo, nato il diciassette novembre 1938, giorno in cui in Italia vengono promulgate le leggi razziali, ha trascorso la propria vita senza sentirsi autorizzato a esistere. Andato in pensione al termine di una brillante carriera come consulente, si ritira nella borgata di montagna dove durante la guerra si era rifugiato con la sua famiglia e dove vuole morire. Il ragazzino, un preadolescente sensibile ed estroverso, appassionato di fumetti, che viene affidato a lui perché il padre, malato, deve sottoporsi a una delicata terapia, entra in quella che potrebbe essere la sua ultima stagione in modo perentorio e imprevisto. Così, mentre sulle rive del lago artificiale in cui si specchia il paesino il giovane verrà in contatto con il proprio passato e con il proprio futuro, il nonno riceverà, tramite lui, quell'iniziazione gioiosa alla vita che la Storia gli aveva negato, riuscendo, forse, al crepuscolo del secolo, a non essere più un fantasma.
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    marina2086

    17/09/2019 13:07:21

    Primo libro che leggo di questo autore ed è stata una gran bella scoperta! Mi sono affezionata ai personaggi, e soprattutto al nonno Simone che, con i racconti da perseguitato nazista, essendo lui ebreo, mi ha fatto rivivere cosa quella povera gente possa aver patito, ma sotto un'altra chiave, in un altro modo. Non si tratta, a mio parere del "solito" racconto di persecuzione razziale, ma più che altro di quello che accade dopo, nell'anima e nella testa di chi resta.. Alla fine mi ha strappato anche una lacrima.. Insomma, a mio parere libro consigliatissimo!!

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    Paola

    05/07/2019 12:04:34

    Bel romanzo.

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    Maria Cristina

    07/04/2019 08:36:17

    É il primo libro che leggo di Fabio Geda. Consigliato assolutamente. Trama fluida ed emozionante

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    Paola

    08/03/2019 14:56:38

    Ho conosciuto Fabio Geda quando ho letto quello che probabilmente è stato il suo libro di maggior successo "nel mare ci sono i coccodrilli" che mi è piaciuto molto. Mi sono interessata maggiormente a lui leggendo la sua biografia e il fatto che per anni abbia esercitato quello che è il lavoro di mio figlio me lo ha fatto sentire caro. Ho così acquistato tutti i suoi romanzi che ho letto con curiosità. Li ho apprezzati tutti ma volendo fare una classifica metto "l'estate alla fine del secolo" al primo posto. Quando ho visto che su IBS questo titolo è andato al 50% ne ho ordinato 20 copie tra rilegato e brossura che ho utilizzato come regalini di Natale per colleghe/i ed amiche. In diversi l'hanno già letto e mi hanno ringraziato ulteriormente per il regalo ricevuto. E' sempre bello regalare libri ma soprattutto quando il libro che si regala è di qualità!

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    Tomas

    02/06/2018 05:22:36

    Primo ed ultimo lavoro che leggo di questo autore. Troppo meloso, scontato, mi sembrava in certi passaggi Mark Twain con Tom Sawyer, forse va bene da leggere per non pensare

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    angelo

    13/05/2017 16:37:29

    Ingredienti: un dodicenne siciliano appassionato di fumetti, un sessantenne ligure solitario e laconico, l’estate del ’99 a farli conoscere e convivere, due infanzie in parallelo a 40 anni di distanza. Consigliato: a chi ha seminato il raccolto di una vita intera in una sola stagione, a chi ha nostalgia dei racconti magici dei nonni.

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    ferdi

    02/02/2015 18:25:45

    bel romanzo di formazione con tutti i limiti ed i pregi del genere...confesso che se l'avessi letto a 18 anni me ne sarei innamorato...a 51 mi lascia meno entusiasmo...però non posso esimermi dal conferirgli almeno 3 pallini e mezzo, anche se non si può...in ricordo dell'adolescenza (la mia) che fu...per empatia e compartecipazione, perchè con la storia qui raccontata non ho nulla da sparire...ahimè!

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    Cristiana

    12/10/2014 18:26:59

    E' un romanzo per "giovani adulti", e anche se questo non è necessariamente un limite (grandi capolavori lo sono, come l'isola del tesoro ecc.), questo libro è troppo ingenuo per essere apprezzato da adulti non troppo giovani. I due personaggi principali sono uno troppo giovane (anche se il narratore è ormai adulto) e l'altro troppo chiuso in se stesso e purtroppo anche sconosciuto a se stesso; la psicologia dei personaggi rimane appena accennata e non ci sarebbe niente di male neppure in questo se i temi affrontati non fossero, come invece sono, temi pesanti: la morte, il suicidio, la malattia, la solitudine. Non sono temi affrontati come si deve in questo libro: é questo il suo grosso limite.

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    Roberto

    15/12/2012 22:40:18

    E' il primo approccio a Fabio Geda, ne sono stato favorevolmente colpito; alcuni passaggi sono davvero emozionanti per intensità. Non mancherò di leggere gli altri romanzi. Complimenti all'autore!

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    Jules

    12/12/2012 23:05:06

    Dopo "per il resto del viaggio ho sparato agli indiani" e "nel mare ci sono i coccodrilli" Fabio Geda cambia totalmente tema e si conferma uno dei migliori giovani romanzieri italiani. Gran bel libro.

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    elena

    29/08/2012 16:43:07

    bel libro! mi ha lasciato un senso di tristezza...

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    Daria

    09/08/2012 13:36:46

    Mi è rimasto nel cuore. Intimo, profondo,scrittura chiara e precisa. Così come "nel mare ci sono i coccodrilli" lo consiglio come un ottimo libro da leggere! Bravo Fabio!

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    Sabrina Candussio

    08/08/2012 16:53:23

    Vicinanze e distanze, questo il tema del libro, della vita. Le parole dette, i pensieri non espressi e i mondi che il loro eco apre nelle feritoie delle persone, scavando a volte tutta la vita, come acqua nelle grotte. Una vita che urla di essere accolta ed è un dolore che non riesci nemmeno a definire, figuriamoci a contenere. Ti stupisci di essere vivo, ma è vita anche quando diventi le cose attorno a te. Credi che se non ti vedono, non esisti e se non esisti non puoi soffrire, allora impari a dissolverti,ti alleni a scomparire, al massimo ti attacchi e confondi alla vita altrui, come una pianta parassita. Ma non basta. La vita urla dentro di te anche quando non dai voce alle parole. Gli affetti sono lettere che scrivi più e più volte prima di spedire, di cui conservi la brutta copia e la impari a memoria, sono parole non dette per paura, sono abbracci mancati. C'è una distanza insondabile che gela, ci sono sguardi che cerchi e non ti trovano e poi non cerchi più. Cos'è questo imparare a sparire giorno dopo giorno? C'è qualcosa che si attacca alla storia, che risale alla tua nascita, a quei segnali che s'infiltrano a dirti che qualcuno ha più diritto di te alla vita, che anche il nome ti è negato. E allora quel diritto devi cercare di guadagnartelo, una fatica che ti costerà tutta la vita, sarà sempre un banco di prova, forgerai tu stesso le tue catene. Nonostante questo, la bellezza di tutto il resto e l'amore riempiranno e daranno senso alla tua fragile esistenza, saprai amarla, pur sentendoti spesso scivolarle accanto. E quando ti sembrerà che non ci possa essere più nulla per cui continuare, ecco l'imprevisto: uno sguardo nuovo che vaga sul paesaggio, si posa su di te, ti trova e tutto inizia a cambiare. Inizi a esistere per lui. Non sei più ombra che parla con le ombre. Stupendo e struggente quello che Gabriele dice a Simone:"Devi inseguire qualcosa. E mirarla. Devi bramare e cercare.... Dai ospitalità alla speranza e all'inquietudine... Intesi?"

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    vittoria

    25/06/2012 15:49:20

    Ho appena finito di leggere questo libro e l'ho trovato bellissimo. Il metodo di scrittura è scorrevole e ottimo. E' stato molto interessante leggerlo e lo consiglio vivamente a tutti.

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    fiorella

    21/02/2012 11:08:00

    Un autore che è una piacevole scoperta, ha uno stile personalissimo, tratta argomenti seri con grande sensibilità. E' uno di quei rari libri che merita una rilettura perchè colmo di riflessioni profonde celate nella apparente leggerezza del testo. Mi ha colpito profondamente vedere come la tragedia della shoah abbia colpito i sopravvissuti, quelli che , come il protagonista anziano, "non sentivano avere il diritto di vivere" e lo facevano quasi con un senso di colpa. La descrizione della complessa personalità del nonno con tutte le sue fragilità è il punto nodale del romanzo e denota una sensibilità che non mi sarei aspettata da un autore così giovane. Veramente un gran bel romanzo, ve lo consiglio.

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    Michela

    04/02/2012 12:27:03

    Buonissimo libro, al pari dei coccodrilli!

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C’è un bambino. C’è un nonno. E già questi sono ingredienti che apprezzo tanto, debolezza mia.

C’è che non si sono mai conosciuti prima. Ci sono un sacco di storie, passate e presenti. C’è la montagna, con i suoi misteri. Ci sono storie di guerra, storie di famiglia e di fumetti.

Vite lontane che si intersecano fino a fondersi in un palcoscenico unico. Continui rimbalzi temporali dipingono un quadro complesso di tre generazioni senza mai lasciarne sbavare i colori.

Tanti personaggi, tante avventure; la graniticità della montagna d’estate che si mescola alla volatilità delle immagini dei supereroi. La vorace ed immacolata curiosità di un bambino che si fonde con l’aspra vita di un vecchio burbero. Fino a dare vita ad un dipinto a quattro mani, inaspettatamente perfetta rappresentazione multigenerazionale.

Tanto ben amalgamato da lasciar confondere, a tratti, la vita di nonno Simone con quella di Zeno.

E poi c’è la forza vacillante di un legame solido tra padre e figlio, che alla convivenza tra nonno e nipote quasi fa da sottofondo, insieme ai dischi jazz. Ma anche le avventure adolescenziali, le nuove amicizie e le giovani promesse di amore eterno, facili espedienti di una generazione spensierata. A fare da contrasto, questi, con racconti di fughe, rastrellamenti, bombe, perdite inaspettate e difficoltà familiari, assai comuni nelle generazioni precedenti.

Non c’è dubbio, Fabio Geda è uno di quegli autori capaci di farti entrare dentro le storie, di farti andare a passeggio con i suoi personaggi. Di renderti partecipe delle situazioni e di farti sentire parte integrante degli ambienti. E naturalmente di farti rammaricare quando arrivi alla fine del libro. Perché poi viene da chiedersi che fine ha fatto questo o quell’altro personaggio, e invece no, volti pagina e ti resta solo la quarta di copertina e null’altro.

 

  • Fabio Geda Cover

    Fabio Geda è nato nel 1972 a Torino. Si è occupato per anni di disagio giovanile, esperienza che ha spesso riversato nei suoi libri. Ha scritto su «Linus» e su «La Stampa» circa i temi del crescere e dell'educare. Collabora stabilmente con la Scuola Holden, il Circolo dei Lettori di Torino e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura.Esordisce nel 2007 con Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani; segue L'esatta sequenza dei gesti (2008) e Nel mare ci sono i coccodrilli (2010) che ha avuto uno straordinario successo sia in Italia che all'estero. Nel 2011 esce L' estate alla fine del secolo, mentre del 2014 è Se la vita che salvi è la tua (Einaudi). Nel 2015 esce il primo volume della serie per ragazzi Berlin... Approfondisci
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