L' età del malessere

Dacia Maraini

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
In commercio dal: 7 luglio 2006
  • EAN: 9788806181673
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Descrizione

Enrica, diciassette anni, in uno squallido quartiere di Roma studia con poca voglia. Abbandonata a se stessa da un padre che passa il suo tempo a costruire invendibili gabbie per uccelli, e da una madre che si logora in un piccolo impiego, Enrica vive con la stessa indifferenza il legame con Cesare, eterno studente in legge che non l'ama, le premure di un compagno di scuola o gli sfoghi di un maturo avvocato in cerca di avventure. Anche l'amicizia con una eccentrica contessa, che l'assume come segretaria, ha l'apparente significato di un'evasione. Eppure proprio al termine di questa esperienza la ragazza matura una scontrosa capacità di giudizio e tenta da sola una esistenza nuova.

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    alida airaghi

    23/08/2013 11:49:55

    Il fascino di queste pagine è tutto nella storia narrata senza alcuna retorica o ammiccamento, ma con tale dolente asciuttezza che il malessere in cui sono avvolti i personaggi contagia anche il lettore, amareggiandolo, indignandolo. Ambientato nella periferia romana, ha come protagonista la borghesia più umile, vittima e insieme artefice degli anni del boom economico di un'italietta miracolata e squallida. La vicenda è narrata in prima persona da Enrica, una diciassettenne che vive con indifferenza sia i suoi drammi personali, sia quelli della penosa fauna umana cui appartiene. Figlia unica di una coppia già in là con gli anni, la ragazza osserva con disincanto il lento declino della madre, sfiancata e umiliata nel logorante arrabattarsi di un piccolo impiego: la vede oscena nel suo corpo sformato, nei vestiti lisi, nelle amicizie volgari, e insieme penosa nelle ambizioni meschine di rivincita, di riscatto. Con uguale severa implacabilità Enrica guarda al padre, artista fallito e alcolizzato, ridotto a costruire elaborate e invendibili gabbie per uccelli. In questo tragico universo familiare si muove la giovane, rassegnata a non evaderne: abulica, indifferente a tutto, sue uniche aspirazioni sembrano essere l'acquisto di scarpe nuove o di un maglioncino aderente. Non si ribella alla frustrante relazione cui la costringe un vanesio studente, che la usa come amante di riserva, in attesa di sposare una ricca ereditiera. Enrica frequenta un corso di stenografia, tra insegnanti e compagni che paiono tutti più disgraziati di lei; compie poi un' umiliante esperienza di lavoro in casa di un'anziana ed eccentrica contessa: ma niente sembra segnarla, niente la scuote. Nemmeno altre tragiche esperienze e scelte sessuali e sentimentali, vissute quassi in apnea. Solo alla fine del romanzo si intuisce una sua blanda reazione all'egoista scelta matrimoniale del suo amico, e l'intenzione, almeno annunciata, di dare una svolta alla propria esistenza.

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