Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 22 maggio 2007
  • EAN: 9788806189389
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Descrizione
Questo romanzo racconta la crisi dei quarant'anni di Vel'caninov, un facoltoso, ozioso e mondano proprietario terriero. Soffre d'insonnia, è angosciato da una vago senso di colpa, ha perfino delle allucinazioni o per lo meno crede di averle. Un uomo con un nastro nero di lutto sul cappello lo segue e lo sorveglia. Si tratta di Pavel Pavlovic, un funzionario statale di provincia, la cui moglie, anni addietro era l'amante di Vel'caninov. Un rapido esame convince Vel'caninov che Pavlovic, l'eterno marito, non può sapere che la moglie l'ha tradito con lui. Ma allora perché tanta ambiguità? Così comincia un rapporto bizzarro simile ad un duello portato avanti da due schermitori abili e accaniti...

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    sandro landonio

    06/09/2011 23:41:02

    Ho trovato il romanzo breve di un pessimismo cosmico sulla natura umana che certo non rende la lettura piena di fascino. Trusockij é di una bassezza realistica e ciò fa ancor più male, quando ci si accorge che il suo antagonista, Vel'caninov, indolente e ipocondriaco, non risulta certo simpatico. Il personaggio della piccola Liza, sembra l'antesignana di certe realtà odierne d'infanzia maltrattata. Non é un testo che può avere l'impatto di altre opere di Dostoevskij, ma certo é scritto bene, indaga nelle profondità dell'anima, non dando niente per scontato ed é costruito in modo da lasciare col fiato sospeso sulla fine della vicenda.

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    stefano

    03/09/2009 14:44:53

    Ogni qualvolta mi ritrovo a commentare dosto, temo di commettere reato di lesa maestà. Capisco che per gli appassionati sia intoccabile. Ho trovato, ancora una volta, dialoghi forzati e artificiali;una vicenda a tinte fosche, quasi onirica. Diciamo che non fa per me.

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    Valentino

    11/03/2009 11:10:07

    chi non crede che Dostoevskij sia anche un grande scrittore comico legga questo stupendo romanzo, ovviamente acutissimo, ma anche sostenuto da un ritmo piacevole e in alcuni passi addirittura esilarante

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    Claudia

    26/11/2003 01:34:49

    Forse non all'altezza dei suoi più famosi capolavori ma probabilmente è sbagliato il confronto inquanto posto da subito e dall'autore stesso su di un altro piano. Infatti,pur non essendo brevissimo,è comunque considerato un racconto più che un romanzo. Un racconto lungo dunque,estremamente interessante perchè mette in luce le "sotterranee" (ma non troppo)componenti sadiche e soprattutto masochiste che ancora imperano nel nostro tempo e che anzi regolano sempre di più le nostre relazioni umane,le nostre più o meno consapevoli decisioni,ecc.(non è questo il luogo per aprire la voragine di questo discorso.Per chi fosse interessato consiglio René Girard). A chi ogni tanto si chiedesse perchè non c'è un nuovo Dostoevskij risponderei ciò che alla fine io stessa mi sono risposta:che non può esserci perchè il suo posto non è ancora vacante,che non ce n'è bisogno sostanzialmente perchè,se per certi aspetti sembra incredibile quanto possa cambiare oggi in soli dieci anni la società,per altri siamo ancora(per fortuna?)a cavallo tra Otto e Novecento.

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