Traduttore: V. Mantovani
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 123 p., Brossura
  • EAN: 9788806192228
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Recensioni dei clienti

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    Stefania

    17/04/2012 09:18:35

    Everyman, ogni uomo. La vita di un uomo attraverso le sue malattie. Un libro scomodo, duro, e umanissimo. Pieno di una straripante voglia di vivere, anche se in mezzo al disastro. Come al solito Roth è un maestro: ti prende e ti porta via, con lui, dove vuole e come vuole. Questo libro ha il ritmo angosciato di chi vede avvicinarsi la fine, ed è denso, densissimo. Perdere una sola parola, una frase, significa perdersi. Ci si può solo lasciare andare e seguirlo, dove va, senza indulgenza e senza pregiudizi. Quello che si trova è un uomo, senza veli e senza reticenze. Un libro indimenticabile.

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    Raffaele

    04/04/2012 17:22:26

    Un altro splendido racconto di Roth che con la solita apparente semplicità ci rivela i dispiaceri, i rimorsi, i dolori e la loro serena accettazione da parte di un uomo all'ultima chiamata. Denso di significati, dovrebbe essere letto a voce alta.

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    ronzinante

    10/09/2011 19:48:01

    Ho letto tutti i romanzi di questo straordinario autore ,ma everyman è un dolcissimo inno alla vita ed una consapevole lirica triste e commovente presa di coscienza della fragile condizione dell'uomo. Condizione che può avere un significato soltanto attraverso il ricordo e l'amore per chi ci ha già lasciato ed il sacrificio verso chi resta.

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    Pietro

    06/07/2011 15:18:26

    Un libro scomodo e duro;un'analisi spietata dell'esistenza,della malattia,della morte;e un tentativo di cercarne un senso,per poi scoprire che probabilmente un senso non c'e'.Anche se alla fine Roth concede al protagonista anonimo una morte serena,rassegnata.Ma nelle pagine precedenti il rimpianto per tutto cio' che e' stato e che non puo' piu' essere,per tutto quello che poteva essere e non e' stato prevale su tutto il resto.E con esso la lucida consapevolezza dell'inesorabile decadenza del corpo;e la vecchiaia descritta come pura e semplice anticamera alla morte.Insomma un libro che lascia poche speranze,l'antitesi totale a qualsiasi pur minimo sentimento escatologico.Forse l'unico consiglio che Roth sembra volerci suggerire e' quello di godere l'esistenza in modo piu' pieno possibile,consapevoli che tutto e' effimero e che quello che e' oggi probabilmente non sara' domani.Un libro anche molto maschile,come molti libri di Roth;il rapporto con la figlia,l'unica persona che il tempo e gli eventi non hanno allontanato dalla sua esistenza,e' descritto in modo molto tenero e struggente.Insomma e' un libro che ti scava nell'anima,che ti rimane dentro anche molti giorni dopo averlo letto,che a me personalmente ha profondamente commosso.Sicuramente non un libro facile,ma leggerlo e' un'esperienza emotiva molto coinvolgente.Ed e' proprio questa l'abilita' di Roth:la capacita' di immedesimarsi totalmente nel personaggio,lo sviscerarne i sentimenti piu' nascosti,evidenziandone la profonda umanita'.Il tutto supportato da una scrittura mirabile,appassionata,fluida e da uno stile inconfondibile,da grande scrittore.E come molti grandi scrittori(penso a Tolstoi ad esempio e alla morte di Ivan Ilic),ha il pregio e il coraggio di svelarci la verita',anche se scomoda e ripugnante,della grande letteratura nei confronti della realta',spesso pura menzogna.

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    Hollywood

    16/05/2011 19:19:32

    Roth scrive da Dio.. e il romanzo è eccezionale.

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    Lucia

    27/04/2011 17:28:12

    Dal primo godibilissimo romanzo di Roth, che ho letto: "Ho sposato un comunista" (non il primo da lui scritto) passando per il suo capolavoro: "Pastorale Americana", più si va avanti nella lettura dei successivi romanzi, più si sente come prenda il sopravvento il pessimismo ed il peso dell'età che avanza e che non fa sconti di nessun genere. Resta sempre intatta la grande capacità dello scrittore americano di scavare nell'animo umano e di creare personaggi di grande impatto emotivo.

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    pasquale

    14/04/2010 18:22:25

    E' proprio vero, un libro che si apprezza molto di piu' dopo i 40 anni ma che ti fa rflettere e lascia un senso di angoscia. Voto 4,5

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    silvia

    22/09/2009 20:24:49

    Lucido, doloroso, vero; pochi romanzi riescono ad essere altrettanto efficaci. Un grande Roth.

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    MTP

    30/07/2009 17:09:25

    Molto bello. Il testo è (volutamente) tetro, drammatico, funereo. Un libro che fa riflettere sulla propria vita (e morte). Riesce a fare male, ma comunica la realtà della vita nella sua totale crudezza. Credi si apprezzi di più dopo i 40 anni...

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    LUCA BIDOLI

    11/06/2009 18:52:04

    Un testo dolente, doloroso, crudele, come vita e morte sanno e devono essere, ma assolutamente splendido, nella sua perfetta ricognizione interiore, nella sua asciutezza composta e irata al tempo stesso sul destino, sulla vita, sul sesso, sulla vecchiaia, sulla malattia. Si legge con riconoscenza: poche volte un autore ha saputo parlare ella fine in un modo così apparentemente semplice, così umanamente disarmante.

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    jane

    20/05/2009 14:14:45

    Triste, tristissimo, inizia e finisce nel cimitero, ma con bellissime riflessioni sulla vita, la vecchiaia, la morte. E' la vita del protagonista, ripercorsa e scandita da malattie e interventi chirurgici, fino all'ultima anestesia senza risveglio:la fanciullezza, il successo professionale, gli amori fino al ritiro in un paesino per ricchi pensionati. La morte, innaturale ma improcrastinabile, incombe con il degrado psico-fisico :" la vecchiaia non è una battaglia è un massacro".

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    alby

    01/02/2009 23:58:17

    un libro pieno di bile e odio verso tutta l'umanità. Evidente la ricerca di sensazionalismo sessuale e sessista finalizzato a vendere più copie. Roth non ha proprio più niente da dire.

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    monica

    25/01/2009 11:18:36

    premetto che questo libro mi è stato regalato. ho provato a leggerlo ma dopo una trentina di pagine mi sono "stufata" dell'atmosfera che ha creato. Macabro e poco interessante a mio parere, un America lontana e che poco si appiccica a Me Italiana.

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    Alce67

    23/12/2008 14:33:14

    Roth è sempore piacevole da leggere, tuttavia non l'ho trovato tra i suoi libri migliori. Devo comunque dire che il tema della morte come pura consunzione del corpo e della vita come normale momento di transizione mi colpisce sempre. Roth resta comunque il mio scrittore preferito e l'efficacia delle parole di Phoebe quando lascia il marito porta con sè il segno del grande artista.

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    Michele

    29/08/2008 14:00:35

    Un pò pesante nella lettura, ma non è certo un libro di avventure per bambini. Bellissimo.

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    Antonio Vigilante

    21/07/2008 11:24:40

    Deprimente e sciatto.

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    Pavarottina

    18/07/2008 11:29:20

    ...purtroppo sono d'accordo con voi: qs libro mi ha deluso moltissimo. zero personaggi e zero trama... o meglio c'è la trama, ma è lenta, a volte scontata e purtroppo molto brutta! peccato! Roth mi ha deluso!

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    Silvia

    06/07/2008 19:26:05

    Interessante, talvolta irritante, magnetico. Si parla di vecchiaia e malattia, ma alla fine della lettura si ha voglia di Vivere. Mal tradotte le pagine che affrontano temi medici, ma per il resto il romanzo è perfetto.

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    Gerald Kramer

    08/06/2008 08:45:55

    Copertina= 4 Trama= 1 Suspence= 0 Personaggi= 2 Ambientazioni= 0 Conclusione= 0. In una parola = lentissimo. Libro da non regalere a un malato o a un anziano.

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    Chiara Sav

    25/01/2008 20:58:07

    Bellissimo, si legge velocemente, ma non è un libro leggero, tutt'altro. Drammatico, vero, quotidiano, universale, normale, ma molto ben scritto. Dopo pastorale americana mi è piaciuto molto di più.

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